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Amnistia e indulto, carceri, giustizia: le ultime news ad oggi 24 luglio 2017

Amnistia e indulto, ultime news. Ancora nessuna novità sui provvedimenti di amnistia e indulto. Intanto, da più di 10 giorni, l’esponente dei Radicali Rita Bernardini ha ripreso lo sciopero della fame, dopo quello portato avanti poco tempo fa per l’amnistia e l’indulto e la riforma dell’ordinamento penitenziario. Oggi domenica 4 giugno alle 18, nella sede del comitato di coalizione di centro sinistra (via del Duca 15), il candidato sindaco Samuele Bertinelli, dopo la visita alla casa circondariale Santa Caterina (ore 16), incontrerà e dialogherà con Rita Bernardini, coordinatrice della presidenza del partito Radicale.

La Bernardini, giovedì 25 maggio, ha avviato uno sciopero della fame per manifestare contro lo stallo della riforma dell’ordinamento penitenziario. Tra gli altri appuntamenti di Bertinelli, nella mattinata di domenica 4 giugno, dalle 10, il candidato sindaco Samuele Bertinelli sarà nel quartiere delle Fornaci. Alle 20, alla Casa del Popolo di Bottegone, cena in sostegno della candidatura di Samuele Bertinelli.

Il nuovo sciopero della fame di Rita Bernardini.

Sulla sua pagina Facebook in un post vengono spiegati i motivi del nuovo sciopero:”Rita Bernardini è di nuovo in sciopero della fame sulla situazione delle carceri e dell’ordinamento penitenziario, ma anche per il rispetto del diritto alle cure con farmaci cannabinoidi. Il Bediol prodotto in Olanda non è infatti più disponibile a causa di raccolti andati male, mentre il prodotto dell’Istituto chimico-farmaceutico militare di Firenze, oltre a non essere assolutamene in grado di coprire il fabbisogno, non ha le stesse caratteristiche. Migliaia di pazienti sono al momento senza terapie. Intanto la cannabis prodotta a Rovigo per scopi di ricerca viene distrutta e l’autocoltivazione resta un reato punito severamente”.

Esecuzione penale esterna, le ultime novità ad oggi 4 giugno 2017.

Tanti i giovani ammessi al progetto nazionale della direzione degli Uffici per l’esecuzione penale esterna. Da ottobre affiancheranno gli operatori del ministero anche nei progetti di “messa alla prova”. Castellano: “Richiesta la laurea in servizio sociale. Più che volontari, sono persone che si avviano al mondo del lavoro”. Partirà a ottobre la prima esperienza nazionale di volontariato civile negli uffici dell’esecuzione penale esterna (Uepe), le strutture territoriali del dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità che si occupano del trattamento socio-educativo delle persone che scontano la pena fuori dal carcere, un esercito di 45.456 unità che, per dimensione, è arrivato a sfiorare il numero dei detenuti presenti nelle carceri (56.436 al 30 aprile 2017). Un progetto pilota era stato lanciato dalla Toscana, ma quest’anno, per la prima volta, il dipartimento ha partecipato al bando nazionale che si è chiuderà il 26 giugno scorso aprendo, di fatto, le porte degli uffici Epe ai giovani specializzati.

Saranno 48 i volontari del servizio civile che dal prossimo autunno, per 12 mesi e un totale di 1.400 ore, andranno ad affiancare gli operatori degli 11 distretti e della sede centrale: un risultato accolto come un primo, importante traguardo sulla strada che vede l’attività degli uffici Epe sempre più in sintonia e in sinergia con il territorio sul quale va ad incidere. Il titolo del progetto, “Insieme per un nuovo modello di giustizia di comunità”, anticipa obiettivi e finalità. “È proprio questo il passaggio più importante – spiega Lucia Castellano, dirigente generale per l’Esecuzione penale esterna del Dgmc – perché il nostro primo obiettivo è quello di rafforzare le coesioni esistenti tra il mondo dell’esecuzione penale e la società e consolidare la rete delle collaborazioni. Non più un sistema autoreferenziale del servizio sociale ma un sistema che si apre alle collaborazioni esterne.

Prima fra tutte quella del volontariato civile che porterà nei nostri uffici giovani specializzati (per partecipare si richiede la laurea in Servizio sociale) e motivati che si avviano al mondo del lavoro: un bacino di energie fresche che a noi serve molto. Quest’anno abbiamo concorso per la prima volta e da ottobre dovrebbero arrivare 48 persone che saranno divise per gli 11 distretti: 4 per ogni distretto più 4 a Roma, alla Direzione generale Esecuzione penale esterna e di messa alla prova. Speriamo, per l’anno prossimo, di mettere questi ingressi a sistema e di coinvolgere un numero maggiore di giovani, anche attraverso nostri bandi insieme al settore minorile”.

“L’ingresso di giovani specializzati naturalmente non risolve tutto – continua Castellano – ma porterà una boccata d’ossigeno insieme ad altre iniziative sulle quali stiamo lavorando. Ad esempio abbiamo avuto l’autorizzazione ad assumere 60 assistenti sociali, a sbloccare una graduatoria di idonei da un concorso dell’Inail. Abbiamo emanato una circolare per facilitare l’ingresso dei volontari all’interno degli Uepe. Sono passaggi che sosteniamo con forza perché crediamo che l’esecuzione penale esterna, indipendentemente dal numero di operatori, possa funzionare se riusciamo ad aprire al territorio, a fare rete”.”La sfida del nostro ufficio – spiega il dirigente generale – è aumentare il numero di misure alternative e di sanzioni di comunità perché arrivino ad essere la prima risposta, lasciando al carcere un ruolo di secondo piano destinato ai casi più critici. Lavoriamo per fare in modo che la pena alternativa abbia un contenuto sanzionatorio e che la condanna non sia solo punitiva ma rappresenti anche un’occasione di recupero, lontana dal concetto di depenalizzazione”.

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