CONDIVIDI
Amnistia e indulto, carceri, giustizia: le ultime news sul fronte carceri e detenuti

Amnistia e carceri, le ultime news.  Radicali in ansia, nelle ultime ore, per un malore che ha colpito l’esponente del partito di Pannella, Rita Bernardini, che dovrà essere sottoposta a un intervento chirurgico. Lo rende noto un comunicato di Radio Radicale, nel quale si ricorda che l’ex deputata e segretaria dei Radicali italiani è stata ricoverata 13 giorni fa in una struttura ospedaliera di Roma e che il suo quadro sanitario si sta normalizzando, dopo la diagnosi di infarto del miocardio che ha reso necessario un intervento chirurgico che verrà eseguito alla fine di questa settimana. La Bernardini era stata ricoverata lo corso 21 giugno a causa di un malore manifestatosi dopo la sospensione dello sciopero della fame di 25 giorni portato avanti con l’obiettivo di far approvare la parte penitenziaria della riforma penale e il diritto alle cure dei malati che assumono farmaci a base di cannabis e che, come il Bediol, che non sono attualmente reperibili sul mercato.

Carceri e giustizia: le ultime news sul fronte carceri e detenuti.

Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha comunicato il suicidio di un poliziotto penitenziario a Milano: “Si tratta di un assistente capo di 45 anni in servizio alla casa circondariale di Opera e impiegato al Nucleo traduzioni e piantonamenti di Milano. Si è tolto la vita poco fa a Milano con l’arma di ordinanza. L’uomo, originario di Calimera, più di vent’anni di servizio nella polizia penitenziaria, divorziato, persona seria e apparentemente tranquilla, è stato trovato nel primo pomeriggio di oggi nel garage di casa”. Capece riflette sulla tragedia, avvenuta a pochi giorni dall’omicidio – suicidio che ha visto protagonista un’altro poliziotto penitenziario: “Ogni volta la domanda che ci poniamo è sempre la stessa: si poteva fare qualcosa per impedire queste morti? Si poteva intercettare il disagio che caratterizzava questi uomini e, quindi, intervenire per tempo? Allo stato non è possibile dire quali siano state le ragioni che hanno portato l’uomo a questo tragico gesto, e quindi non sappiamo se possano eventualmente esseri anche ragioni professionali”.

Il segretario ha concluso con una riflessione: “L’amministrazione penitenziaria non può continuare a tergiversare su questa drammatica realtà. Servono soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del personale di polizia penitenziaria. Come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, è necessario strutturare un’apposita direzione medica della polizia penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti”.

Carceri: reinserimento e rieducazione!

Sul fronte reinserimento e rieducazione, il carcere di Carinola si dimostra essere un istituto di penitenza in cui si dà molta importanza a quelli che sono i bisogni del detenuto e le sue esigenze di riabilitazione e di reinserimento. Si vuole, in particolar modo, far sentire il detenuto parte integrante della comunità civile. La direttrice della casa circondariale di Carinola, Carmela Campi, ha spiegato a Il Mattino il perché di questa politica: “La nostra azione è tesa a favorire qualsiasi iniziativa capace di far crescere nei detenuti la consapevolezza che tutto può succedere anche in senso positivo, ma è necessario che si creino sinergie positive che hanno come scopo il coinvolgimento e l’inclusione diretta a chi vive il disagio. Le leggi ci sono, e possiamo lavorare bene anche con collaborazioni esterne”.

Per favorire il reinserimento dei detenuti e condizioni di vita più umane all’interno dell’istituto di penitenza, sono tante le attività proposte dal carcere di Carinola. Molti detenuti svolgono attività esterne, lavorando presso enti ed istituzioni del territorio (alcuni detenuti, ad esempio, lavorano nei giardini della Reggia di Caserta), altri sono occupati in attività all’interno dell’istituto.

Braccialetti elettronici, le news del ministro Andrea Orlando.

Intanto, sono in arrivo 12mila braccialetti elettronici. A confermarlo è il ministro della giustizia Andrea Orlando rispondendo nel corso di una trasmissione di Radio Rai a una domanda sul caso dell’attore Domenico Diele che, accusato di omicidio stradale per avere investito e ucciso una donna, non è potuto andare agli arresti domiciliari a causa della mancanza del braccialetto elettronico che avrebbe dovuto indossare. “Si, stanno arrivando, è un bando – ha spiegato Orlando – Secondo me per un errore del legislatore, la competenza dell’acquisto è del ministero degli Interni, non della Giustizia. Ora c’è questo nuovo bando -ha ribadito – che si dovrebbe concludere entro qualche settimana”. Nei giorni scorsi il tema era stato sollevato da Donato Capece, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe: “Non c’era bisogno della mancata scarcerazione di un detenuto eccellente per sapere che le dotazioni dei braccialetti per il controllo dei detenuti ammessi ai domiciliari – costati allo Stato fino ad oggi 173 milioni di euro – è largamente insufficiente rispetto alle reali necessità”.

Il paradosso più evidente, secondo il Sappe, è che i ministeri di Giustizia e Interno han-no speso 110 milioni di euro in 10 anni per pochissimi braccialetti. Il problema della indisponibilità del braccialetto elettronico è finito anche all’esame della Corte di Cassazione, sia nel 2015 che alle Sezioni Unite nel 2016, Per la Cassazione l’indisponibilità dello strumento di controllo tecnico a distanza non può comportare la momentanea permanenza in carcere dell’indagato poiché non si tratta di “una prescrizione che inasprisce la misura” ma solo di una mera modalità di controllo. Conseguentemente una volta ritenuta idonea la misura degli arresti domiciliari “la applicazione ed esecuzione di detta misura non può essere condizionata da eventuali difficoltà di natura tecnica e/o amministrativa”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA