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Inps

Pensioni d’invalidità civile, cecità e sordità. Le nuove indicazioni dell’Inps. Con la circolare 74/2017 l’Inps ha fornito nuove indicazioni in materia di pensioni d’invalidità, cecità e sordità. Nella circolare si evidenzia che, stante l’applicabilità della normativa in materia di pensione sociale, ne consegue che dal computo del reddito ai fini del riconoscimento delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità deve essere escluso quello della casa di abitazione. Allo stesso modo, tale reddito dovrà considerarsi escluso ai fini della maggiorazione sociale di cui all’articolo 70, comma 6 della legge 23/12/2000 n. 388 (cfr. Circolare 61/2001, par. 3.2.)

Prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità. Non computabilità del reddito da casa di abitazione.

L’Inps precisa che, attenendosi a tale nuovo orientamento e acquisito il parere favorevole dell’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro, si dispone pertanto l’esclusione del reddito della casa di abitazione dal computo dei redditi ai fini della concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità. A tal fine, si è provveduto pertanto all’adeguamento delle procedure informatiche di calcolo, rendendo ininfluente il reddito dichiarato nel campo GP2KE, codice 18 (reddito casa di abitazione).

Con decorrenza 1° gennaio 2017, il reddito da casa di abitazione è pertanto da considerarsi escluso ai fini del diritto alle prestazioni d’invalidità civile, cecità e sordità sia in fase di prima liquidazione che di ricostituzione di prestazione già esistente. Gli arretrati saranno riconosciuti con decorrenza dalla medesima data. Qualora, pertanto, per le suddette domande, applicando il nuovo criterio di calcolo, la decorrenza della prestazione risulti essere anteriore al 1° gennaio 2017, non saranno riconosciuti gli arretrati anteriori alla suddetta data.

Nell’ipotesi in cui l’applicazione del vecchio computo abbia già generato degli importi indebiti per il periodo di competenza successivo al 1° gennaio 2017, si dovrà provvedere all’annullamento in autotutela degli stessi.Ogni eventuale disposizione in contrasto con il contenuto della circolare, segnala l’Ente previdenziale, deve ritenersi superata.

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