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Riforma pensioni, le ultime news ad oggi 26 giugno 2017 su pensioni anticipate, fase due, opzione donna

Pensioni anticipate, precoci e quota 41, le ultime novità. Il ritardo nell’entrata in vigore delle misure per le pensioni anticipate e per i precoci rischia di creare delle difficoltà a quanti desiderano utilizzare tali strumenti. Nicola Marongiu, responsabile del settore previdenza della Cgil, ha sottolineato che se il momento dell’entrata in vigore dei provvedimenti continua ad essere rimandato, si corre il rischio che il diritto d’accesso dei lavoratori possa essere messo in discussione.

I precoci  condannano il ritardo per le pensioni anticipate.

I precoci ritengono il Governo colpevole dei ritardi nell’entrata in vigore delle misure per le pensioni anticipate e continuano la propria battaglia. Dopo la manifestazione dell’11 maggio scorso a Roma, i “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” hanno inviato una lettera a diversi esponenti delle istituzioni per esprimere il proprio disappunto. Di seguito il testo della missiva. “I Lavoratori Precoci Uniti insieme ad altre associazioni sono stati costretti a scendere in Piazza per manifestare la loro rabbia in merito all’inaccettabile, Incomprensibile e colpevole  con cui il Governo sta portando avanti la questione dei Decreti Attuativi in merito alla riforma delle pensioni contenuta nella Legge di Stabilità datata ormai Dicembre 2016”.

“Non conosciamo fino in fondo il perché di tale ritardo e non crediamo che sia dovuto solo ai rilievi fatti dal Consiglio di Stato: sappiamo però che tali decreti avrebbero dovuto essere pronti, al più tardi, a marzo 2017. E non ci consola per nulla leggere che comunque verrà confermata la data del 1° maggio per l’avvio della legge quando ancora oggi non si sa chi potrà beneficiarne, quando si potranno redigere le domande, quali sono le finestre a disposizione dei lavoratori per presentare le domande stesse, perchè esistono disoccupati di Serie A e disoccupati di serie B”.

“In poche parole: non si sa ancora nulla.
Reputiamo il Governo responsabile della situazione creatasi; reputiamo il Governo responsabile del tempo perduto; reputiamo il Governo responsabile  dell’ incertezza estenuante che alberga nell’animo di cittadini che aspirano, dopo 41 anni , alla meritata pensione; reputiamo il Governo responsabile  di una condotta sulla questione a dir poco leggera, superficiale, con poche idee e per di più confuse; reputiamo il Governo responsabile  di un mancato ricambio generazionale sul lavoro che l’uscita di alcuni di noi avrebbe comportato”.

“Come Lavoratori Precoci Uniti a Tutela dei Propri Diritti abbiamo sempre detto che questa pseudo riforma non ci piaceva, e continuiamo a sostenerlo: non è dividendo i lavoratori o creando disparità di trattamento al loro interno che si risolve il problema: secondo noi c’erano e ci sono ancora altre strade che avrebbero permesso una soluzione migliore, più veloce, meno divisiva e sicuramente più favorevole all’ingresso nel mondo del lavoro per le nuove generazioni: il Governo Renzi ha deciso di seguirne un’altra ed il Governo Gentiloni ha deciso di continuare sulle sue orme: ad oggi ci sembra che questa strada sia sbagliata se dopo oltre 5 mesi ancora si naviga a vista, senza alcuna certezza, non riuscendo nemmeno a stabilire una data certa per l’entrata in vigore della legge. Ricordandovi che noi continueremo nella nostra mobilitazione fino al raggiungimento dei nostri obiettivi, esigiamo che il Governo si impegni più a fondo per dare risposte certe e in tempi rapidi a chi ancora sta attendendo”.

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