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Papa Francesco, l'Angelus di oggi, domenica 11 giugno 2017

Papa Francesco, l’Angelus di ieri, 11 giugno 2017. Domenica 11 giugno 2017, Papa Francesco ha ricordato la proclamazione, avvenuta ieri, della Beata Itala Mela: “Cresciuta in una famiglia lontana dalla fede, nella giovinezza si professò atea, ma si convertì in seguito ad una intensa esperienza spirituale. Si impegnò tra gli universitari cattolici; divenne poi Oblata benedettina e compì un percorso mistico centrato sul mistero della Santissima Trinità, che oggi in modo speciale celebriamo. La testimonianza della nuova Beata ci incoraggi, durante le nostre giornate, a rivolgere spesso il pensiero a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo che abita nella cella del nostro cuore”.

Durante l’Angelus, il Papa ci ha parlato di Dio, Signore misericordioso e pietoso. “Dio non è lontano e chiuso in sé stesso, ma è Vita che vuole comunicarsi, è apertura, è Amore che riscatta l’uomo dall’infedeltà. Dio è misericordioso, pietoso e ricco di grazia perché si offre a noi per colmare i nostri limiti e le nostre mancanze, per perdonare i nostri errori, per riportarci sulla strada della giustizia e della verità. Questa rivelazione di Dio è giunta al suo compimento nel Nuovo Testamento grazie alla parola di Cristo e alla sua missione di salvezza. Gesù ci ha manifestato il volto di Dio, Uno nella sostanza e Trino nelle persone; Dio è tutto e solo Amore, in una relazione sussistente che tutto crea, redime e santifica: Padre e Figlio e Spirito Santo”.

Papa Francesco, l’Angelus del 4 giugno 2017. 

Ricordiamo le parole dell’Angelus di domenica scorsa. Domenica scorsa, 4 giugno, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa di Pentecoste, ed ha espresso la sua vicinanza alla famiglia delle vittime degli attentati terroristici che si sono verificati stanotte a Londra: “Lo Spirito doni pace al mondo intero; guarisca le piaghe della guerra e del terrorismo, che anche questa notte, a Londra, ha colpito civili innocenti: preghiamo per le vittime e i familiari”, ha detto.
Durante l’omelia, il Papa ha ricordato che nel giorno di Pentecoste si conclude il periodo della Pasqua, si portano a termine i cinquanta giorni che sono contrassegnati dalla presenza dello Spirito Santo. “Lo Spirito crea la diversità e l’unità e in questo modo plasma un popolo nuovo, variegato e unito: la Chiesa universale”, ha spiegato il Papa. “Per fare questo è bene aiutarci a evitare due tentazioni ricorrenti. La prima è quella di cercare la diversità senza l’unità. La tentazione opposta è invece quella di cercare l’unità senza la diversità. In questo modo, però, l’unità diventa uniformità, obbligo di fare tutto insieme e tutto uguale, di pensare tutti sempre allo stesso modo. Così l’unità finisce per essere omologazione e non c’è più libertà”.

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