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Riforma pensioni, oggi 10 luglio 2017: Ape, pensioni anticipate, rivalutazioni, età pensionabile

Pensioni di garanzia, dettagli e meccanismo. Le pensioni di garanzia saranno le pensioni del futuro? Tutto dipende da come si svolgerà il confronto tra Governo e sindacati sulle pensioni dei giovani. Il tema è stato affrontato nel corso del forum organizzato da Rassegna sindacale a cui ha partecipato Michele Raitano, docente di Politica economica alla Sapienza di Roma. L’idea delle pensioni di garanzia di Raitano è quella portata avanti dai sindacati.

Pensioni di garanzia, l’idea di base.

L’idea delle pensioni di garanzia nasce come frutto di un ragionamento sul metodo contributivo. Raitano ha sottolineato:”Al di là dei pregi e dei motivi sicuramente apprezzabili per cui fu pensato, basati sulla flessibilità della spesa pubblica, è un sistema che incentiva a pagare i contributi. Se la mia pensione dipende da quanto verso e dall’età in cui ci vado, è evidente che contribuire è fruttuoso, a differenza del vecchio sistema che aveva forme d’incentivi perversi. Questo sicuramente va considerato come un pregio. Il difetto sta invece nel fatto che la logica viene interpretata da alcuni come una forma di equità, nel senso che ognuno alla fine si riprende esattamente quello che ha versato. Così facendo, però, si ignorano le differenze innescate dal mercato del lavoro”.

L’economista ha sottolineato che assumere che il sistema pensionistico si debba basare solo su quanto una persona ha versato è probabilmente ingiusto dal punto di vista sociale, considerando le carriere discontinue e le basse retribuzioni che caratterizzano il mondo del lavoro negli ultimi anni. “L’idea è che la pensione non potrà mai scendere sotto una determinata soglia e in tal caso deve intervenire lo Stato con un’integrazione, una garanzia, appunto”.

Raitano chiarisce:” Se si è stati attivi per 42 anni, quando si arriva a 66 anni d’età la pensione non potrà mai essere al di sotto dei 900 euro al mese. L’obiettivo è ottenere il 60 per cento dell’assegno pensionistico del salario medio di una persona vicina al pensionamento”., che era poi lo stesso del protocollo sul welfare del 2007. Tradotto in cifre, circa 15mila euro l’anno, cioè 930 euro mensili”. “La nostra proposta non dovrebbe superare i 5-6 miliardi di spesa nel lungo termine, quando verosimilmente i problemi del bilancio previdenziale saranno risolti”, ha specificato.

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