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Circolare Inps: obbligo di rettifica del certificato in caso di rientro anticipato. L’Inps ha chiarito con una circolare del 2 maggio 2017 che in caso di rientro al lavoro prima della data di fine prognosi, scatterà l’obbligo di rettifica del certificato di malattia. Dovrà essere comunicata così la data effettiva di ripresa attività, altrimenti il lavoratore sarà sanzionato. La circolare 79 serve così a rimarcare una regola che troppo spesso viene disattesa. In base alla legge italiana, il lavoratore è obbligato a rettificare la data di fine prognosi, sia per correttezza nei confronti del datore di lavoro, che nei confronti dell’Inps. L’ente previdenziale istruisce la pratica per il riconoscimento della prestazione in seguito alla presentazione del certificato di malattia, senza necessità di presentare alcuna specifica domanda.

Circolare Inps: obbligo di rettifica del certificato in caso di rientro anticipato.

In questo modo il certificato medico è di fatto equiparabile alla domanda di presentazione per i lavoratori cha hanno diritto alla tutela della malattia. La circolare dell’Inps sottolinea purtroppo che la corretta e tempestiva rettifica del certificato non è ad oggi una pratica diffusa tra i lavoratori italiani. L’ente previdenziale ci tiene a ricordare che nel caso di visita medica di controllo domiciliare disposta dall’istituto, se il lavoratore risulta assente sono previste specifiche sanzioni (mancato indennizzo di periodi di malattia). È importante ricordare che se l’assenza alla visita medica di controllo dovesse essere dovuta a un rientro anticipato al lavoro (senza rettifica del certificato) essa sarà sanzionata ugualmente.

Se il lavoratore risulta effettivamente assente alla visita di controllo dell’Inps, sarà punito a prescindere dal motivo dell’assenza. Le fasce orarie nelle quali sono previste le visite di controllo sono diverse per il settore pubblico e per il settore privato: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 per i dipendenti pubblici; dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 per quelli del privato. Il presidente dell’INPS, Tito Boeri, è intenzionato ad eliminare questa disparità di trattamento inserendo la reperibilità di 7 ore per tutti i lavoratori, indipendentemente dal fatto che il datore di lavoro sia pubblico o privato.

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