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Riforma delle pensioni, oggi 10 maggio 2017. Le ultime novità su pensioni anticipate scuola

Pensioni anticipate. La battaglia delle lavoratrici per Opzione donna. Il progetto sperimentale Opzione donna è uno strumento che consente alle donne in possesso di determinati requisiti di andare in pensione anticipatamente, subendo una decurtazione dell’assegno pensionistico che viene calcolato interamente con il metodo contributivo. Per scongiurare che Opzione donna, seguendo il suo decorso di progetto sperimentale, esaurisca la sua efficacia, c’è un grande movimento trasversale che impegna parlamentari, esponenti politici e gruppi social.

Il Movimento Opzione donna ha firmato una lettera rivolta al Presidente del consiglio ed ai parlamentari del Governo per spingere la proroga del regime sperimentale al 2018, con l’obiettivo finale di rendere la misura per le pensioni anticipate al femminile strutturale.

 

Pensioni anticipate, Opzione donna: la lettera del Movimento opzione donna.

“Ci siamo appellate a voi più volte per la Proroga e per la prosecuzione di Opzione Donna e per questo vi abbiamo fornito quelle che riteniamo giuste e circostanziate motivazioni. Vi abbiamo pregato di porre la necessaria attenzione ad “Opzione Donna”, ma non ci è giunto finora alcun cenno di riscontro da parte vostra.

Vi regolate come se non esistessimo e continuate a perseguire in forma unilaterale il vostro disegno di “portare a conclusione”, e cioè, di far morire, il regime “Opzione Donna” nonostante esso risponda ad un reale bisogno per migliaia e migliaia di Donne, e comporti indiscutibili ed elevatissimi vantaggi economici e sociali che vengono sistematicamente taciuti. In questo comportamento noi ravvisiamo aspetti di arbitrarietà (dal momento che la verifica d’impatto della Legge Maroni non è stata propriamente effettuata) e di incomprensibile crudeltà nei confronti di donne e lavoratrici non dissimili da quelle che la Legge 243 ha, nel momento in cui scriviamo, individuato e soddisfatto”.

“Consideriamo opportuno mettervi a conoscenza delle riflessioni e delle reazioni che i vostri comportamenti e la vostra indifferenza suscitano nelle migliaia di donne che noi rappresentiamo, le quali continuano a far parte di quel mondo femminile obbligato a subire le decisioni di una classe politica indisponibile ad accogliere e discutere le istanze espresse dal basso. All’indomani della nomina a Presidente del Consiglio dei Ministri, l’Onorevole Paolo Gentiloni auspicava moderazione dei toni nel dibattito parlamentare, ricordando che il Parlamento non è un Social Network; raramente, all’interno delle discussioni che noi promuoviamo, si ravvisano punte di violenza verbale e/o sfoghi irrazionali; e speriamo che di questo atteggiamento, Gentili Onorevoli, sia espressione anche il “pezzo” critico, che qui ci permettiamo di portare alla Vs. attenzione. Esso rappresenta il pensiero di tutte noi, e ha pertanto una Autorialità condivisa; è stato redatto in occasione della “non risposta” del ministro Poletti alle interrogazioni parlamentari dello scorso 4 maggio sulla Proroga di Opzione Donna”.

“Nella risposta del Ministro del Lavoro alle interrogazioni Parlamentari su OD, sono venute meno alcune delle caratteristiche indicate qui, soprattutto là dove l’argomento della cristallizzazione del diritto “si schiaccia” sulla cristallizzazione del fondo (i risparmi di Od); se un “eventuale risparmio”, come si legge nella risposta del Ministro, “dovrebbe poter essere certificato solo quando si sarà consumato il diritto all’esercizio dell’opzione da parte di tutti i soggetti interessati”, perchè mai (per chi , e per cosa) è stato istituito il Contatore -ai sensi art 1 comma 281 Lds 2015 -che monitora gli accessi su base periodica, e ne dà conto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali il quale a settembre di ogni anno trasmette una relazione alle Camere proprio sull’andamento della sperimentazione? Perchè questa fotografia deve essere scattata diciamo così “solo al limite”? E’, questo, ottemperare a quanto sancito dalla Legge di Bilancio? E poi: “eventuale risparmio” e “dovrebbe poter essere certificato” : sono forme di condizionale iperboliche e assolute, non traducibili nella realtà! Alcune delle interrogazioni erano corredate da tabelle e numeri nient’affatto ipotetici, ma perfettamente traducibili nella realtà : forse qualcosa è sfuggito al Ministro del Lavoro?”

“Il Ministro del Lavoro asserisce che solo un intervento normativo -per il quale è necessario reperire l’opportuna copertura finanziaria- potrebbe costituire la base per estendere il beneficio di Opzione Donna. Ricordiamo qui che Opzione Donna produce risparmi per le casse statali; che la pensione è calcolata con il metodo contributivo (fino al 30 per cento in meno rispetto a un assegno pieno); che l’accesso è regolato secondo il meccanismo di attesa previsto dalle” finestre”; che una misura previdenziale specifica per le donne è necessaria, e non ha nulla a che fare con l’entomologia; che tutte le donne, a parità di requisiti, sono uguali; che è vergognoso (vergognoso) pensare di stilare classifiche e creare discriminazioni sulla base di parametri arbitrari e vaghissimi (per la serie: più dividi, meno resta)”.

“Ricordiamo che la Politica dovrebbe guardare all’oggi e anche al domani; che è pericoloso creare nuove fratture sociali su un terreno già segnato dalla disperazione, dalla povertà, dalla sfiducia, dalla mancanza di opportunità; che non servono doti di preveggenza speciali per intravedere un futuro (vicino) sempre più violento e imbarbarito, sempre meno capace di provare sentimenti condivisi”.

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