Papa Francesco, il monito nell’Angelus di oggi a liberarsi dal superfluo

All’Angelus odierno il Pontefice ha ricordato ai fedeli che per vivere bene è necessario liberarsi del superfluo per scavare in profondità e trovare l'essenziale.

Papa Francesco

All’Angelus di oggi Papa Francesco lancia un importante messaggio del vivere cristiano, quello di liberarsi del superfluo e di dare valore a ciò che è veramente importante davanti a Dio. Il papa parla dei due elementi principali del Vangelo odierno, ossia il deserto e la voce, due strade che sembrano antitetiche eppure si incrociano perché se il deserto è “il luogo del silenzio e dell’essenzialità”, la voce è espressione di “ciò che pensiamo e portiamo nel cuore”. Il silenzio e la sobrietà rappresentano degli elementi essenziali della vita cristiana. Occorre concentrarsi su ciò che è indispensabile per vivere. Per procedere nel cammino della vita è necessario spogliarsi del di più, perchè vivere bene non vuol dire riempirsi di cose inutili, ma liberarsi del superfluo per scavare dentro di sè e cogliere l’essenziale. 

Il silenzio e la sobrietà, due elementi cardine nella vita del cristiano.

Importanti e fondamentali sono il silenzio e la sobrietà, nelle parole, nell’uso delle cose, nei media e nei social. La voce di Giovanni Battista è legata alla genuinità della sua esperienza di silenzio, alla limpidezza del suo cuore. La voce, sottolinea il Papa, “è lo strumento con cui manifestiamo ciò che pensiamo e portiamo nel cuore”. Si collega al silenzio “perché esprime ciò che matura dentro, dall’ascolto di ciò che lo Spirito suggerisce”. “Se non si sa tacere è difficile che si abbia qualcosa di buono da dire; mentre, più attento è il silenzio, più forte è la parola”.

La potenza profetica della sua voce è legata alla genuinità della sua esperienza e alla limpidezza del suo cuore. Francesco invita così a chiederci se c’è silenzio nelle nostre giornate se è uno spazio di ascolto, se la nostra vita è sobria o piena di cose superflue. Anche se vuol dire andare controcorrente, valorizziamo il silenzio, la sobrietà e l’ascolto. Possiamo chiederci che posto ha il silenzio nelle mie giornate? Si tratta di uno spazio vuoto, opprimente, oppure è uno spazio di ascolto e di preghiera? Da qui la preghiera a Maria perché “ci aiuti ad amare il deserto, per diventare voci credibili che annunciano il suo Figlio che viene”.

Un richiamo ai diritti umani.

Non è mancato il richiamo ai diritti umani, ed alla Dichiarazione universale dei diritti umani, firmata il 10 dicembre del ’48. Il Pontefice ha sottolineato di come essa sia “una via maestra sulla quale molti passi avanti sono stati fatti. Ma tanti ancora ne mancano e a volte purtroppo si torna indietro L’impegno per i diritti umani non è mai finito. A questo proposito sono vicino a tutti coloro che, senza proclami, nella vita concreta di ogni giorno, lottano e parlano di persona per difendere i diritti di chi non conta”. All’Angelus ha esortato i fedeli “a pregare per le popolazioni che soffrono a causa della guerra: “Abbiamo anche la testimonianza di uomini e donne che hanno lavorato con saggezza e pazienza per la convivenza pacifica. Si segua il loro esempio si metta ogni impegno per affrontare e rimuovere le cause dei conflitti“.

La cura e la tutela dell’ambiente.

Il Pontefice ha richiamato l’attenzione sui lavori della Cop28 sul clima in corso a Dubai, ed ha lanciato un nuovo appello per il clima: “Vi chiedo di pregare perché si arrivi a buoni risultati per la cura della nostra casa comune e la tutela delle popolazioni”.

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