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Pensioni anticipate, nati nel '52. Le ultime novità

Pensioni, esodati, gli esclusi dalle salvaguardie. In tema di pensioni e salvaguardie pensionistiche, è all’ordine del giorno il 4 maggio presso la Commissione lavoro alla Camera l’interrogazione 5/11047 dell’on. Andrea Maestri, con altri firmatari di Sinistra italiana-Sinistra ecologia e libertà-Possibile e Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista, riguardante “Misure per tutelare i lavoratori esclusi dalle misure contenute nella legge di bilancio 2017 in materia di salvaguardia rispetto all’applicazione dei requisiti previdenziali previsti dal decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011”

Pensioni, esodati. L’interrogazione dell’On. Maestri.

Nell’interrogazione sugli esodati non ancora salvaguardati si evidenzia che “il 2 marzo 2017 è scaduto il termine per l’invio all’Inps delle domande di adesione all’ottava salvaguardia, la misura che permette ai lavoratori esodati rimasti scoperti a causa della cosiddetta «riforma Fornero» di andare in pensione con le regole precedenti il 2011; con la legge di stabilità 2017, si è voluta dare una soluzione definitiva al problema degli esodati; ritenendo esaustivo l’impegno assunto nei loro confronti nel corso degli anni, il Governo, promotore del provvedimento, ha stabilito che questa dovesse essere l’ultima salvaguardia prevista, tanto da proporre l’abolizione del fondo relativo, istituito all’articolo 1, comma 235 della legge n. 228 del 24 dicembre 2012, e la destinazione dei residui fondi economici ad altro impiego, come già avvenuto con la legge di stabilità 2016 che ha tolto, dalle risorse già stanziate per questa finalità, ben 230 milioni di euro, destinandoli ad altri interventi previdenziali; la documentazione prodotta dall’Inps a maggio 2016 dimostra come la valutazione delle platee aventi diritto sia sempre stata sovrastimata, già nel 2012 a partire dalla seconda salvaguardia, di addirittura 20.000 unità”.

Inoltre:”nonostante le risorse in «avanzo», nel corso degli anni, anziché rientrare nel fondo dedicato, siano state deviate per altri interventi, come è noto, l’onere per la sesta e per la settima salvaguardia è stato coperto totalmente con una parte dei risparmi delle precedenti salvaguardie e dalle risorse già presenti nel Fondo di rotazione previsto dall’articolo 243-ter del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e pertanto anche gli oneri dell’ottava salvaguardia potranno essere facilmente coperti dal citato fondo, nonché da quelli derivanti dal completamento delle procedure relative alla sesta e alla settima salvaguardia; dai dati diffusi dall’Inps risulta che il numero dei lavoratori che fruirà dell’ottava salvaguardia è pari a 30.700 soggetti. La Rete dei comitati degli esodati stima, invece, che il numero degli aventi diritto sia superiore e pari ad almeno 34 mila lavoratori;
un notevole numero di persone, quindi, avendone diritto, resterà escluso e discriminato e dal 3 marzo 2017 in poi, può ricorrere soltanto all’Anticipo pensionistico (APE) sociale o all’APE volontaria (che saranno effettive però dal primo maggio 2017): due provvedimenti nettamente penalizzanti rispetto all’ottava salvaguardia”.

Maestri sottolinea che:”In una lettera aperta, con una richiesta di intervento, inviata al Presidente della Repubblica il 7 gennaio 2017, il Comitato esodati «Licenziati o Cessati Senza Tutele», denuncia la violazione del principio di eguaglianza tra i cittadini di fronte alla legge, provocata dal provvedimento dell’ottava salvaguardia, «mentre per alcune tipologie di ex lavoratori, nei confronti dei quali è previsto il perfezionamento dei requisiti entro 36 mesi dal termine mobilità, estendendone di fatto la tutela fino al 6 gennaio 2021, per altre tipologie, vincolate al regime delle decorrenze per un periodo di soli 24 o 12 mesi (a seconda della casistica), la tutela si limita per alcuni al 6 gennaio 2019, mentre per altri non va oltre il 6 gennaio 2018. In sostanza, una discriminazione nel diritto che, nei casi limite, tra due ex lavoratori appartenenti a differenti tipologie, ancorché caratterizzati da una perfetta identità di requisiti, arriva a superare i 5 anni”.

Maestri chiede dunque:”Se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato in premessa e come intenda intervenire per sanare una situazione che appare agli interroganti non conforme al principio di eguaglianza con riferimento ad ex-lavoratori aventi diritto ed esclusi dall’ottava salvaguardia; se non ritenga opportuno assumere iniziative normative per superare le criticità evidenziate, con particolare riguardo alla denunciata discriminazione”.

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