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Riforma delle pensioni, oggi 10 maggio 2017. Le ultime novità su pensioni anticipate scuola

Pensioni anticipate ed Ape. Il tema delle pensioni anticipate e dell’Ape per i lavoratori del comparto scuola è stato approfondito da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. Per Pacifico le agevolazioni pensionistiche spettanti a chi svolge un lavoro usurante andavano allargate e tutti i livelli d’insegnamento.
In riferimento all’anticipo pensionistico volontario, il sindacalista ha precisato:”Per quanto riguarda l’Ape volontaria, con i lavoratori costretti a restituire anche 400-500 euro per vent’anni in cambio di tre anni e mezzo di anticipo della pensione, continuiamo a mantenere fortissime perplessità. Ricordiamo che stiamo parlando di pensioni già iper-penalizzate dal nuovo modello di calcolo contributivo, introdotto sempre dalla riforma Monti-Fornero”.

Pensioni anticipate, Ape sociale nel comparto scuola. Il punto dell’Anief.

Nonostante il Ministro Poletti continui ad affermare che la pubblicazione del decreto dell’Ape sociale avverrà in settimana, per Pacifico occorrerà molto più tempo:” Lo slittamento non sarà di pochi giorni, come vuol far credere il Governo, ma potrebbe spostare in avanti l’avvio del’Ape Social di non poche settimane”, ha affermato.
Entrando nel merito della misura per le pensioni anticipate con l’onere a carico dello Stato, Pacifico, ha precisato:”Il sindacato rimane sempre più convinto che tutto il lavoro dei docenti è ad alto rischio burnout: le agevolazioni pensionistiche dell’Ape Social, spettanti a chi svolge un lavoro usurante, andavano allargate e tutti i livelli d’insegnamento”. Chi volesse accedere all’Ape Social deve svolgere necessariamente una delle professioni riconosciute come usuranti. Inoltre, per l’accoglimento della domanda di pensionamento anticipato, rimane necessario aver compiuto 63 anni di età e ad avere un trattamento pensionistico lordo non superiore ai 1.500 euro mensili. È bene ricordare che attraverso l’Ape Social i lavoratori non attingono a un prestito, ma ricevono dall’Inps una cifra uguale alla pensione certificata al momento della richiesta, fino all’importo massimo dei 1.500 euro lordi.

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