Israele-Hamas, la guerra totale di Bibi Netanyahu!

Allo scopo di distruggere Hamas, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto picche di fronte alle proposte sul cessate il fuoco a Gaza.

Guerra nella striscia di Gaza

Tende a sfumare l’accordo tra Israele e Hamas, e dunque l’operazione militare va avanti. Benjamin Netanyahu ha risposto picche di fronte alle proposte sul cessate il fuoco a Gaza. Il premier di Tel Aviv dopo l’incontro con il segretario di Stato americano, Antony Blinken, continua per la sua strada: la guerra continua, l’obiettivo è la distruzione di Hamas, nemico e non interlocutore. Il primo ministro proclama: “Vogliamo la completa demilitarizzazione di Gaza, continueremo a operare a Gaza per tutto il tempo necessario, in modo che i terroristi non rialzino più la testa. Hamas non sopravviverà a Gaza. Solo la vittoria finale ci consentirà di portare la sicurezza nel nord e nel sud di Israele”.

Per Netanyahu trattare è un segno di debolezza!

E ancora, sostiene che ogni cedimento sarebbe un segnale di debolezza che potrebbe essere fatale: “Se ci arrendiamo alle condizioni di Hamas potremo arrivare ad un altro massacro. Israele continuerà le operazioni militari a Gaza, il giorno dopo la guerra non ci sarà più Hamas“, questo è il ritornello che continua a ripetere. Ne consegue che Netanyahu conferma la linea dura e allontana l’ipotesi di un accordo per il cessate il fuoco a Gaza nella conferenza stampa dopo l’incontro delle scorse ore con il segretario di Stato americano. “Solo la vittoria finale – insiste – ci consentirà di portare la sicurezza nel nord e nel sud di Israele“. Qui il riferimento è anche ai confini di Israele con il Libano. “Non c’è alternativa alla distruzione militare di Hamas” secondo l’aggressivo premier.

Distruggere Gaza per distruggere Hamas!

Ne consegue che “Israele continuerà le operazioni militari a Gaza, il giorno dopo la guerra non ci sarà più Hamas“. E inoltre “Siamo sulla strada di una vittoria completa. La vittoria è a portata di mano“, garantisce, annunciando che sarà una questione di mesi e non di anni. Gli obiettivi della guerra, ribadisce sono “distruggere Hamas, riportare a casa gli ostaggi e assicurare che Hamas non sia più una minaccia per Israele. Quindi Netanyahu loda i risultati “senza precedenti” ottenuti dall’esercito a Gaza, annunciando che, dopo Khan Yunis, le Idf sono pronte a combattere anche a Rafah: “Continueremo fino alla fine, non c’è altra soluzione diversa da una vittoria completa” e sarà “una vittoria per tutto il mondo libero”. Questi sono i risultati “senza precedenti”: 28.000 morti palestinesi, per la stragrande maggioranza civili, di cui 11.000 bambini. Di un macellaio del genere il “mondo libero” farebbe volentieri a meno.

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