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Amnistia, carceri, giustizia: le ultime news ad oggi 7 agosto 2017

Amnistia e indulto, le news. Ancora nessuna novità sul fronte amnistia e indulto, nonostante le continue sollecitazioni da parte di molti esponenti delle forze politiche e sociali. Rita Bernardini prosegue nella sua lotta per chiedere condizioni più umane all’interno delle carceri italiane. L’ex deputata e coordinatrice della presidenza del Partito Radicale sta continuando la sua visita nelle carceri, e negli ultimi giorni ha condiviso sulla sua pagina Facebook un articolo de Il Dubbio in cui si parla dell’articolo 41 bis. All’interno del carcere di Parma, Rita Bernardini sottolinea come alcuni di questi detenuti presentano delle condizioni di salute incompatibili con il regime di carcere duro. A parlare a Il Dubbio delle condizioni dei detenuti sottoposti al 41 bis è anche il garante Roberto Cavalieri. L’età media dei detenuti che si trovano nella sezione del 41 bis è di 65 anni, ed oltre ai tre novantenni già citati ci sono diversi ultra ottantenni che hanno bisogno di particolari cure sanitarie. L’assistenza sanitaria, però, è carente: nel reparto terapeutico vi è un numero massimo di 30 posti, ma spesso altri istituti penitenziari inviano qui i loro detenuti malati, tanto è vero che Cavalieri definisce il reparto un “parcheggio”. Questa situazione può portare a conseguenze molto gravi, come è già successo.

Riforma del processo penale, le news di Andrea Orlando.

Il ministro della giustizia Orlando, secondo quanto riporta il Gazzettino, ha dichiarato in una recente intervista, che è necessario e urgente porre la fiducia al disegno di legge sulla riforma del processo penale perché altrimenti esiste il rischio che tutto vada in fumo e sono anni che si discute sul progetto. Effettivamente il rischio è reale e la preoccupazione è fondata. È vero che alla Camera il Pd dispone di un’ampia maggioranza ciò che dovrebbe metterlo al riparo da ogni pericolo, ma è altrettanto vero che il Pd sembra attualmente il solo partito disposto a sostenere il progetto, mentre anche nelle file della maggioranza si aprono dubbi e perplessità. Se accadesse che anche un solo articolo degli oltre quaranta fosse modificato rispetto al testo approvato dal Senato il progetto dovrebbe di nuovo tornare a Palazzo Madama e con la legislatura ormai in dirittura di arrivo nessuno potrebbe più garantire il successo.

In molti contestano il progetto di riforma, per via dell’inasprimento delle pene per alcuni reati contro il patrimonio e l’allungamento dei termini per la prescrizione. Il ministro Orlando sostiene che il progetto è da sostenere soprattutto perché prevede l’allungamento dei termini di prescrizione, modifica secondo lui indispensabile e improcrastinabile specie se si riflette sul numero dei reati estinti ogni anno per il decorrere dei termini. Gli avvocati dicono che i termini di prescrizione in Italia sono già ampi e che ogni dilatazione ulteriore avrebbe luogo ai danni della civiltà del diritto, ma si guardano bene dal ricordare e dal commentare il numero spropositato di processi che vanno in fumo in ogni distretto e in Cassazione per via dello scadere dei termini di prescrizione, che come più volte ribadito dai Radicali, ed in particolare da Rita Bernardini, ha dato luogo a quella che l’esponente dei Radicali definisce “un’amnistia strisciante”.

Carceri, le news dal carcere minorile di Airola: le dichiarazioni di Donato Capece.

Intanto, ancora problemi nelle carceri della Campania e in particolare di quello minorile di Airola in provincia di Benevento dove la scorsa notte si è sfiorata la tragedia a causa di un incendio. È stato solo grazie al pronto intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria che si è evitato il peggio.Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe spiega in una nota l’accaduto: “Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di alcuni detenuti maggiorenni, tra i quali due dei principali protagonisti della grave rivolta dello scorso 5 settembre sempre nello stesso istituto penale – riferisce ancora Capece – che hanno appiccato un incendio prima nella cella dov’erano ristretti e poi anche in quella dov’erano stati spostati”.

“Sono stati attimi di autentica tensione, – prosegue il sindacalista – con i detenuti che hanno dato fuoco a tutto quello che vi era all’interno delle celle. Il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari, con grande senso di responsabilità coraggio e professionalità, ha permesso di evitare più gravi conseguenze”.
Capece stigmatizza, con fermezza, “le gravi e pericolose intemperanze di questi detenuti adulti, ristretti in un carcere minorile a seguito di una modifica alla legge in vigore, modifica legislativa da noi fermamente contestata. Ma allo stesso tempo ci chiediamo come e perché erano ancora ristretti nel carcere minorile di Airola due dei protagonisti della drammatica rivolta dello scorso settembre”.

Il segretario del Sappe, ricorda, inoltre, che ogni giorno accadono “gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria”. “Ogni 9 giorni – ricorda il sindacalista – un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno, ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 agenti”.

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