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Riforma pensioni, oggi 10 luglio 2017: Ape, pensioni anticipate, rivalutazioni, età pensionabile

Pensioni anticipate, Ape. Il ritardo nell’emissione dei decreti attuativi sulle misure per le pensioni anticipate, Ape e l’intervento sui precoci, per Domenico Proietti, segretario confederale della Uil: “sta diventando imbarazzante”. Il sindacalista chiede al Governo la rapida pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Proietti precisa, inoltre, che “occorre tenere ferma la data del primo maggio per la prestazione dell’Ape sociale e mantenere l’intera fruibilità per tutti gli interessati dalle platee delle categorie dei lavori gravosi e faticosi”.

Dello stesso avviso Maurizio Petriccioli, segretario confederale delle Cisl:”Il ritardo nell’emanazione del decreto sull’Ape sociale deve essere superato prevedendo che la relativa indennità per i beneficiari che ne hanno diritto sia corrisposta a partire dal 1° maggio, così come era stato previsto in sede di confronto con le Organizzazioni sindacali”.

Pensioni anticipate, Ape: l’incontro tra Governo e sindacati.

L’ultimo incontro tra Governo e sindacati è stata l’occasione, per quest’ultimi, per chiedere spiegazioni sui ritardi nell’emanazione dei decreti attuativi di Ape e la misura per le pensioni anticipate dei precoci. I sindacati hanno l’interesse che non venga differita “la partenza delle tutele per i lavoratori interessati”, ha sottolineato Petriccioli, per il quale:”La premessa affinché il confronto sulla fase due dell’intesa del 27 settembre, che riguarda la previdenza delle future generazioni, possa svilupparsi efficacemente è che gli impegni precedentemente assunti con la fase uno dell’intesa dal Governo siano stati mantenuti”.

Pensioni anticipate. Opzione donna.

In tema di pensioni anticipate ed Opzione donna, il presidente della Commissione lavoro al senato, Maurizio Sacconi, nel blog “Amici di Marco Biagi”, ha commentato l’esito della recente interrogazione al Governo sulla proroga del regime sperimentale Opzione donna. “Il Governo ha risposto ambiguamente alle interrogazioni con cui tutti i gruppi parlamentari hanno sollecitato la proroga della cosiddetta “opzione donna”, ovvero della possibilità di anticipare l’età di pensione al prezzo di una prestazione ridotta perché tutta calcolata col metodo contributivo”, ha affermato.

Per Sacconi:”La legge Fornero sta peraltro manifestando tutta la sua rigidità che non ha eguali in Europa e in occidente. E sono soprattutto le donne a pagarne le conseguenze sia per la propensione delle imprese a non trattenerle al lavoro oltre una certa soglia anagrafica, sia per i servizi di cura domiciliare che non potrebbero garantire. In attesa di introdurre una flessibilità generalizzata dell’età di “uscita”, e’ necessario prorogare almeno questa sperimentazione i cui oneri per la finanza pubblica si sono rivelati inferiori alle previsioni del Governo. Continuerà la pressione in tal senso della Commissione Lavoro del Senato”.

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