Gli agricoltori occupano Bruxelles nel giorno del Consiglio Europeo

Per protestare contro la Politica agricola comune e il Green Deal, gli agricoltori provenienti da tutta Europa hanno invaso le strade di Bruxelles.

Protesta agricoltori

Più di mille trattori stanno attraversando le strade di Bruxelles, creando blocchi alla circolazione nel giorno del Consiglio europeo straordinario. Lo comunica la polizia belga, rimasta sorpresa perché si aspettava non più di un centinaio di mezzi guidati dagli agricoltori in protesta. Le fonti aggiungono che i manifestanti sono giunti davanti al Parlamento europeo, dove sono attesi i leader dell’Unione. Gli agricoltori si sono dati convegno da tutta Europa per protestare contro la Politica agricola comune (Pac) e il Green Deal, hanno bloccato Place de Luxembourg, e hanno acceso dei roghi con legna e pneumatici, facendo esplodere anche petardi.

Le parole d’ordine degli agricoltori!

Le parole d’ordine della manifestazione sono ben rappresentate da quanto si legge su striscioni e cartelloni esibiti dai manifeytanti: “Stop alle follie dell’Europa”, “Basta terreni incolti!”, “Scendete dal pero”, “Stop import sleale”, “Prezzi giusti per gli agricoltori“, “No Farmers no Food”, “Cibo sintetico, i cittadini europei non sono cavie“, “Mungiamo le mucche non gli allevatori”, “Non è l’Europa che vogliamo“. La filiera a rischio coinvolge quattro milioni di lavoratori in 740.000 aziende agricole, 70.000 industrie alimentari, oltre 330.000 strutture di ristorazione e 230.000 punti per la vendita al dettaglio.

Le parole del Presidente di Coldiretti!

Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, prendendo la parola a Place Luxembourg davanti al Parlamento europeo, ha dichiarato che oggi «si discuterà anche di bilancio e il primo obiettivo è fare in modo che non vengano tolte altre risorse all’agricoltura come è successo nei decenni passati. Questo potrebbe già essere un ulteriore segnale ai nostri imprenditori». Ha poi evidenziato: «Al primo punto c’è togliere tutti quelli che sono i vincoli che da Timmermans in poi hanno cercato di inserire con regole che penalizzano la capacità produttiva Ue». E ancora: «La nostra intenzione è di continuare a essere presenti a Bruxelles, perché continuiamo a pensare che sia Bruxelles il luogo in cui le regole devono essere cambiate», e ha aggiunto che bisogna «dimostrare alle istituzioni che non si può venire a cercare i voti solo durante il periodo elettorale, ma serve anche avere una continuità e passare dalle promesse ai fatti più nel contesto europeo che non interno al nostro Paese».

Le proteste degli agricoltori in Italia!

Nel frattempo si è mossa a partire dall’uscita del casello autostradale di Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo, la dimostrazione degli agricoltori che protestano contro le politiche agricole comunitarie e che si oppongono al taglio dei sussidi, ai cibi artificiali creati in laboratorio, alle farine fatte con gli insetti, chiedono una politica che tenga conto del loro lavoro, che garantisca i terreni coltivati e da coltivare. Un ulteriore corteo sarà organizzato martedì prossimo, 6 febbraio, a Teramo. Alla manifestazione di protesta partecipa anche il gruppo degli agricoltori più giovani in lotta, organizzati da Mimmo Roscioli.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Knew.it

Informazioni sull'autore