CONDIVIDI
Amnistia e carceri, tutte le novità ad oggi al 17 agosto 2017

Amnistia, indulto, carceri, giustizia: le news. Pochi giorni fa si è tenuta la V Marcia per Amnistia e Indulto. Molte le dichiarazioni di quanti hanno partecipato, tra cui quelle di Roberto Giachetti, vice presidente della Camera dei Deputati, che ha spiegato le motivazioni della sua partecipazione, in un’intervista a Radio Radicale dove spiega il perché della sua adesine e fa un punto della situazione dei provvedimenti a favore della situazione carceraria. “Purtroppo stiamo facendo l’ennesima marcia perché nonostante ci siano stati provvedimenti che abbiano migliorato un pò la situazione, i problemi non sono stati risolti alla radice”. Giachetti conosce bene la situazione delle carceri, in quanto spesso fa visita ai detenuti: “Io giro spesso nelle carceri, e più giro e più mi rendo conto che una parte consistente della popolazione carceraria è costituita da persone che hanno compiuto reati 20 – 30 anni fa e oggi si trovano a scontare pene minime e a vivere nel clima della galera che è bestiale”. Giachetti, infine, parla dei provvedimenti, comunque positivi, degli ultimi Governi: “Devo dare atto ai Governi di questi ultimi anni e al Ministro Orlando che ha prodotto dei provvedimenti che hanno migliorato la situazione, però non basta, si deve intervenire di più ma non bisogna farlo solo per la popolazione carceraria ma per la Giustizia”.

Anche Walter Verini ai microfoni di Radio Radicale ha commentato la marcia organizzata dai Radicali:I Radicali hanno il merito di tenere acceso un faro. Tutte le parole d’ordine dei Radicali non le condivido ma credo sia giusto tenere acceso un faro su temi come quello della detenzione e delle condizioni delle carceri nel nostro Paese. Il lavoro fatto in questi anni penso vada nella direzione giusta anche se siamo ancora al 10%. Nel mese di maggio dovremmo approvare in via definitiva alla Camera la riforma del processo penale che contiene anche la riforma dell’ordinamento penitenziario. La riforma, consentirà di fare un bel passo in avanti e permetterà di realizzare quello che dice la Costituzione, cioè rieducazione e reinserimento sociale“.

Carceri e riforma della giustizia, le news del ministro Andrea Orlando.

A pochi giorni da Marcia di Pasqua per l’amnistia, organizzata dal Partito Radicale per chiedere l’amnistia, l’indulto e la riforma della giustizia, viene pubblicato il messaggio del Ministro Andrea Orlando che accompagna le presentazioni in Sicilia del docu-film “Spes contra spem-Liberi dentro” del 18 Aprile 2017. Esordisce così il ministro: “Sono lieto di accompagnare ancora una volta, con una parola di saluto, la proiezione di questo bel film Spes contra spem, che testimonia l’impegno dell’Associazione radicale Nessuno tocchi Caino, in una battaglia di grande significato giuridico e morale. Questo documentario fa riflettere. Credo che il suo primo significato sia proprio questo: un invito alla riflessione sul significato della pena più dolorosa e gravosa, quella dell’ergastolo ostativo. Questo documentario non ci intrattiene, non ci regala un’ora di evasione, anzi: ci porta in un carcere, dietro le sbarre, e ci invita a riflettere sul significato della pena più dolorosa e gravosa, quella dell’ergastolo ostativo”. “Io conosco bene – sottolinea Orlando – il carcere di Opera dove le riprese sono state effettuate, so quanto impegno venga profuso da tutti gli operatori dell’istituto di pena, a cominciare dal suo Direttore, nella realizzazione di progetti che sottraggono i reclusi all’aspetto più duro della vita detentiva: il tempo vuoto e perso, privo di scopo, privo di prospettiva, e perciò di umanità. L’anno scorso si sono conclusi i lavori degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale che hanno rappresentato io credo la prima seria, grande e soprattutto ampia riflessione sull’ordinamento penitenziario italiano da molti anni a questa parte”.

Carceri, pene e Riforma dell’ordinamento penitenziario, le ultime news del ministro Orlando.

Il ministro Orlando rimarca anche le importanti finalità della pena, secondo il dettato della Costituzione: “Il secondo comma dell’articolo 27 della Costituzione — quello che fa riferimento alle finalità della pena e che proibisce trattamenti contrari al senso di umanità — è stato al centro, com’è giusto che fosse, della gran parte dei ragionamenti e delle proposte che sono state sviluppate. E noi abbiamo bisogno anche di occasioni come questa per dare forza e visibilità a un impegno per le condizioni della detenzione che ha difficoltà a farsi sentire, e valere, nell’opinione pubblica. L’opinione pubblica continua a pensare al carcere come a un luogo chiuso e separato, un luogo per coloro che se la sono cercata, insomma, e di cui dunque ci si può e anzi ci si deve disinteressare”. Ed ha aggiunto:”Iniziative come questa contribuiscono a tenere desta una coscienza critica ed è importante che tutti proseguiamo con questo impegno perché non vadano perduti i valori fondanti della nostra democrazia costituzionale e i diritti fondamentali che in essa sono espressi. Io vorrei portare avanti questa riflessione con serietà, tenendo aperto un discorso che secondo me va affrontato con solidi argomenti giuridici: non solo cioè con la forza di una sensibilità morale sempre viva, sempre accesa”.

“Ricordo – conclude Orlando – che il disegno di legge di modifiche al codice penale e al codice di procedura penale, di recente approvato al Senato, contiene una delega al Governo per la riforma dell’ordinamento penitenziario, i cui principi e criteri direttivi guardano tra l’altro a percorsi di recupero sociale e ad una maggiore valorizzazione del lavoro “in ogni sua forma intramuraria ed esterna”, con uno spirito che deve essere sempre tenuto presente. Il titolo del film richiama il versetto paolino citato da Pannella e ricorda coloro che “sperano contro ogni speranza”. Speranza è una strana parola, entrata nel vocabolario dell’Occidente solo in era cristiana. Per i Greci si trattava semplicemente di una passione infondata. Per il senso di futuro che è ormai entrato nella nostra esistenza, sia privata che pubblica, è invece una parola inseparabile con il senso stesso di umanità che noi nutriamo, che è scritto nella nostra Carta costituzionale, e che quindi non possiamo lasciare cadere.Sono grato agli autori di questo bel documentario per avere provato a rilanciarla”

Riforma del processo penale: la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane proclama la nuova astensione delle udienze.

La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane nel proclamare la nuova astensione delle udienze nel mese di maggio ha evidenziato in un documento “i limiti della riforma del processo penale di iniziativa governativa ribadendo, in particolare, la profonda contrarietà, già manifestata con convinzione durante il lungo iter parlamentare del disegno di legge e davanti alle Commissioni Giustizia della Camera e del Senato, alla riforma della prescrizione e dell’istituto del così detto processo a distanza”. Le ragioni poste alla base della protesta dell’avvocatura penale, che hanno visto una massiccia adesione alle varie astensioni “hanno trovato – prosegue la nota – anche un importante e diffuso consenso all’interno di vasti settori della politica, dell’informazione e fra i rappresentanti del mondo della cultura e dell’Accademia. Al contrario prosegue il silenzio del Governo in ordine alle richieste di non procedere oltre nella attuazione del dichiarato intento di porre la fiducia sul Decreto legge giustizia anche davanti alla Camera, ovvero di procedere allo stralcio ed alla immediata approvazione della legge delega sull’esecuzione penale.

Nel reiterare le ragioni delle due precedenti astensioni, tra le quali le modalità “antidemocratiche” con le quali la riforma è stata approvata, la Giunta dell’Ucpi denuncia “la scelta di riproporre il voto di fiducia anche davanti alla Camera, che conferma il perdurare di un atteggiamento di inammissibile disprezzo nei confronti del dibattito parlamentare”. L’Ucpi invita le Camere Penali territoriali ad organizzare nei giorni indicati manifestazioni ed eventi dedicati ai temi della riforma e del “denunciato contrasto con i principi costituzionali e convenzionali della immediatezza, del contraddittorio, della presunzione di innocenza e della ragionevole durata”, mantenendo lo stato di agitazione dell’avvocatura penale e attivando ogni strumento di comunicazione ed interlocuzione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le forze politiche sul metodo e sul merito della riforma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONDIVIDI