Palazzo Madama approva l’autonomia, l’opposizione innalza il tricolore!

I senatori del PD con bandiere tricolori cantano l'inno di Mameli, FdI si innervosisce. Schlein e Conte uniti nell'opposizione e pronti al referendum.

Parlamento italiano

Nel corso del voto finale al Senato sull’autonomia differenziata i senatori del Partito Democratico hanno innalzato bandiere tricolori e cantato l’inno di Mameli. Il risultato del voto è stato 110 sì, 64 no, 3 astenuti. Il ddl Calderoli adesso passa a Montecitorio e la Lega spera che diventi legge prima delle elezioni europee di giugno. Nel frattempo i parlamentari di Fratelli d’Italia si sono messi anche loro a cantare Mameli, forse a titolo di esorcismo della loro svendita dell’unità nazionale per tenere insieme il patto di maggioranza con il Carroccio, che prevede anche il premierato. Dalle opposizioni si è sentito il grido «Viva l’Italia antifascista!»

Vessillo secessionista dai banchi della Lega!

In tutto questo la senatrice leghista Mara Bizzotto, proveniente da Bassano del Grappa, ha compiuto un gesto molto più che emblematico: mentre il suo capogruppo Massimiliano Romeo cercava di essere rassicurante su un «federalismo ragionevole in un quadro di unità nazionale», la parlamentare lo ha contraddetto esponendo la bandiera della Serenissima, la stessa esposta sul campanile di San Marco nel 1997 dall’ala più sfacciatamente secessionista, che si presentò a Venezia con un finto carrarmato. Questo gesto testimonia le profonde istanze separatiste che, da trent’anni a questa parte, sono il nucleo delle pulsioni più riposte delle politiche del Carroccio.

Il capogruppo leghista sbandiera il Barattellum!

Queste pulsioni il senatore Romeo non è riuscito a nasconderle completamente. Ha fatto riferimento all’ideologo della Lega Gianfranco Miglio, che sosteneva che la crisi dello Stato nazionale non è causata dal federalismo, ma piuttosto l’inverso. Secondo Romeo il Meridione è stanco di vivere di «assistenzialismo» e che questa sarà «un’opportunità per tutti territori che vorranno prendersi più responsabilità». In conclusione ha sbandierato l’accordo con FdI, cioè il patto di maggioranza, che le opposizioni hanno chiamato «Barattellum», il quale, come abbiamo detto sopra, contempla anche il premierato.

L’opposizione contro la secessione dei ricchi!

Va da sé che le opposizioni, unite su questo tema come già sul salario minimo, faranno del loro meglio per ostacolare l’iter dello «spacca-Italia» alla Camera, e si preparano al referendum abrogativo. Come ha detto a Palazzo Madama Peppe de Cristofaro di Sinistra-Verdi, «non ci fermiamo qui, il referendum è un dovere politico per permettere ai cittadini di bocciare questa scellerata riforma». E ancora: «Questa secessione dei ricchi aumenterà le diseguaglianze, sarà devastante per il sud e per tutti gli italiani che, anche al nord, vivono una condizione di sofferenza sociale». Duro anche Giuseppe Conte, leader del M5S: «Meloni spacca il Paese e svende il Sud a Salvini: lasciano in un vicolo cieco i territori più svantaggiati del Paese. Noi non ci rassegniamo: la battaglia continua».

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