L’esodo dei giovani dal Myanmar per sfuggire alla leva obbligatoria!

La misura della giunta riguarda 14 milioni di giovani e sta provocando il panico nel Paese. I militari cercano reclute da opporre alle milizie etniche.

Birmania

La leva obbligatoria era in vigore in Myanmar (la ex Birmania) dal 2010 ma non era mai stata messa in atto. Ora che la giunta militare guidata dal generale Min Aung Hlain, al potere nello Stato ha deciso di applicarla, un’ondata di panico sta attraversando questo Paese del Sud Est asiatico. Se si contravviene a questo tipo di arruolamento si è soggetti a essere puniti con pene detentive da due a cinque anni. Il lasso di tempo del servizio militare è abitualmente di due anni, ma è stato portato a tre anni per arruolati che abbiano abilità specialistiche per esempio nel settore sanitario.

Quattordici milioni di giovani coscritti!

Sono chiamate a questo servizio di leva quattordici milioni di persone su 54 milioni di birmani: giovani uomini fra i 18 e i 35 anni, e giovani donne fra i 18 e i 27 anni. Il limite superiore per donne e uomini sale rispettivamente a 35 e 45 anni nel caso di chi svolga professioni specialistiche. Tuttavia ancor prima del comunicato della giunta militare, diffuso il 10 febbraio scorso, per diverse settimane erano stati segnalati arruolamenti forzati, con retate di giovani inviati in seguito ai centri di addestramento. In effetti la pratica dell’arruolamento forzato – non di rado anche di bambini – era usuale durante la dittatura al potere fino al 2011, per cinquant’anni.

Arruolamento forzato per colpire l’opposizione al regime!

Che cosa ha spinto la giunta militare a questa decisione? Innanzi tutto il bisogno di rimpolpare con nuovi effettivi le file l’esercito, che si trova in gravi difficoltà nel fronteggiare l’offensiva delle milizie su base etnica e della resistenza armata spontanea o coordinata dal governo di unità nazionale che nella clandestinità lotta contro il regime militare al potere dal golpe del primo febbraio 2021. In questa prospettiva, la coscrizione obbligatoria ha anche il ruolo di una forma di dissuasione e punizione nei confronti dell’opposizione.

In migliaia entrano nella clandestinità!

E dunque nelle ultime settimane alle agenzie di ingaggio per l’estero di lavoratori birmani, è stato imposto di chiudere le attività. In risposta c’è stata una corsa a dotarsi di passaporto e di un visto per potersi recare all’estero prima di essere arruolati. A Mandalay, nella calca di fronte a un centro di emissione dei passaporti, due ragazzi sono morti. Oltre a ciò migliaia di giovani stanno entrando nella clandestinità per non essere costretti a combattere sotto gli ordini della dittatura militare al potere.

Una fuga di massa fuori controllo!

Questa situazione potrebbe diventare quanto prima fuori da ogni controllo e potrebbe trasformarsi in un esodo di massa attraverso le frontiere, benché difficili da varcare, che dividono il Myanmar da Bangladesh e Thailandia. Nel frattempo si sta verificando un maggiore traffico di natanti sul fiume Naf che segna il confine tra l’ex Birmania e il Bangladesh, mentre il governo della Thailandia, anche a seguito di pressioni che ci sono a livello internazionale, sta cercando di verificare quali possono essere le possibilità di accoglienza per almeno una parte dei quasi tre milioni di profughi birmani.

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