La Quaresima tempo di spoliazione e purificazione

Nel lungo periodo della quaresima il cristiano deve ritornare all’essenziale, ripulirsi dei rivestimenti mondani, in un tempo di spoliazione e purificazione!

Papa Francesco

All’inizio della Quaresima il Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto ci ricorda che la vita del cristiano è un combattimento contro lo spirito del male. Ci mostra che Gesù ha affrontato volontariamente il Tentatore e lo ha vinto. Dobbiamo essere consapevoli della presenza di questo nemico astuto, e prepararci a difenderci da lui e a combatterlo. La grazia di Dio ci assicura, con la fede, la preghiera e la penitenza, la vittoria sul nemico. Il Pontefice ha ricordato in tante occasioni che Gesù non dialoga mai con il diavolo.

Con il Diavolo non si dialoga si risponde con la parola di Dio.

Nel vangelo di Marco di domani, la prima domenica di Quaresima, lo Spirito sospinge appunto Gesù nel deserto, dove rimase ben quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Nel deserto sembra che ci sia un dialogo perché il diavolo gli fa tre proposte e Gesù risponde solo con la Parola di Dio. Questo deve essere da esempio per tutti noi. La tentazione è di dialogare con lui, come ha fatto Eva; e se noi entriamo in dialogo con il diavolo saremo sconfitti. Con il diavolo mai si dialoga, non c’è dialogo possibile. Soltanto la Parola di Dio.

La Quaresima come un bagno di purificazione e di spoliazione.

Nella Messa del Mercoledì delle Ceneri Papa Francesco ha invece richiamato l’attenzione a riscoprire la presenza di Dio nella propria interiorità, di ritornare “all’essenziale”, di spogliarsi “dei rivestimenti mondani”. Il Pontefice ha esortato al raccoglimento, ad allontanarsi dalle proprie occupazioni e dagli affanni al fine di cercare Dio, per poterne ascoltare la voce. Papa Francesco ha spiegato il vero significato della Quaresima, che dev’essere “un bagno di purificazione e di spoliazione”, per togliersi “ogni trucco, tutto ciò di cui ci rivestiamo per apparire adeguati, migliori di come siamo”.

La cenere che i fedeli ricevono sul capo, ha ribadito il Papa, riporta “alla realtà essenziale di noi stessi”, è un richiamo ad abbandonare l’“armatura che copre il cuore” e “la maschera delle apparenze” con le quali si resta vuoti e aridi. Noi siamo polvere, la nostra vita è come un soffio, ma il Signore non permette che essa svanisca. Egli raccoglie e plasma la polvere che siamo, perché non venga dispersa dai venti impetuosi della vita e non si dissolva nell’abisso della morte.

Spazio all’ascolto silenzioso della presenza di Dio.

Rendersi conto di essere frutto dell’amore di Dio e sentirsi interpellati da questo amore permette di non ridurre “a pratiche esteriori” l’elemosina, la preghiera e il digiuno, vie che ci riconducono al cuore, all’essenziale della vita cristiana, e che “ci rendono capaci di spargere lo stesso amore sulle ‘ceneri’ di tante situazioni quotidiane, perché possano rinascervi “speranza, fiducia e gioia”. In queste settimane di Quaresima c’è da dare “spazio alla preghiera di adorazione”, ed all’ascolto silenzioso della presenza del Signore, Dio di misericordia e di compassione, del perdono e dell’amore, della tenerezza e della sollecitudine.

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