L’Anno giudiziario prende l’avvio tra conquiste e passi avanti nella giusta direzione

Oggi si è tenuta l'inaugurazione del nuovo anno giudiziario, che prende l'avvio con passi avanti in molti ambiti con la riduzione del carico pendente e dei tempi.

Tribunale di giustizia

All’inaugurazione dell’anno giudiziario il ministro Carlo Nordio e la Prima Presidente della Corte Suprema di Cassazione Margherita Cassano ha stilato il bilancio dello scorso anno e delineato quelle che saranno le priorità da un punto di vista giudiziario. La strada è ancora in salita, ma ci sono segnali positivi che vedono la giustizia entrare in una nuova fase. Miglioramenti il 2023 li ha determinati in termini di di abbattimento dell’arretrato e di riduzione dei tempi di definizione dei processi. Secondo i dati relativi allo scorso anno, si è ridotta la durata dei processi e si è accelerato l’abbattimento dell’arretrato, in linea con gli obiettivi del Pnrr concordati con l’Europa, dopo l’entrata in vigore delle riforme del processo civile e penale.

Il ruolo importante dell’Ufficio del processo.

Cambiamenti organizzativi attuati dagli uffici giudiziari, anche con l’arrivo degli addetti all’Ufficio per il processo. Ricordiamo che l’Ufficio per il processo è un organismo interno al Ministero della Giustizia che svolge funzioni giudiziarie e giudicanti. I componenti hanno il compito di collaborare in tutte le attività collaterali all’organo giudicante, tra le quali funzioni di ricerca, monitoraggio, gestione del ruolo, preparazione di bozze di provvedimenti, collaborare alla raccolta della prova dichiarativa nel processo civile. Passi avanti si sono avuti anche sul fronte delle assunzioni, con l’entrata in servizio di oltre 4.000 unità di personale amministrativo. Inoltre, sono in definizione tre concorsi per 1300 posti di magistrato ordinario.

La funzione rieducativa della pena.

Il ministro della Giustizia ha fatto riferimento, nel discorso odierno, anche al sistema giudiziario penale, dovrà sempre più mirare alla valorizzazione della presunzione di innocenza si affianca alla funzione rieducativa della pena e l’etica si coniuga con l’utilità del recupero sociale del reo. Non è mancato un’analisi delle situazioni delle carceri: “I nostri padri costituenti conoscevano molto bene il dolore del carcere: anche per questo hanno sancito, nell’atto fondativo della Repubblica, la funzione rieducativa della pena, principio che intendiamo attuare, favorendo anzitutto il lavoro per le persone private della libertà”.

Impegno della magistratura e della società nell’azione di sensibilizzazione nella lotta contro i femminicidi.

Significativo l’intervento della Prima Presidente della Corte Suprema di Cassazione Margherita Cassano, secondo la quale sul tema dei femminicidi, in particolare, è evidente che un impegno della Polizia giudiziaria e della Magistratura non basta. Serve una forte azione di sensibilizzazione e prevenzione culturale e sociale, che coinvolgano non solo la famiglia e la scuola, ma l’intera collettività. Occorre, inoltre, promuovere l’indipendenza economica delle donne, in quanto non può esservi libertà di denuncia senza la libertà dai bisogni primari.

Passi avanti verso una giustizia più rapida e tempestiva.

Segnali positivi, secondo la Cassano, si registrano nel settore del diritto penale sostanziale, in cui ha ottenuto una regolamentazione compiuta la giustizia riparativa, ed è stato introdotto un ampio ventaglio di risposte punitive, volte per i reati di minore gravità, a privilegiare forme risarcitorie e restitutorie. Nel settore processuale si sono registrati un’anticipazione e un rafforzamento delle garanzie, un potenziamento degli istituti volti a velocizzare il processo e delle forme anticipate di sua definizione. Nel settore civile le pendenze sono diminuite, e la durata media dei procedimenti si è ridotta.

Le nuove frontiere dell’ordinamento giudiziario.

Tanti passi avanti nell’attuazione di una giustizia sempre più agile, tempestiva e garantista, attraverso la valorizzazione del personale, le nuove assunzioni e grazie anche alla digitalizzazione. Sul piano dell’esecuzione pena volta al reale reinserimento del detenuto, attraverso la valorizzazione del lavoro, dello studio, dei rapporti con il mondo esterno, della promozione di attività culturali, ricreative, sportive utili al reinserimento sociale.

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