Decreto Milleproroghe, le novità sul provvedimento in arrivo

Chiusa la manovra, l'esecutivo passa a lavorare sulle tradizionali misure di fine anno che prorogano i tempi per norme, versamenti e discipline di vario tipo.

Consiglio dei Ministri - Aula

Archiviata la Manovra, l’esecutivo inaugura il campo di lavoro del Decreto Milleproroghe, il tipico provvedimento della fine dell’anno che prolunga i tempi per norme, versamenti e discipline di vario tipo, che è atteso nell’ultimo Consiglio dei ministri del 2023, e precisamente giovedì 28 dicembre, Insieme ad esso figureranno quattro decreti attuativi della delega fiscale, incluso quello sull’Irpef, dall’ultima riunione rimandato a questa.

Il Superbonus e la tenuta dei conti pubblici!

L’elemento operativo a proposito del Decreato Milleproroghe scaturisce in primo luogo da quanto è rimasto fuori dalla Manovra. Innanzitutto c’è il fascicolo Superbonus, non completamente messo da parte a tutt’oggi. Nel corso dei lavori sulla legge di Bilancio in Senato è emersa la proposta di un Sal straordinario senza proroghe e/o oneri. Tuttavia al MEF prima di fare alcunché si vogliono vedere le ultime proiezioni sui costi dell’incentivo. Il ministro Giancarlo Giorgetti sostiene che tali decisioni dipendono dal “problema di tenuta dei conti pubblici”. Per fissare le idee, a ogni mese di proroga corrisponde un onere di 4,5 miliardi. In ogni caso Forza Italia insiste e garantisce che nell’esecutivo “ci sarà attenzione” su questo tema.

Le problematiche a livello pensionistico!

Al di là del Milleproroghe, c’è pure l’eventualità di un decreto mirato, all’attenzione del Cdm del 28. Il provvedimento includerebbe anche una stretta su certi altri tipi di agevolazioni legate alla casa. Un altro argomento su cui c’è attenzione in relazione al Milleproroghe è quello delle pensioni. Sul tappeto c’è tuttora l’ipotesi, emersa dalle correzioni alla Manovra in Senato (su cui però il governo ha fatto un passo indietro), di elevare ancora la soglia di vecchiaia per i medici, portandola a settantadue anni, invece dei settanta previsti nella legge di Bilancio. Su questo è ancora aperta la valutazione.

Smart working, un intervento difficile!

Si profila infine l’argomento del lavoro agile: con il Decreto Anticipi lo smart working è stato prorogato, fino al 31 marzo, solo nel settore privato, tuttavia, sia per quanto riguarda i fragili che per i genitori di figli minori di quattordici anni. Non viene meno, d’altra parte, il nodo del settore pubblico, nel quale il lavoro agile allo stato attuale è consentito, fino al 31 dicembre 2023, solamente ai lavoratori fragili. Si tratta però di un intervento difficile in quanto particolarmente oneroso.

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