Argentina, sciopero generale contro le politiche di Milei

Massiccia adesione popolare allo sciopero generale in Argentina contro le politiche anarco-capitaliste del neoeletto presidente Javier Milei.

Sciopero generale in Argentina

Un primo risultato a fronte delle sue iniziative sfrenatamente liberiste, Javier “El Loco” Milei sembra averlo ottenuto a tempo di record: a soli quarantacinque giorni dal suo insediamento c’è già il primo sciopero generale contro le sue politiche fascio-anarco-capitaliste. I tre Sindacati più importanti e i movimenti organizzati dei lavoratori informali hanno proclamato un “paro general” di dodici ore e a partire da Buenos Aires hanno diramato in tutto il Paese l’agitazione contro l’uomo dal motosega, trovando come riscontro una massiccia adesione popolare.

Lotta contro il capitalismo selvaggio!

Fin dalle sette del mattino gli scioperanti sono giunti davanti al Congresso Nazionale, dove l’evento principale è stato organizzato per le tre del pomeriggio. I manifestanti lanciano slogan contro il Decreto di Necessità e Urgenza in 366 articoli, contro la Legge Omnibus in 644 articoli e contro il protocollo anti protesta portato avanti dall’esecutivo, un mix di regole che contempla la delega del potere legislativo al presidente, il congelamento del bilancio nazionale in una Nazione che ha chiuso lo scorso anno con un tasso di inflazione maggiore del 211% su base annua e che solo questo mese è previsto al 25%. Oltre a ciò viene propugnata dal governo la devastazione dei diritti dei Sindacati e dei lavoratori.

Il risveglio dei Sindacati e dei movimenti popolari!

E dunque la lotta è contro questo programma di assestamento impostato da Milei con una brutalità inaudita, al punto da indurre la CGT, quella Confederación General del Trabajo rimasta imbelle per quattro anni di fronte al montante impoverimento dalla popolazione del Paese sudamericano, a proclamare questo sciopero generale, coinvolgendo le due CTA – la Central de Trabajadores de Argentina spaccata in due diversi tronconi – e tutta una serie di aree sociali, gruppi politici della sinistra e del movimento peronista.

Un appello del leader della CGT ai parlamentari!

Questa imponente prova di forza ha avuto il suo esito in una grande marcia verso Plaza del Congreso, dove il leader della Cgt Pablo Moyano ha accusato Milei di cedere ai suoi sodali le imprese statali e ha sfidato il governo ad aumentare l’imposta sui grandi patrimoni anziché ripristinare la tassa sul reddito dei lavoratori. Alla fine del suo discorso l’oratore ha rivolto un appello ai parlamentari alla vigilia del dibattito sulla Legge Omnibus: «Siete attesi da una decisione storica, con cui direte se state dalla parte della classe lavoratrice o delle grandi imprese».

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