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Manovra, gli emendamenti presentati: lotta all’evasione e sostituzione dei voucher. La commissione Bilancio della Camera dei deputati ha esaminato i 2517 emendamenti presentati nella scorsa settimana per modificare la manovra correttiva e ne ha dichiarati inammissibili 900, perché estranei alla materia. Dal 10 gennaio 2018 non saranno più coniate le monete da 1 e 2 centesimi, su proposta del Pd (emendamento a firma Boccadutri). Questa operazione porterà ad un risparmio che sarà destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. Ciascuna forza politica ha presentato una proposta per sostituire i voucher. Il Pd vuole introdurre una sorta di “libretto di famiglia” per pagare le prestazioni occasionali delle badanti, delle colf e degli insegnanti che danno lezioni private ai figli.

Manovra, gli emendamenti presentati: lotta all’evasione e sostituzione dei voucher.

Alleanza Popolare propone i coupon. La Lega Nord lancia una card personale e nominativa, su cui si potrebbero accreditare i compensi per le prestazioni occasionali che non superano i 7 mila euro nel corso dell’anno solare. Questa card sarebbe destinata a coloro che sono disoccupati da più di un anno, ai pensionati, alle casalinghe, ai disabili, agli studenti, ai membri delle comunità di recupero e ai giovani inferiori a 24 anni. Il Movimento Cinque Stelle vorrebbe introdurre i chéques orari dal valore di 15 euro in attesa di apposito decreto. Altre due proposte del Pd sono una stretta contro l’evasione del bollo auto e il rinvio dell’estensione della autoliquidazione dell’Iva dal luglio 2017 all’1 gennaio 2018.

La prima prevede che gli uffici del dipartimento dei Trasporti e le autofficine autorizzate a fare la revisione controllino che i proprietari dei veicoli abbiano sempre pagato tassa di proprietà e tassa di circolazione e che il mezzo non sia sottoposto a fermo amministrativo. Nel caso di questi adempimenti non dovrebbe essere autorizzata la revisione del veicolo. La seconda è una proposta che però è destinata a finire su un “binario morto”, perchè il governo punta ad incassare poco più di 1 miliardo di euro (+ 500 mila nel 2018) nei 6 mesi di applicazione del meccanismo nella seconda metà del 2017. Bocciata la proposta di Enrico Zanetti (Scelta Civica) che prevedeva l’introduzione di una flat tax al 10% per i pensionati stranieri che scelgono di risiedere in Italia. Respinti anche gli emendamenti di Pd, Scelta Civica e Lega Nord per estendere l’Iva al 4% anche ai pani speciali e quelli di Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana per abbassare al 5% l’aliquota su pannolini, seggiolini, biberon e box. 

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