Incidente Casal Palocco, chiesto giudizio immediato per Di Pietro. Le ultime news

Il gip di Roma ha chiesto giudizio immediato per Matteo Di Pietro, per l'incidente mortale in cui perse la vita il piccolo Manuel. Scopriamo le ultime novità.

The borderline

Processo fissato per febbraio 2024 per Matteo Di Pietro. Il gip di Roma ha richiesto, infatti, il giudizio immediato per lo youtuber Matteo Di Pietro, che il 14 giugno 2023 a Casal Palocco, nel pieno di una sfida social, travolse un’auto uccidendo un bimbo di cinque anni, il piccolo Manuel che viaggiava con la madre e la sorella. L’incidente fece molto discutere ed ebbe un grosso impatto mediatico all’epoca dei fatti.

L’evoluzione processuale.

Il processo è fissato per il 27 febbraio 2024 davanti al giudice monocratico. I difensori del giovane dispongono di 15 giorni per decidere un eventuale rito alternativo: abbreviato o patteggiamento. Lo scorso giugno il gip aveva disposto gli arresti domiciliari per Di Pietro sottolineando tra l’altro che il giovane stesse andando a oltre 120 chilometri orari e che le telecamere utilizzate per i video siano sparite. All’epoca dei fatti Di Pietro Pietro era legato al gruppo TheBordeline, poi sciolto dopo la chiusura del canale YouTube.

Di Pietro noleggiò il Suv con l’unico obiettivo di catturare l’attenzione sul web.

Di Pietro, secondo quanto emerso, dagli atti d’indagine aveva noleggiato il suv Lamborghini con ”l’unico ed evidente fine di impressionare e catturare l’attenzione di giovani visitatori del web per aumentare i guadagni della pubblicità, a scapito della sicurezza e della responsabilità e di conseguenza a procedere a una velocità superiore ai limiti indicati“. A bordo del Suv erano presenti altre quattro persone che stavano effettuando riprese con il telefonino per una sfida social. Alcuni dei passeggeri presenti all’interno della Lamborghini avevano più volte invitato a ridurre la velocità che percepivano eccessiva rispetto al limite consentito.

I capi di imputazione: omicidio stradale aggravato e lesioni.

A Matteo Di Pietro i pm di Roma contestano le accuse omicidio stradale aggravato e lesioni. Nel capo di imputazione si afferma che Di Pietro “per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia” e “inosservanza delle norme sulla circolazione stradale” ha tenuto una “velocità eccessiva in rapporto al limite imposto e comunque non adeguata alle caratteristiche e alle condizioni della strada urbana percorsa”. L’assenza di tracce di frenata dimostra verosimilmente che la decelerazione improvvisa e rapidissima è stata una conseguenza dell’avvistamento dell’auto in prossimità del punto in cui si è verificato l’incidente.

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