Il Papa nell’Angelus di oggi 10 marzo 2024 ricorda ai fedeli la missione di Gesù nel mondo

Toccanti ed efficaci come sempre le parole di Papa Francesco dell'Angelus di oggi 10 marzo 2024, in cui si parla della la missione di Gesù nel mondo.

Papa Francesco

Oggi il Pontefice ha celebrato l’Angelus in Piazza San Pietro, commentando il Vangelo di Giovanni. Gesù incontra Nicodemo, un fariseo e uno dei capi dei Giudei, a cui spiega la sua missione. In un lungo dialogo rivela di non essere venuto a condannare ma a salvare il mondo. Il Signore conosce perfettamente il cuore di ognuno di noi, ma non usa le nostre debolezze per condannarci. Egli non se ne serve per puntarci il dito contro, ma per abbracciare la nostra vita e liberarci dai nostri peccati e per salvarci. Lo sguardo del Signore non è un faro accecante che ci giudica, ma il chiarore gentile di una Luce amica, perchè Gesù non è venuto a condannare ma a salvare il mondo.

Il giudizio è il frutto di una libera scelta di ognuno di noi.

La venuta di Gesù nel mondo provoca una scelta: chi sceglie le tenebre va incontro a un giudizio di condanna, chi sceglie la luce avrà un giudizio di salvezza. Il giudizio sempre è la conseguenza della scelta libera di ciascuno, perchè chi pratica il male cerca le tenebre, il male sempre si nasconde, si copre. Chi fa la verità, cioè pratica il bene, viene alla luce, illumina le strade della vita. Chi cammina nella luce, chi si avvicina alla luce, non può fare altro che buone opere. La Quaresima diventi un tempo per ognuno di noi per accogliere la luce nella nostra coscienza, per aprire i nostri cuori all’amore infinito di Dio, alla sua misericordia ed al suo perdono, che Dio ci concede sempre se noi lo chiediamo con umiltà.

Noi come Gesù dobbiamo avere uno sguardo misericordioso verso il prossimo.

Nelle parole pronunciate all’Angelus di questa IV domenica di Quaresima, Papa Francesco invita i fedeli a considerare che Gesù non è venuto nel mondo per condannarlo, ma per salvarlo. Davanti a Gesù non ci sono segreti, perchè Egli legge nel cuore, nel cuore di ognuno di noi. Sull’esempio di Gesù “noi cristiani siamo chiamati a fare altrettanto”, afferma il Papa, che osserva quanto invece venga facile a tutti noi giudicare gli altri. Pensiamo a noi, che tante volte, tante volte condanniamo gli altri; che tante volte ci piace sparlare, cercare pettegolezzi contro gli altri. Chiediamo al Signore che ci dia a tutti questo sguardo di misericordia, per riuscire a guardare agli altri come Lui guarda a tutti noi.

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