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Riforma pensioni, le novità di oggi 10 agosto 2017: pensioni anticipate, opzione donna, età pensionabile

Riforma pensioni, le novità ad oggi 14 maggio 2017. Sul fronte pensioni, il 10 maggio è stato rinviato l’incontro che doveva tenersi ieri sulle pensioni tra Governo e sindacati. Ancora uno slittamento per l’inizio della seconda fase della riforma delle pensioni, frutto del confronto tra l’esecutivo e le parti sociali. Finchè non entreranno in vigore tutte le misure del pacchetto pensioni previste nella legge di bilancio 2017, è probabile che la loro disamina debba attendere per l’avvio della fase due, come sottolinea Orietta Armiliato, del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social:”Carissime, un’altra settimana è trascorsa senza che si sia potuta concludere la cd. Fase1, i decreti attuativi continuano a non essere disponibili e, oltre ad alimentare ansie ed insicurezze nei lavoratori che vorrebbero usufruire dell’Ape, non si procede ad affrontare i temi che fanno parte della seconda fase, così come da verbale di intesa sottoscritto fra Governo e Sindacati lo scorso autunno”.

Pensioni anticipate ed Ape, le news di Cesare Damiano.

Le ultime news sulle pensioni anticipate ed Ape vengono fornite da Cesare Damiano che dichiara: “Sull’Ape sociale il ministro Poletti ci ha annunciato che siamo ‘all’ultima curva’. Ce lo auguriamo di cuore, anche perché siamo in forte ritardo e cresce la preoccupazione tra i lavoratori che aspettano di andare in pensione e che sono rimasti senza reddito. Come si sa, per ‘uscire’ illesi da una curva quando si è in auto, occorre accelerare per non ‘uscire’ di pista”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

“Ci auguriamo – prosegue – che questo avvenga. Preoccupa invece il fatto che, per quanto riguarda l’Ape volontaria, siamo appena all’inizio nell’attuazione del Decreto. Ogni ritardo nella applicazione delle normative blocca nel posto di lavoro migliaia di persone e rallenta il ricambio occupazionale a svantaggio dei giovani. Dobbiamo recuperare il tempo perduto”. “Infine, ci fa invece piacere che Poletti abbia annunciato che occorra trovare soluzioni più eque per l’edilizia. La norma della ‘continuità lavorativa’ richiesta per andare in pensione, fa a pugni con un settore caratterizzato da attività discontinue come quello delle costruzioni. È giusto pensare di migliorare la legge. Va fatto rapidamente”, conclude.

Pensioni anticipate donne: le ultime news dell’onorevole Maria Luisa Gnecchi.

All’indomani della festa della mamma, l’onorevole Maria Luisa Gnecchi parla della previdenza femminile, e della necessità che si provveda a valorizzare i lavori di cura: «Sarà bello domenica prossima festeggiare la mamma ma ricordiamoci che le donne sono in credito: le riforme previdenziali ed in particolare la manovra Fornero sono state fatte sulle loro spalle. Per questo è doveroso che l’intento stabilito nel verbale tra le Organizzazioni sindacali e il governo sulla previdenza che ha portato ai miglioramenti in legge di bilancio per il 2017- precisamente: “Valorizzare e tutelare i lavori di cura ai fini previdenziali” – venga trasformato in progetto concreto”.

Lo afferma la capogruppo del Pd nella commissione Lavoro della Camera, Marialuisa Gnecchi, la quale aggiunge: «La commissione Lavoro di Montecitorio ha svolto una indagine sull’impatto di genere della legge Fornero e dei cambiamenti di tutta la scorsa legislatura. L’esito è drammatico per noi donne. Non si pretende di tornare ai 5 anni di differenza uomo-donna per l’accesso alla pensione di vecchiaia, ma sicuramente non è più pensabile “dimenticare” nel computo della pensione i lavori di cura, tutti interamente a nostro carico. Finchè non ci sarà una eguaglianza sostanziale nei carichi di lavoro, non è tollerabile che il doppio, triplo, quadruplo lavoro sia svolto gratis dalle donne! Se il Trentino Alto Adige è la regione con la maggiore natalità non è perché ci amiamo di più ma perché ci sono lavoro e servizi per le mamme», conclude la Gnecchi.

Lavoro, statuto dei lavoratori autonomi: le news di Cesare Damiano.

Le ultime news sul fronte lavoro e statuto autonomo dei lavoratori, vengono fornite da Cesare Damiano, che dichiara: “Oggi a Roma è prevista la manifestazione ‘Noi professionisti’, organizzata da alcune associazioni territoriali, tra le quali gli Ordini di ingegneri, architetti, avvocati, medici, dentisti, geometri, geologi, giornalisti, chimici, veterinari, commercialisti. All’indomani dell’approvazione dello Statuto del lavoro autonomo possiamo dire che, per quanto riguarda il ‘lavoro indipendente’, molto è stato fatto e che si è trattato di un passo avanti indiscutibile”.

“Naturalmente – prosegue – tutto si può perfezionare, ma aver riconosciuto diritti e tutele ai professionisti, in particolare alle donne, per quel che riguarda la maternità e, per tutti, le malattie gravi, la deducibilità fiscale della formazione o la Dis-coll per i collaboratori coordinati e continuativi, è stato un segnale per il nostro Paese e soprattutto per quei 5 milioni di lavoratori autonomi che da tempo attendevano questo provvedimento. “Tra le richieste delle organizzazioni che partecipano alla manifestazione vi è quella dell’adozione dell’equo compenso, richiesta che condivido totalmente e che mi impegnerò a sostenere. Mi auguro quindi la buona riuscita di questa iniziativa e che possa essere una giusta sollecitazione per il proseguimento della discussione”, conclude Damiano.

Pensioni, gli ultimi dati Inps sugli importi dei ratei pensionistici.

Intanto, secondo gli ultimi dati Inps, diminuisce il numero di pensioni, ed aumenta, anche se di poco, l’importo medio dell’assegno, che rimane sempre molto basso. Gli ultimi dati dell’Inps per quanto riguarda i dipendenti privati (esclusi dunque i dipendenti pubblici ex Indap e anche quelli dello spettacolo, ex Enpals) dimostrano che anche in Veneto l’articolato mondo della previdenza riserva di anno in anno importanti cambiamenti. Partiamo dal capitolo più preoccupante, relativo all’assegno pensionistico. Nel 2017 in Veneto l’importo lordo medio mensile è di 891,50 euro, una cifre ancora molto bassa anche se migliore rispetto agli 879,04 euro dell’anno prima (più 12,46 euro). In generale, guardando ai pensionati veneti (e non alle pensioni), uno su tre (circa 412 mila anziani) vive con meno di mille euro lordi al mese e fra questi più di 110 mila ricevono un assegno inferiore ai 500 euro mensili.

Sempre emblematica si conferma la differenza fra uomini e donne, con i primi che guadagnano in media 1.223 euro al mese, cioè circa il doppio dei 640,20 euro delle donne. Rovigo, come già rilevato in altre occasioni, è la provincia con i pensionati più poveri che in media portano a casa 804,79 euro al mese (1.081 euro i maschi, 616,46 euro le femmine). Però è anche quella che può bearsi del maggiore aumento rispetto allo scorso anno (più 21 euro). Con 926,95 euro il Veneziano può contare invece sui pensionati più ricchi della regione. Per quanto riguarda la tipologia di pensione, naturalmente quella di vecchiaia è la più consistente a livello economico (1.045 euro) mentre l’invalidità civile ha l’assegno più basso (in media, 436,85 euro). Intanto emerge anche a inizio 2017 come sia diminuito il numero delle pensioni, ancora per effetto della legge Fornero.

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