Papa, l’Angelus di oggi dalla Cappella di Santa Marta

L'Angelus di oggi 26 novembre 2023 è stato trasmesso dalla Cappella di Santa Marta, recitato dal monsignor Braida, a causa di un'influenza del Pontefice.

Papa Francesco

A causa di un’influenza Papa Francesco oggi non ha presenziato alla funzione dell’Angelus in Piazza San Pietro, ma è stato presente in collegamento dalla cappella di Casa Santa Marta. La preghiera domenicale, momento molto atteso dai fedeli, è stata recitata dal Monsignor Paolo Braida, che ha spiegato il significato profondo del Vangelo odierno, ossia il messaggio di carità e misericordia di Gesù verso il prossimo in difficoltà. Il Vangelo ci parla del giudizio finale, che sarà sulla carità. La scena che ci si presenta è quella di una sala regale, in cui Gesù è seduto in trono. Tra coloro che vi sono riuniti spiccano i benedetti.

Il profondo significato del Vangelo odierno.

Secondo i criteri del mondo gli amici del re dovrebbero essere quelli che gli hanno dato ricchezze e potere, che lo hanno aiutato a conquistare territori, a vincere battaglie, a farsi grande fra gli altri sovrani. Questo secondo i criteri del mondo. Secondo i criteri di Gesù, invece, gli amici sono altri: sono coloro che lo hanno servito nelle persone più deboli. Questo perché il Figlio dell’uomo è un Re completamente diverso, che chiama i poveri ‘fratelli’, che si identifica con gli affamati, gli assetati, gli stranieri, gli ammalati, i carcerati.

Gesù un re speciale, sensibile e misericordioso.

Si tratta di un Re sensibile al problema della fame, della malattia, della prigionia, tutte realtà purtroppo sempre attuali. Si è benedetti se si risponde a queste difficoltà con amore, e con il servizio. La sala regale di Gesù è allestita per chi soffre ed ha bisogno di aiuto. Gli amici di Gesù sono coloro che hanno il suo stesso stile, ossia la tenerezza, la misericordia e la compassione.

Un ringraziamento per la tregua a Gaza.

Il Pontefice ha parlato e ringraziato sentitamente anche della tregua a Gaza: “Oggi ringraziamo Dio perché tra Israele e Palestina c’è finalmente una tregua e alcuni ostaggi sono stati liberati. Preghiamo che lo siano al più presto tutti…che entrino a Gaza più aiuti umanitari, e che si insista nel dialogo: è l’unica via, l’unica via per avere pace”.

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