CONDIVIDI
Amnistia, carceri, giustizia, misure alternative: le ultime news ad oggi 6 settembre 2017

Amnistia, carceri, giustizia, le ultime news. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenuto a Radio Radicale all’interno della trasmissione “Quota 3001” con Rita Bernardini e Giuseppe Rossodivita del Partito Radicale in studio, ha parlato della promulgazione dei decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario, ed ha dichiarato: “Noi abbiamo lavorato tutto il mese di agosto e credo che già dalle prossime settimane potremo inviare una parte del lavoro a Palazzo Chigi per poi concludere tutto il percorso a dicembre”. Andrea Orlando ha ribadito: “È un percorso che prevede un passaggio nelle commissioni parlamentari che esprimono un parere e poi la deliberazione definitiva del Governo che tiene o non tiene conto dell’osservazioni sulle ipotesi di decreto. I tempi ci sono, li stiamo rispettando. Conto che le prime parti del lavoro saranno inviate entro il 15 dicembre, perché saranno più decreti delegati”, ha spiegato Orlando.

Orlando ha ringraziato Rita Bernardini, il Partito Radicale ed i detenuti per il Satyagraha, la grande iniziativa nonviolenta indetta dal PR il 16 agosto scorso che ha visto protagonisti oltre 7.500 detenuti nelle carceri che hanno digiunato e donato il loro carrello alla Caritas: “Ringrazio i detenuti che hanno aderito al Satyagraha, Rita Bernardini per il suo costante impegno e il Partito Radicale di questa pressione, di questo lavoro di incoraggiamento e devo dire che è stato utile in questi anni avere il vostro costante pungolo. Però devo dire con molta onestà che ho giocato molto della mia attività di governo sul portare a termine il disegno di legge penale in cui è contenuta la delega sulla riforma dell’ordinamento penitenziario perché la ritengo essenziale. Non voglio farmi i complimenti da solo, ma ero in una posizione davvero complicata”.

Il ministro Orlando, sempre durante la trasmissione di Radio Radicale, ha riassicurato che i tempi ci sono e li stanno rispettando. “L’equivoco è nella data”, commenta il ministro. “In verità le commissioni – spiega Orlando – restano in piedi fino al 31 dicembre perché devono portare a conclusione l’iter e non per finire di redigere le bozze”. il ministro ha spiegato che il percorso prevede un passaggio nelle commissioni parlamentari che esprimono un parere e poi la deliberazione definitiva del governo che tiene o non tiene conto dell’osservazioni sulle ipotesi di decreto. In sintesi riassicura che tutto verrà concluso entro il 31 dicembre. “Conto che le prime parti del lavoro – spiega sempre il guardasigilli – saranno inviate entro il 15 settembre, perché saranno più decreti delegati”.

Giustizia, le ultime news del ministro Orlando.

Orlando, annuncia fra dicembre e l’avvio del 2018 almeno tre novità sul fronte dell’efficienza della magistratura, un tema quanto mai urgente per la platea di imprenditori e manager del forum The European House Ambrosetti a Villa d’Este. Sarà varato innanzitutto il processo penale telematico, un’innovazione che nelle intenzioni di Orlando dovrebbe replicare il successo del processo civile telematico, che ha portato solo nel 2016 a un risparmio di 66 milioni di euro. “Noi siamo l’unico Paese europeo che ha integralmente digitalizzato il processo civile. Il prossimo anno ci sarà l’avvio della digitalizzazione anche nel penale. I progressi della giustizia sono registrati in modo chiaro nelle classifiche internazionali.

Nella “Doing Business” siamo passati nell’arco di tre anni dal 156esimo posto al 108esimo per la risoluzione delle controversie commerciali. Se questo progresso si confermasse nei prossimi tre anni ci porterebbe esattamente in linea con gli altri Paesi europei. Sarebbe un bellissimo traguardo per un Paese che ha iniziato a investire potentemente sulla digitalizzazione del processo e che oggi vede in questo ambito un’eccellenza”. Entro l’anno sarà inoltre completato l’organico, carente di 1.200 magistrati, come ieri ha denunciato sul Corriere della Sera Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm.

“Oggi la scopertura di organico è la più bassa da dieci anni a questa parte”, ha ribattuto Orlando. “Per fine anno andremo a pieno organico perché arriveranno a maturazione i risultati di tre concorsi diversi”. Inoltre sono già state effettuate 1.500 assunzioni di personale amministrativo e “altre 2.500 unità arriveranno con i concorsi. Spesso prescrizioni e lunghezza dei processi sono dovuti alle norme ma più spesso al fatto che ci sono deficit organizzativi: non c’è concretamente chi fa le fotocopie. Credo che sia la risposta più efficace in termini di tempi della giustizia”. Sempre a fine anno, ha detto Orlando, dovrebbe poi essere approvata dalla Camera in via definitiva la riforma del diritto fallimentare, atteso soprattutto dalle imprese.

Carceri e detenuti, misure alternative, ultime news del Codacons.

Intanto, forte arriva la denuncia del Codacons di fronte agli ultimi due tentativi di suicidio all’ interno di una prigione italiana non si può che aprire un confronto sul sistema penitenziario italiano: sistema che, a prescindere dall’ impegno di agenti e operatori, decisamente non funziona. Il Codacons, che nel 2013 si era rivolto al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti di Strasburgo proprio per questo motivo, denuncia: la condizione dei detenuti è ancora inaccettabile. Mentre continua la crescita dei detenuti, in alcune carceri si torna a scendere sotto lo spazio minimo previsto di 3 mq per persona; senza dire che mancano le docce, gli educatori, i servizi sanitari.

Mancano poi le misure alternative: basta pensare che 1 detenuto su 4 deve scontare una pena residua inferiore ai tre anni e dunque potrebbero accedere a una misura alternativa, se non ci fossero paletti normativi e ostruzioni varie. Soprattutto, manca il lavoro: il principale strumento per evitare che, una volta usciti di prigione, i detenuti tornino a delinquere. Il triste bilancio dei detenuti che si sono tolti la vita dall’ inizio dell’ anno (40) non è l’unico dato che conta: bisogna pensare che a ogni morte per suicidio corrispondono diversi tentativi vanificati. Questo scenario drammatico rappresenta alla perfezione la condizione delle nostre carceri: in questo modo non si scommette sul recupero e il reinserimento ma si contribuisce a “creare” la criminalità, come dimostrato dal tasso di recidiva.

“Il nostro sistema penitenziario ha delle difficoltà a evitare che i detenuti, una volta rilasciati, tornino a delinquere”, dichiara il Presidente Carlo Rienzi. “Da un sistema vetusto e solo punitivo è ora di passare a un “nuovo carcere”, fondato su diritti fondamentali e reinserimento sociale autentico. Anche perché ne guadagniamo tutti: la nostra incapacità di abbassare il tasso di recidiva ci costa tra i tre e i quattro miliardi l’anno, oltre a produrre insicurezza sociale”, conclude.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONDIVIDI