I casi di Covid in rapido aumento in Italia!

C'è stata una improvvisa e repentina salita dei contagi di Covid-19 nelle ultime settimane. Sono anche aumentate le ospedalizzazioni.

Covid - SARS-CoV-2 - Covid-19

Le infezioni da coronavirus hanno ripreso a incrementarsi. L’espansione registrata è stata del 26% due settimane fa e poi del 32% la settimana scorsa. Tutto ciò ha spinto il totale complessivo dei casi alle quote che si registravano al cominciare di quest’anno. Oltre a ciò, i ricoveri ospedalieri sono in corso di accrescimento. In ogni caso la situazione non è ancora allarmante, dal momento che l’affezione allo stato attuale è assai meno aggressiva a confronto con il periodo della pandemia. Tuttavia questo non toglie – come ha indicato anche il ministero della Salute – che sia richiesta una certa cautela.

Rezza: dati ufficiali sottostimati!

Sempre su tale argomento, Gianni Rezza, professore straordinario di Igiene all’Università San Raffaele di Milano, ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Stampa, sostenendo che di Covid “ne gira parecchio. Lo dicono i dati ufficiali, anche se ampiamente sottostimati, e lo si percepisce solo guardandosi intorno. Sapevamo che con il primo vero freddo avrebbe rialzato la testa, come fanno tutti i virus respiratori. L’importante è che non faccia troppi danni”.

Senza decollo delle vaccinazioni la situazione può peggiorare!

Ancora a tale proposito, il professore continua: “Omicron ha una virulenza minore rispetto a Delta, però tra persone debilitate, anziani soprattutto se più in là con gli anni e immunodepressi può fare ancora danni seri quando si è persa la protezione del vaccino. Per ora registriamo un lento aumento delle ospedalizzazioni, ma la situazione potrebbe peggiorare se i contagi continueranno ad aumentare e le vaccinazioni non decolleranno”.

Le fiale di vaccino in ritardo in varie regioni!

Fra gli impedimenti che hanno determinato questo mancato decollo, Rezza ha citato “problemi non risolti di logistica che hanno fatto arrivare in ritardo le fiale in diverse regioni, che a loro volta non hanno stipulato o lo hanno fatto in ritardo gli accordi per le vaccinazioni in farmacia. Ed è chiaro che, se uno è già indeciso e poi trova anche degli ostacoli, finisca per tirarsi indietro”. E conclude che, in effetti, “ogni fiala contiene sei dosi e questo richiede ai medici di famiglia di organizzare gruppi di pazienti per non sprecare i vaccini. Si sarebbe dovuto passare alla chiamata attiva dei più fragili ma non è andata così”.

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