Premierato, la Casellati mostra una bozza di accordo ai leader della maggioranza

Al termine dell'incontro sul premierato con i capigruppo della maggioranza al Senato la ministra Maria Elisabetta Casellati ha esibito una bozza ai leader.

Maria Elisabetta Alberti - Ministro per le riforme istituzionali - Governo Meloni

La ministra per le riforme Maria Elisabetta Casellati, alla conclusione della riunione con all’ordine del giorno il premierato insieme ai capigruppo della maggioranza al Senato e il relatore Alberto Balboni, ha dichiarato: “C’è la bozza di un accordo che ora sottoporremo ai leader. Oggi abbiamo compiuto un passo avanti“. E ancora: “Nella Costituzione contano tutte le parole. Sono stati messi a punto solo accorgimenti tecnici per non dar luogo a interpretazioni. Certo, il diritto è un elastico e lo si può tirare da una parte o dall’altra, ma vogliamo un testo più chiaro possibile”.

La bozza sarà sottoposta all’esame dei leader!

A sua volta il presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato e relatore al premierato alla fine dell’incontro dei capigruppo di maggioranza su tale riforma ha detto: “Abbiamo raggiunto un accordo all’unanimità tra le forze della maggioranza. La nostra proposta sarà ora sottoposta ai leader e, quando approvata, sarà depositata come emendamenti“. Balboni ha chiarito ancora che questi emendamenti “a occhio e croce saranno quattro o cinque. Noi abbiamo finito il lavoro che ci era stato assegnato, i testi sono pronti, ma vogliamo siano esaminati dai leader, visto che è un ddl importantissimo”.

La cosiddetta norma anti ribaltone!

La norma denominata “anti ribaltone“, prevista dalla riforma del premierato, prevede che la staffetta tra il premier eletto dai cittadini e quello di scorta agisca solo nei casi eccezionali di decadenza, morte, impedimento permanente o dimissioni volontarie del premier. Nel caso in cui il secondo premier non ottenesse la fiducia, il capo dello Stato scioglie le Camere. Nella bozza, preparata dalla ministra Casellati, si introduce oltre a ciò e il tetto delle due legislature consecutive per il premier eletto.

La regolamentazione del semestre bianco!

Mutazione all’orizzonte anche relativamente al semestre bianco – così chiamato – nell’eventualità di un’approvazione della riforma con elezione diretta del premier. Il testo discussa oggi dai capigruppo della maggioranza in Senato affronta infatti l’articolo 88 della Costituzione, che fornisce una regola per lo scioglimento anticipato delle Camere. La formulazione attuale recita: “Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura”.

Invece nella nuova versione, si afferma, “Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che lo scioglimento costituisca atto dovuto”. Nella Costituzione lo scioglimento è atto dovuto quando si giunge alla fine della legislatura. Con la riforma, nella bozza discussa oggi, si configurerebbe come atto dovuto anche quello da riferirsi alla richiesta del premier eletto nel momento in cui questi viene sfiduciato.

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