Le carceri italiane tra sovraffollamento e criticità

Continua a destare grande preoccupazione la situazione delle carceri italiane, tra sovraffollamento, la carenza di personale e le condizioni di vita inadeguate.

Carceri

L’inizio dell’anno è segnato dall’aumento della popolazione detenuta e dal susseguirsi di episodi di suicidio nelle carceri. Secondo il ministro della giustizia Nordio una soluzione per rendere più vivibile la pena dei detenuti sarebbe quella di fare altre carceri, per dare più spazio ai reclusi. Le risposte del ministro della giustizia alle interrogazioni dei deputati sulla situazione delle carceri in Italia sarebbero state laconiche secondo gli esponenti del Pd. Nordio avrebbe ripetuto più volte che la situazione è critica, ma non avrebbe nei fatti fornito alcuna proposta concreta per affrontare i problemi più urgenti, come il sovraffollamento, la carenza di personale e le condizioni di vita inadeguate.

Le criticità del sistema carcerario.

Nel suo intervento, Nordio ha affermato che “la pena ha senso se porta con sé un cambiamento e una rieducazione reale”, sottolineando l’importanza del lavoro e dello sport come elementi chiave in questo processo. Tuttavia, questa affermazione sembra non poter trovare alcuna applicazione pratica considerando le condizioni attuali delle carceri italiane. La proposta di utilizzare caserme dismesse come alternative alla costruzione di nuove carceri ha sollevato dubbi. I deputati del Partito Democratico hanno evidenziato che il sovraffollamento delle carceri in Italia è molto grave, con un tasso di affollamento che va oltre il 120%. Le condizioni di vita in carcere sono spesso inumane, con episodi di violenza, degrado e mancanza di servizi essenziali. La riqualificazione delle caserme dismesse richiederebbe tempi e risorse notevoli. Il lavoro e lo sport indicati dal guardasigilli sono certamente fondamentali per la rieducazione dei detenuti, ma non sono sufficienti a risolvere i problemi del sistema carcerario.

L’iniziativa di Nessuno tocchi Caino.

La Presidente di Nessuno tocchi Caino, Rita Bernardini, dal suo canto ha annunciato una nuova iniziativa, il lancio del Satyagraha, che prenderà il via il 22 gennaio 2024 a mezzanotte, e prevederà un digiuno di dialogo condotto dalla stessa Bernardini e Roberto Giachetti, mirato a sensibilizzare sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che il ministro della Giustizia. La Bernardini ancora una volta ha evidenziato la grave situazione delle carceri italiane, causata dal sovraffollamento e al deficit strutturale del personale penitenziario.

Recuperare la funzione rieducativa della pena.

Le pene, in base al disposto dell’art. 27 della Costituzione, non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. La percentuale altissima di recidiva dimostra in maniera chiara quanto per ora il carcere sia non un luogo di rinascita e correzione ma solo di sofferenza e punizione. Bisogna recuperare l’importanza della funzione rieducativa della pena in base a quanto stabilito dall’articolo 27 della Costituzione. Il garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, tra gli altri, in più di un’occasione aveva sottolineato l’importanza di recuperare la funzione riabilitativa e rieducativa della pena, per evitare che il carcere resta fine a se stesso ed il tasso di recidiva resta altissimo. Bisogna elaborare una cultura del carcere e sul carcere, le pene detentive devono essere garantite salvaguardando dignità e assistenza socio sanitaria.

I suicidi in carcere: un fenomeno in preoccupante crescita.

Il Garante nazionale dei detenuti, dal suo canto, ha evidenziato come 18 morti nei primi 14 giorni dell’anno sono il preannuncio di un andamento molto simile a quello del 2022, un fenomeno in atto da un anno, con una progressione preoccupante rispetto agli anni precedenti. La criticità della densità della popolazione detenuta, sottolinea il Garante, è aggravata dalla modalità con cui viene attuata la nuova disciplina della detenzione della media sicurezza, per la quale se le persone non sono impegnate in attività restano chiuse nelle camere di pernottamento, la permanenza nel chiuso delle celle, in spazi che in due Istituti sono anche certificati come inferiori al limite dei 3 mq per persona.

Provvedimenti urgenti per arginare il fenomeno del sovraffollamento.

Il Garante nazionale segnala, quindi, a tutte le Autorità responsabili, che lo stato di sovraffollamento degli Istituti penitenziari italiani non può attendere i tempi di progetti edilizi di diverso genere. Il Garante nazionale raccomanda, pertanto, che si assumano provvedimenti urgenti di deflazione della popolazione detenuta sia pure di durata temporanea, e che si avvii in tempi rapidi la previsione normativa per consentire una modalità diversa di esecuzione penale per le persone condannate a pene brevi, inferiori ai due anni di reclusione. Alle queste voci si unita anche quella autorevole di Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione che da anni si occupa dei diritti e garanzie del sistema penale, che ha lanciato l’allarme sul sistema penitenziario italiano, affichè la politica ponga il tema del carcere al centro della propria agenda e accetti di discuterlo senza preconcetti ideologici o visioni di parte.

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