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Riforma pensioni, news ad oggi 13 settembre sull'incontro governo sindacati, pensioni anticipate, rivalutazione

Riforma pensioni, le news ad oggi 5 maggio 2017. Al termine dell’incontro tra governo e sindacati di giovedì 4 maggio 2017 sul capitolo pensioni, Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, ha dichiarato di condividere la preoccupazione manifestata dai sindacalisti circa la mancata attuazione dei decreti relativi all’anticipo pensionistico:”Condividiamo la preoccupazione delle organizzazioni sindacali, dopo l’incontro di oggi con il Governo, per quanto riguarda il ritardo che si registra nell’emanazione dei decreti sull’APE sociale. La legge è tassativa: la misura deve decorrere a partire dal primo maggio e, quindi, va garantita la retroattività e anche previsto un eventuale prolungamento della presentazione delle domande oltre il 30 giugno prossimo”.

Riforma pensioni, pensioni anticipate ed Ape: le ultime news.

“Il decollo dell’Ape sociale e di tutte le misure contenute nel verbale d’intesa tra CGIL, CISL, UIL e Governo del settembre scorso, tradotto nella legge di Bilancio – ha proseguito Damiano secondo quanto riportato dall’Ansa – rappresenta un test importante per quanto riguarda l’utilizzo dello strumento della flessibilità pensionistica da parte dei lavoratori. Accanto a questo non va dimenticata la necessità di accelerare al massimo l’emanazione dei Decreti anche per far decollare le altre normative a favore dei lavoratori, a partire dalle nuove regole per il lavoro precoce e usurante. Il ritardo sin qui registrato, compromette anche il decollo dell’esame della cosiddetta fase due, a partire dai temi centrali della pensione contributiva di garanzia per i giovani e del potenziamento della logica dell’anticipo pensionistico a favore di chi svolge lavori particolarmente pesanti”.Ha concluso Damiano: “Rimangono, per noi, anche da correggere le recenti circolari dell’INPS relative all’accesso flessibile e anticipato alla pensione per i lavoratori dipendenti nati nel 1952. L’esclusione dal computo dell’anzianità dei versamenti volontari, del servizio militare, della maternità, della mobilità e del riscatto della laurea, è una scelta semplicemente assurda, arbitraria e contraddittoria con la normativa legislativa”.

Pensioni, la replica di Damiano a Tito Boeri.

Damiano ieri era intervenuto anche sulla questione delle pensioni dei sindacalisti, commentando così le parole di Boeri:”La lettera del Presidente dell’INPS, Boeri, va respinta al mittente. È il Presidente che offende il Parlamento perché nega l’evidenza dei fatti: tutti i problemi che abbiamo denunciato sono documentati, a partire dalle stime non corrispondenti alla realtà per quanto riguarda le salvaguardie degli esodati”. “Quanto alle interpretazioni delle leggi da parte dell’INPS che riteniamo arbitrarie – prosegue Damiano – facciamo un esempio per tutti: dopo quattro anni di proteste, anche grazie all’intervento del Governo, l’INPS corregge la sua circolare a proposito della pensione anticipata dei nati nel ‘52 (legge Fornero), concessa, sulla base della circolare dell’Istituto, soltanto a coloro che svolgevano una attività di lavoro dipendente il 28 dicembre del 2011. Se disgraziatamente il lavoratore smetteva di lavorare il giorno prima, non si aveva questo diritto”.

Conclude Cesare Damiano:”Una interpretazione assurda e arbitraria, in spregio della legge, successivamente corretta per nostra iniziativa. Corretta come? Escludendo dal computo dell’anzianità i versamenti volontari, il servizio militare, la maternità, la mobilità e il riscatto della laurea. Assurdo”. “Anziché lanciare anatemi il Presidente dell’INPS dovrebbe dare qualche spiegazione. Quanto ai comunicati stampa, anche noi abbiamo una bella raccolta di quelli di Boeri in qualità di ‘legislatore e ricercatore’. Meno di quelli di Presidente dell’INPS. Naturalmente, siamo totalmente disponibili a un rapido confronto”, conclude Damiano.

Pensioni, i commenti di Ivan Pedretti ed Anna Giacobbe dopo le dichiarazioni di Boeri.

Anche Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil, in un post pubblicato su Facebook ha commentato le ultime dichiarazioni del presidente dell’Inps Tito Boeri:”Il Presidente dell’Inps Tito Boeri continua a parlare a sproposito e a fare inutili illazioni. Se ci sono dei privilegi da scardinare, compresi quelli presunti che riguarderebbero i sindacalisti, intervenga concretamente senza continuare a gettare fango. Il suo atteggiamento dimostra uno scarso equilibrio e ciò che più mi preoccupa è che il Presidente sta giocando una partita politica personale dimenticandosi però di occuparsi del corretto funzionamento di un ente tanto importante per la vita di milioni di persone come l’Inps. Mi domando quanto possa durare ancora questa situazione. Porremo il problema oggi al tavolo di confronto con il governo”.

«Ma come stanno le cose? – si è chiesta l’onorevole Anna Giacobbe. Si tratta di alcuni abusi fondati NON su una norma che riguarda i sindacalisti – NON ESISTE la “pensione dei sindacalisti”- ma il criterio di calcolo delle pensioni dei pubblici dipendenti per i periodi prima del 1992. Ma il Presidente Boeri torna sull’argomento e oggi ci fa sapere che “si possono raccogliere tanti soldi se si interviene sulle rendite dei sindacalisti” oltre che sui vitalizi dei politici”. Secondo il presidente dell’Inps, “ci sono posizioni di rendita che i sindacalisti si sono creati per loro stessi in questi anni”. Insomma “colma la misura”.Quello che non va bene non è certo indicare storture o abusi (e correggerli per la parte che compete all’Istituto): ma additare intere categorie, in questo caso chi lavora nei sindacati, come dei privilegiati, e magari degli imbroglioni.Ci sono cose di cui il presidente dell’INPS dovrebbe occuparsi di più: l’Istituto non funziona come dovrebbe: anziché risolverli, crea molti problemi a lavoratori, pensionati e disoccupati.

Pensioni anticipate ed Opzione donna, le ultime news.

Ieri giovedì 4 maggio 2017 il Governo ha, inoltre, risposto in Commissione Lavoro al Senato ad un’interrogazione avente ad oggetto un’eventuale proroga del regime Opzione donna, che ha consentito a moltissime lavoratrici di lasciare anticipare l’attività lavorativa dopo aver raggiunto entro la data del 31 dicembre 2015 almeno 57 anni di età anagrafica accompagnati da 35 anni di contributi. In merito alle interrogazioni presso la Commissione lavoro del Senato riguardo la prosecuzione dell’opzione donna, il Governo ha messo a disposizione innanzitutto i dati forniti dall’Inps, ed alla luce di questi ha dichiarato che “una eventuale estensione del beneficio non può prescindere da un intervento normativo, per il quale è necessario reperire la relativa copertura finanziaria. Occorre inoltre tener conto che gli effetti finanziari pluriennali di opzione donna sono già scontati a legislazione vigente, pertanto un eventuale risparmio dovrebbe poter essere certificato solo quando si sarà consumato il diritto all’esercizio dell’opzione da parte di tutti i potenziali beneficiari”.

Il bilancio sugli eventi della settimana viene fatto anche da Orietta Armiliato, del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social, che nel punto della settimana fa anche un accenno alle interrogazioni parlamentari relative alla proroga del regime opzione donna:”Doveroso un cenno alla risposta giunta da parte del Ministero del Lavoro che conferma, ancora una volta, la definitiva chiusura della sperimentazione di quanto all’art. 1 coma 9 della Legge 243/2004 giunta a seguito delle quattro interrogazioni presentate al Senato da diverse compagini politiche che ne chiedevano la sorte e/o la possibile proroga. Anche in questa occasione, non sono mancate le solite considerazioni di basso profilo rivolte sia ai vari membri della Commissione Lavoro, sia ai Sindacati e sia al nostro Comitato, tutte volte a strumentalizzare in negativo ovviamente i concetti oggettivi espressi dalle parti su questo tema in varie occasioni e dunque, l’unica cosa che provocatoriamente mi verrebbe da dire é “perdonateli perché non sanno….quello che dicono!”.

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