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Riforma pensioni, oggi 10 luglio 2017: Ape, pensioni anticipate, rivalutazioni, età pensionabile

Pensioni anticipate, Ape sociale. L’Ape sociale, misura per le pensioni anticipate a carico dello Stato, stenta a decollare. Il parere del Consiglio di Stato sullo schema di regolamento in materia di Ape sociale e di accesso al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci, ha sottolineato alcune criticità nel testo. In particolare, il Consiglio si è soffermato nell’analisi degli articoli, evidenziando punto per punto, le modifiche che andrebbero apportate.

Pensioni anticipate, Ape sociale. Il parere del Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato ha riscontrato qualche punto da approfondire nell’articolo 2 dello schema di regolamento dell’Ape sociale, riguardante le categorie dei soggetti beneficiari, con riferimento a coloro che non hanno diritto di conseguire alcuna prestazione di disoccupazione per mancanza dei necessari requisiti ed agli operai agricoli, purché si trovino da almeno tre mesi in condizione di non occupazione.

“Sotto questo profilo”, afferma il Consiglio di Stato, ” pur condividendo, anche sul piano dell’opportunità, le ragioni esplicitate nella relazione illustrativa a sostegno di tale ampliamento, sottolinea, tuttavia, la necessità di intervenire sulla fonte primaria, introducendo una norma ad hoc che chiarisca l’inclusione anche di coloro che non hanno diritto di conseguire alcuna prestazione di disoccupazione e degli operai agricoli”.

“In assenza di questa copertura legislativa”, si precisa, “la disciplina dettata dallo schema di regolamento risulta difforme rispetto all’attuale versione dell’art 1, comma 179, lettera a), della legge n. 232 del 201 e, dunque, illegittima (anche per le ulteriori ragioni di cui infra). Ciò vale soprattutto per gli operai agricoli, che comunque hanno diritto alla prestazione per la disoccupazione (sebbene differita) e che, pertanto, ai sensi dell’attuale formulazione della norma primaria, avrebbero diritto all’Ape sociale solo dopo tre mesi dalla cessazione del relativo trattamento”.

Il Consiglio di Stato, evidenzia, inoltre che “trattandosi di prestazioni da erogare entro un tetto di spesa prestabilito, l’estensione per via regolamentare del numero degli aventi diritto, si traduce in una corrispondente incisione negativa, preclusa al regolamento, del diritto soggettivo di cui sono titolari i soggetti appartenenti alle categorie previste dalla legge”.

Pensioni anticipate, Ape sociale. Il parere della Flai

“Il parere reso dal Consiglio di Stato sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio, in merito all’accesso all’Ape sociale per gli operai agricoli evidenzia un grave vuoto legislativo che va a danneggiare le lavoratrici ed i lavoratori del settore agricolo”. Così in una nota la Flai, Federazione lavoratori agroindustria, che aggiunge: “È stato importante avere ricompreso i lavoratori agricoli fra i beneficiari dell’Ape sociale, che permette un’uscita anticipata dal lavoro. Ora con preoccupazione recepiamo il parere del CdS. Infatti, questa assenza di copertura legislativa farebbe sì che il beneficio non possa essere applicato agli operai agricoli”.

Va ricordato, infatti, dichiara Sara Palazzoli, segretaria nazionale Flai Cgil “che gli operai agricoli a tempo indeterminato non hanno diritto né alla disoccupazione né alla Naspi, venendo così meno i requisiti richiesti dalla Legge di Stabilità per avere diritto all’uscita anticipata”. “In questo modo ci troviamo difronte all’ennesima beffa per i lavoratori agricoli rispetto ad un sistema pensionistico che penalizza il lavoro stagionale e discontinuo. Chiediamo al Governo di intervenire per coprire questo vuoto legislativo in tempi rapidi visto che l’Ape Sociale è stata introdotta in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018”, conclude Palazzoli.

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