Il segretario dell’ONU auspica il ritorno alla democazia del Myanmar in mano ai militari!

Antonio Guterres segretario generale dell'ONU chiede il ritorno alla democrazia in Myanmar a tre anni dal golpe che ha rovesciato il legittimo governo.

Birmania

Antonio Guterres, segretario generale dell’ONU, ha chiesto il ritorno alla democrazia in Myanmar (Birmania), tre anni dopo il colpo di Stato militare che ha abbattuto il governo eletto di Aung San Suu Kyi. Infatti il suo portavoce Stephane Dujarric ha dichiarato: “In questo oscuro anniversario, il segretario generale sottolinea l’urgenza di aprire la strada a una transizione democratica con il ritorno al governo civile”.

Aung San Suu Kyi premier spodestata dai militari!

Ricordiamo che il primo febbraio 2021, l’esercito del Myanmar – guidato dal generale Min Aung Hlaing, comandante in capo delle forze armate e primo ministro de facto dall’agosto 2021 – ha preso il potere nell’ex Birmania attraverso l’uso della forza creando una giunta militare. Il colpo di Stato ha messo fine a una fase di passaggio alla democrazia iniziato nel 2015 con la vittoria alle elezioni parlamentari di novembre della Lega nazionale per la democrazia (LND) di Aung San Suu Kyi.

Le elezioni vengono continuamente rinviate!

Intanto i militari della giunta al potere hanno annunciato il prolungamento per altri sei mesi dello stato di emergenza, creando così il pretesto per rimandare ancora una volta le elezioni promesse alla nazione dopo il golpe messo in atto il primo febbraio 2021. Una nota emessa dalla giunta ha comunicato che “l’attuale presidente U Myint Swe ha annunciato la proroga dello stato di emergenza per altri sei mesi perché la situazione non è tornata alla normalità e per permettere che prosegua la lotta contro i terroristi”.

Migliaia di vittime della repressione!

In effetti lo stato di emergenza è stato instaurato dai militari dopo il golpe che ha scalzato dal potere la premier legittimamente eletta Aung San Suu Kyi, dando luogo una fase di repressione dura contro i sostenitori della leader che da allora chiedono il ritorno alla democrazia. Questo stato di emergenza è stato rinnovato ripetutamente, in un clima di guerra civile in atto in diverse regioni del Paese. La Costituzione del Myanmar del 2008, elaborata dai militari, che la giunta sostiene di rispettare, stabilisce che le autorità organizzino le elezioni entro sei mesi dalla revoca dello stato di emergenza. Nel frattempo Secondo gli osservatori internazionali, almeno 4.400 persone sono state uccise nel corso della repressione dei militari al potere.

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