La grave emergenza sanitaria nelle carceri italiane

Tanti sono i problemi, che interessano le carceri italiane. In particolare preoccupa la grave emergenza sanitaria, che interessa tanti istituti penitenziari.

Carceri

Le criticità delle carceri italiane sono tante tra sovraffollamento, mancanza di personale, strutture fatiscenti, difficoltà per il personale medico, psicologi ed infermieri. Molteplici sono le ripercussioni psicologiche sui detenuti, come si evince dai dati su suicidi, uso di stupefacenti, violenza. Proprio per ovviare a questi difficoltà ed arginare tale problemi nasce la proposta di un nuovo modello organizzativo da parte della Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria.

Unità dotate di autonomia, multifunzionali e multiprofessionali!

Per quanto riguarda la salute mentale, secondo dati recenti, sono significative le percentuali di coloro che nelle carceri italiane assumono sedativi, ipnotici o stabilizzanti dell’umore, a cui si aggiunge il tema della tossicodipendenza. In Campania, il problema del sovraffollamento e la realtà della tossicodipendenza rappresentano emergenze ancora più gravi rispetto al resto del Paese. Per questo SIMSPe propone Unità Operative aziendali di Sanità Penitenziaria, dotate di autonomia organizzativa e gestionale, multifunzionali e multiprofessionali e accoglie con favore l’ipotesi di una cabina di regia interministeriale composta da tecnici indicati dal Ministero della salute e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Assicurare l’assistenza sanitaria nei confronti dei detenuti.

Per una sanità penitenziaria efficiente servono Unità Operative aziendali multifunzionali e multiprofessionali cui siano assegnati tutti i professionisti che abbiano il compito di assistenza nei confronti delle persone private della libertà, dai minori agli adulti, dalle dipendenze alla salute mentale, dall’infettivologia alla medicina legale, dall’odontoiatria all’igiene pubblica, in modo che lavorino in sinergia tra loro e riescano a dare risposte univoche ai bisogni complessi delle persone e alle necessità dell’Autorità Giudiziaria e dell’Amministrazione Penitenziaria.

A rischio la tenuta del sistema penitenziario.

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello ha presentato, dal suo canto, un’interrogazione alla giunta regionale M5S, sul tema della carenza di personale sanitario nelle carceri campane, e sulla salute dei detenuti a rischio, ribadendo che la carenza di personale di Polizia Penitenziaria e personale sanitario sta mettendo a rischio la tenuta del sistema penitenziario. La carenza di locali idonei alle attività terapeutiche e l’esiguità del personale socio-sanitario rendono del tutto inadeguata l’assistenza sanitaria.

Una illegittima soppressione del diritto alla salute.

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale ha la necessità di figure che garantiscano la salute mentale attraverso attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento di coloro che presentano un disagio mentale o una malattia psichica. Saiello, dal suo canto, ha chiesto alla giunta di intervenire con urgenza per garantire ai detenuti l’indispensabile supporto terapeutico, psicologico e psichiatrico.

Stessa situazione nelle carceri del Lazio, con gli organici dei medici in calo, un’assistenza specialistica dentro e fuori il carcere non continuativa. Tanti sono i detenuti costretti a rinviare esami, interventi più o meno invadenti, persino semplici cure odontoiatriche, e questo al netto dell’assistenza per i tossicodipendenti e per le patologie psichiche. Una situazione non più tollerabile, che rappresenta una compressione al diritto costituzionale alla salute che deve essere garantito anche all’interno delle carceri.

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