Manovra, le novità in vista dell’approdo in Parlamento

Scopriamo insieme le novità della Manovra economico finanziaria, in vista dell'approdo in Parlamento tra conferme e rimodulazioni.

Consiglio dei Ministri - Aula

Il testo della Legge di Bilancio è arrivato in Senato. Il governo, attraverso una nota congiunta, ha manifestato la volontà di procedere speditamente all’approvazione della Manovra, senza pertanto presentare emendamenti. Nella tarda serata di ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha autorizzato la presentazione del ddl Bilancio, che vanta ben 109 articoli. Tra le varie conferme l’innalzamento della cedolare secca per gli affitti brevi dal 21% al 26%, per il 2024 aliquota dei pannolini salirà dall’attuale 5% al 10%. Soddisfatti per l’accordo gli esponenti della maggioranza.

Compattezza e solidità della maggioranza di governo!

Palazzo Chigi nella nota ha sottolineato che “dall’incontro è emersa la grande compattezza e determinazione delle forze di maggioranza che ha consentito di varare una manovra finanziaria improntata alla serietà e alla solidità dei conti pubblici, che riesce a ridurre la pressione fiscale sul ceto medio-basso, a sostenere le famiglie e i lavoratori“.

Cedolare secca e iva sui pannolini!

Aumento della cedolare secca per gli affitti brevi dal 21 al 26% solo dal secondo appartamento. La soluzione di compromesso sulla cedolare secca prevede un aumento, che si applicherà solo per chi mette in affitto breve più di un appartamento. La misura sarà applicata soltanto dal secondo appartamento in affitto da ogni singolo proprietario. Niente Iva al 22% per i pannolini per i bambini: il prossimo anno l’aliquota salirà dall’attuale 5% ma si fermerà al 10%.

Tagli ai ministeri nella Manovra 2024.

Da 1 miliardo a poco più di due miliardi e mezzo in tre anni, i tagli ai ministeri indicati negli allegati alla Manovra. Il contributo maggiore sarà dal Mef, poi la Difesa con 200 milioni, il Mimit, gli Esteri 167, il Lavoro 150. Università e ricerca 129 milioni, le Infrastrutture 126, l’Interno 121, l’Istruzione 100 milioni. La Cultura dovrà tagliare 71 milioni, la Giustizia 55, la Salute 54, l’Agricoltura quasi 33, l’Ambiente 27 e il Turismo 11.

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