CONDIVIDI
Amnistia, indulto, carceri, misure alternative, esecuzione esterna: tutte le news ad oggi 28 maggio 2017

Amnistia e indulto, carceri: le novità ad oggi 23 maggio 2017. Molte notizie giungono dal mondo delle carceri, ma non ci sono novità in merito ai provvedimenti di amnistia ed indulto. In queste settimane, i Radicali, che continuano la loro battaglia per l’approvazione di tali provvedimenti, attraverso una delegazione guidata da Rita Bernardini, hanno fatto visita al carcere Pagliarelli di Palermo. Dalla visita sono emerse alcune criticità della struttura e dei servizi offerti ai detenuti, ad esempio nei bagni delle celle non c’è acqua calda, manca l’areazione e spesso sono fatiscenti. A volte si riscontrano casi di scarsa assistenza sanitaria. Il radicale Gianmarco Ciccarelli, inoltre, ha evidenziato un’altra criticità: la magistratura di sorveglianza non svolgerebbe il ruolo che le è assegnato dall’Ordinamento penitenziario. Il riferimento è al trattamento individualizzato dei detenuti, e alla verifica e delle condizioni di detenzioni.

Carceri, la relazione del garante dei detenuti a Torino.

A Torino, il Garante dei detenuti di Torino ha presentato la relazione annuale, mettendo in evidenza le criticità e le note positive di un anno di osservazione. La presentazione di questo bilancio è avvenuta all’interno del carcere di Torino alla presenza del direttore Minervini, del Presidente del Consiglio Comunale Fabio Versaci, del Vice Sindaco di Torino Guido Montanari e della Conferenza dei Capigruppo. Il Garante ha dichiarato:”Le persone private della libertà non devono essere solo più i destinatari dell’offerta trattamentale, ma diventare essi stessi i protagonisti di un percorso, capace con assunzione di responsabilità e autogestione di allontanarli dalla trappola dell’infantilizzazione”.

Altro punto su cui lavorare è l’esecuzione penale esterna: “L’impegno è quello di favorire un atteggiamento di mediazione con tutti gli attori coinvolti in questi percorsi, per facilitare le necessità delle persone. Chiediamo la possibilità di avere i nomi dei dimittendi, in modo da sostenerne i bisogni attraverso uno sportello mirato e di essere ancora più attenti e sensibili in merito alla custodia aperta, anche laddove ora sembra essere difficile poterla attuare. Si devono ipotizzare sistemi di housing sociale, dove le persone con problemi di giustizia possano accedervi, contribuendo al bene della collettività in ottica di giustizia riparativa”, ha sottolineato il garante.

Carceri, Cagliari: il carcere di Uta al collasso!

Situazione di emergenza nel carcere di Cagliari, dove il carcere di Uta sarebbe in una situazione vicina al collasso, con pochi agenti e troppi detenuti. Secondo quanto segnala il sito Sardegnaoggi, le celle non bastano più, nella struttura penitenziaria c’è un problema di sovraffollamento. I detenuti arrivano anche dal resto dell’Italia. Appello degli agenti a deputati e parlamentari sardi. Dopo il suicidio di un detenuto avvenuto nei giorni scorsi, la polizia Penitenziaria salva la vita ad un altro detenuto. Il sovraffollamento, al carcere di Uta, ha raggiunto indici insostenibili, Il dipartimento continua ad inviare detenuti dal resto dell’Italia. “Siamo al collasso, intervengano i deputati ed i senatori sardi”, il monito della Uil. A distanza di pochi giorni dal suicidio di un detenuto avvenuto nell’istituto di Uta, continuano gli eventi critici. Un altro detenuto è stato miracolosamente salvato dal tentativo di suicidio tramite impiccamento. Fortunatamente questa volta l’evento non si è concretizzato ma con le attuali condizioni lavorative diventa quasi impossibile monitorare e intervenire prontamente per evitare gesti estremi o eventi critici in generale.

Il carcere è nato per garantire condizioni detentive dignitose e per dare la possibilità al personale di polizia Penitenziaria di svolgere il proprio mandato in maniera agevole, il dipartimento lo ha reputato invece come un “contenitore vuoto” da riempire all’inverosimile. “Sono infatti 3 detenuti per ogni cella anziché due, ma si stanno già installando ulteriori letti per contenere addirittura quattro detenuti in ogni camera. Chiediamo l’intervento bipartisan dei deputati e senatori sardi, è una condizione lavorativa impossibile”.È il commento del segretario generale della Uil Sardegna, Michele Cireddu, che punta il dito direttamente sui vertici del dipartimento e del provveditorato: “Non era questa organizzazione che avevamo auspicato, una proporzione di 1 agente per 100 detenuti impone delle riflessioni, non è possibile garantire un adeguato controllo delle sezioni detentive, il personale è allo stremo, stiamo parlando dell’Istituto che presenta il maggior numero di eventi critici in Sardegna e, in proporzione al numero di detenuti, della Penisola.

Con l’installazione del 4 letto è impossibile garantire un controllo efficace, il personale non deve subire ripercussioni giuridiche a causa di scelte scellerate del dipartimento. Non si può continuare a ignorare la situazione, non vogliamo essere la cassandra della situazione ma è facile prevedere l’implosione prossima dell’istituto”. Il 25 maggio prossimo il segretario generale della Uil, Angelo Urso, effettuerà la visita dei luoghi di lavoro dell’istituto per un successivo intervento nei confronti del capo del dipartimento e del ministro.

Carceri, le iniziative nel Lazio: l’incontro “Garantire la giustizia”

Lunedì 22 maggio, presso la Sala G. Mechelli del Consiglio Regionale del Lazio, si è tenuto l’incontro “Garantire la giustizia”, corretta e giusta integrazione per la sicurezza. Il convegno è stato organizzato dal Forum Nazionale dei Giovani in collaborazione con l’associazione Gruppo Idee. L’incontro ha avuto l’obiettivo di favorire l’acquisizione di un sistema detentivo più inclusivo. Verrà proposto un impianto riabilitativo per i detenuti che dia la reale possibilità di reintegrarsi nella società e di affrontarla. Nel convegno si è parlato della necessità di adottare una formula di riabilitazione che non punti alla formazione del detenuto modello, ma a quella di un cittadino modello.

Sono intervenuti: Giuseppe E. Cangemi (Presidente della Commissione di Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione Regione Lazio), Massimiliano Smeriglio (Vice Presidente della Giunta Regione Lazio), Flavia Cerquoni (Coordinatrice “Gruppo carceri” del Forum Nazionale dei Giovani), Marta Bonafoni (membro della Commissione regionale per il controllo sulla Criminalità organizzata e le infiltrazioni mafiose), Giancarlo Righini (Capogruppo regionale Fratelli d’Italia), Luigi Iorio (Legislativo Forum Nazionale dei Giovani), Zarina Chiarenza (Presidente Gruppo Idee), Rosella Santoro (Direttrice della Casa Circondariale di Rebibbia), Fabio Pierangeli (Professore della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Tor Vergata di Roma), Silvana Sergi (Direttrice della Casa Circondariale di Regina Coeli), Emilio Minunzio (Vice Presidente nazionale ASI), Katia Anedda (Presidente onlus “Prigionieri del silenzio”).

Alle 16.30 c’è stato il dibattito coordinato dal Dott. Bruno Vespa in cui interverrà tra gli altri Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario di Stato alla Giustizia. Insieme a lui Santi Consolo (Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), Laura Alessandrelli (Magistrato di Sorveglianza di Roma), Stefano Anastasia (Garante dei Detenuti del Lazio), Mario Baccini (Presidente Ente Nazionale per il Microcredito) e Maria Cristina Pisani (Presidente Forum Nazionale dei Giovani).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONDIVIDI