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Amnistia e carceri, tutte le novità ad oggi al 17 agosto 2017

Amnistia e carceri, le novità ad oggi, 17 agosto 2017: si è conclusa la Carovana della Giustizia.  La Carovana della Giustizia, iniziativa del Partito Radicale che nei mesi scorsi ha avuto un grande successo in Calabria, è stata organizzata anche in Sicilia e si è conclusa con una conferenza stampa il 15 agosto davanti al Regina Coeli di Roma. Tra gli obiettivi della Carovana vi erano quello di raccogliere firme per la proposta di legge sulla separazione delle carriere dei magistrati, e sono state raccolte circa 3000 firme, e la raccolta firme per mantenere in vita il Partito Radicale, e sono state raccolte 1600 firme. Rita Bernardini, durante la conferenza stampa, ha dichiarato che, conclusa la Carovana della Giustizia in Sicilia, parte il Satyagraha, cioè un digiuno per la ricerca della verità.

Amnistia e carcere, le novità ad oggi: un grave episodio nel carcere di Trieste.

Nella giornata di Ferragosto nel carcere di Trieste, un detenuto di origine slava ha distrutto la sua cella rompendo il lavabo, il water ed alcuni suppellettili, ha lanciato i cocci di ceramica verso gli altri detenuti, e poi ha dato fuoco alla cella, incendiando una coperta. La polizia penitenziaria, grazie ad un pronto intervento, ha usato l’idrante e ha spento l’incendio.

Il segretario regionale del Sappe Giovanni Altomare ha parlato dei diversi problemi causati da questo detenuto: “Da quando tale soggetto è in questo carcere (circa cinque mesi) non si contano le celle che ha distrutto; l’ultimo evento risale a due giorni fa. Quello che non riesco a spiegarmi è come, nonostante i ripetuti danneggiamenti posti in essere da detto energumeno, questo detenuto possa continuare a lavorare come scopino nella sezione, circostanza che può essere interpretata come segnale di impunità. Non solo: sempre ieri, rientrato dall’ospedale, ha continuato la sua performance, urlando come un forsennato, facendo a brandelli il materasso in spugna ignifugo della cella e riversandolo nel corridoio della sezione”.

Il segretario generale del Sappe ha lodato l’intervento della polizia penitenziaria: “Un’esperienza allucinante, gestita con grande sangue freddo e professionalità dai bravi agenti di Polizia penitenziaria. Il grave fatto accaduto a Trieste conferma la tensione che continua a caratterizzare le carceri, al di là di ogni buona intenzione. Le carceri sono più sicure assumendo gli agenti di Polizia penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunché. Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto”.

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