Opzione donna, bocciato l’emendamento per il ripristino dei vecchi requisiti

La Appendino ha mostrato delusione per la bocciatura da parte del Governo dell'emendamento, con cui Il M5s chiedeva di ripristinare Opzione donna con i vecchi requisiti.

Inps

Scontro sul decreto Milleproroghe tra maggioranza e opposizione. Tra i tanti temi dell’acceso dibattito il mancato ripristino di opzione donna perorato dalla vicepresidente del M5S Chiara Appendino, che ha comunicato in una nota di come il governo abbia bocciato l’ordine del giorno e l’emendamento presentato dal M5S al decreto Milleproroghe per il ripristino di Opzione donna con i vecchi requisiti.

La delusione dell’on. Chiara Appendino.

In nota, l’onorevole Appendino ha sottolineato che anche stavolta maggioranza e Governo hanno bocciato l’emendamento sia l’ordine del giorno del M5S, presentati al decreto Milleproroghe, con cui si chiedeva di ripristinare Opzione donna con i vecchi requisiti. Ha rimarcato l’esponente del M5S: “Di fronte a questi tristi accadimenti mi torna in mente la Giorgia Meloni che dall’opposizione scendeva in piazza con le lavoratrici che chiedevano la proroga di questa misura ma che, una volta a Palazzo Chigi, di fatto l’ha cancellata. E come dimenticare tutte le false promesse con cui queste donne sono state illuse da lei e dai suoi ministri, che le hanno usate per fare cassa”,

Il crollo nel 2023 delle domande per Opzione Donna.

Già all’inizio dell’anno la Appendino aveva evidenziato di come nel 2023 le lavoratrici andate in pensione con Opzione donna fossero state solo 11.225 contro le 24.644 del 2022, un crollo, secondo l’esponente del M5S, frutto delle scellerate scelte del Governo Meloni. Gli esponenti del suo partito avevano chiesto all’esecutivo di lasciare la misura così com’era, ma Meloni e Giorgetti avevano fatto cassa sulle pensioni con un’ulteriore stretta, bloccando anche la proposta di legge per il salario minimo legale. Una misura, che se approvata, avrebbe favoriti in particolare le lavoratrici, dal momento che il 25% avrebbe visto aumentare lo stipendio e, di conseguenza, l’importo della pensione.

Gli attuali requisiti in vigore.

Sale da 60 a 61 anni il requisito anagrafico per il prepensionamento riservato alle lavoratrici in condizioni di fragilità (caregiver, possesso di invalidità civile almeno al 74%, dipendenti o licenziate da imprese in crisi). Per l’anno 2024 per accedere ad Opzione Donna saranno necessari 61 anni di età, 35 anni di contributi versati. Il requisito anagrafico viene scontato di un anno per ciascun figlio entro un massimo di due anni. Inoltre, vi potranno accedere le donne lavoratrici che si trovano in una delle seguenti condizioni: disabili con una percentuale minima del 74%; caregiver di congiunti conviventi fino al secondo grado con legge 104 art. 3 comma 3, da almeno 6 mesi; dipendenti o licenziate da aziende con aperto un tavolo di crisi il 1/1/2023.

Verso un progressivo restringimento della misura.

La modifica dei requisiti per accedere ad Opzione Donna sta accendendo gli animi. La misura, introdotta nel 2004 che ha consentito a tante lavoratrici di ottenere la pensione con requisiti anagrafici più favorevoli rispetto a quelli in vigore, è ormai diventata appannaggio di ben poche donne, al punto da rendere fruibile opzione donna a ben poche fasce di lavoratrici. In sostanza si sta progressivamente indebolendo questo strumento, come più volte ribadito con forza dai tanti comitati che si occupano del sostegno di tale misura.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Knew.it

Informazioni sull'autore