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Papa Francesco, l'Angelus di oggi

Papa Francesco, aspettando l’Angelus di oggi, domenica 16 aprile 2017. Nel Regina Coeli di oggi Papa Francesco ha pronunciato le seguenti parole:”Cari fratelli e sorelle, non cessano di giungere drammatiche notizie circa la situazione in Venezuela e l’aggravarsi degli scontri, con numerosi morti, feriti e detenuti. Mentre mi unisco al dolore dei familiari delle vittime, per le quali assicuro preghiere di suffragio, rivolgo un accorato appello al Governo e a tutte le componenti della società venezuelana affinché venga evitata ogni ulteriore forma di violenza, siano rispettati i diritti umani e si cerchino soluzioni negoziate alla grave crisi umanitaria, sociale, politica ed economica che sta stremando la popolazione. Affidiamo alla Santissima Vergine Maria l’intenzione della pace, della riconciliazione e della democrazia in quel caro Paese. E preghiamo per tutti i Paesi che attraversano gravi difficoltà, penso in particolare in questi giorni alla Repubblica di Macedonia.

Ieri, a Verona, è stata proclamata Beata Leopoldina Naudet, fondatrice delle Suore della Sacra Famiglia. Cresciuta alla corte degli Asburgo, prima a Firenze e poi a Vienna, ebbe fin da ragazza una forte vocazione alla preghiera, ma anche al servizio educativo. Si consacrò a Dio e, attraverso diverse esperienze, giunse a formare a Verona una nuova comunità religiosa, sotto la protezione della Sacra Famiglia, che ancora oggi è viva nella Chiesa. Ci uniamo alla loro gioia e al loro rendimento di grazie.

Oggi in Italia ricorre la Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Incoraggio a sostenere questa importante istituzione, che continua a investire sulla formazione dei giovani per migliorare il mondo. La formazione cristiana si basa sulla Parola di Dio. Per questo mi piace ricordare anche che oggi in Polonia si svolge la “domenica biblica”. Nelle chiese parrocchiali, nelle scuole e nei mass media viene letta pubblicamente una parte della Sacra Scrittura. Auguro ogni bene per questa iniziativa.

E voi, cari amici dell’Azione Cattolica, al termine di questo incontro vi ringrazio di cuore per la vostra presenza! E tramite voi saluto tutti i vostri gruppi parrocchiali, le famiglie, i bambini e i ragazzi, i giovani e gli anziani. Andate avanti! Ed estendo il mio saluto ai pellegrini che a quest’ora si sono uniti a noi per la preghiera mariana, specialmente a quelli venuti dalla Spagna, dalla Croazia, dalla Germania e da Puerto Rico. Insieme ci rivolgiamo a Maria nostra Madre. La ringraziamo in modo particolare per il viaggio apostolico in Egitto che ho appena compiuto. Chiedo al Signore che benedica tutto il popolo egiziano, tanto accogliente, le autorità e i fedeli cristiani e musulmani; e che doni pace a quel Paese.

Papa Francesco ha dedicato la catechesi dell’udienza generale del giorno 26 Aprile 2017 in una Piazza San Pietro spazzata dal vento, alla promessa di Gesù: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Dovunque il cristiano va, diceva il Papa, “sa che l’amore di Dio l’ha preceduto”, non c’è infatti “parte del mondo che sfugga alla vittoria di Cristo Risorto, la vittoria dell’amore”.  “Fino a quando perdurerà la cura di Dio nei confronti dell’uomo? Fino a quando il Signore Gesù, che cammina con noi, fino a quando prenderà cura di noi? La risposta del Vangelo non lascia adito a dubbi: fino alla fine del mondo! Passeranno i cieli, passerà la terra, verranno cancellate le speranza umane, ma la Parola di Dio è più grande di tutto e non passerà. E Lui sarà il Dio con noi, il Dio Gesù che cammina con noi.

Papa Francesco e l’udienza generale in Piazza San Pietro: Dio è con noi.

Papa Francesco ha tenuto l’udienza generale in Piazza San Pietro attraverso le sue catechesi sulla speranza cristiana a partire da un brano del Vangelo di Matteo.  Le parole del Vangelo di Matteo: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» richiamano l’annuncio profetico dell’inizio: «A lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Papa Francesco, dice che  l’identità di Dio, il cui nome è essere-con: non un Dio isolato, dunque, ma con noi, cioè con la creatura umana. “Il nostro Dio non è un Dio assente, sequestrato da un cielo lontanissimo; è invece un Dio ‘appassionato’ dell’uomo, così teneramente amante da essere incapace di separarsi da lui. Noi umani siamo abili nel recidere legami e ponti. Lui invece no”.

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