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Riforma pensioni, le news d oggi 20 luglio 2017 su Ape, flessibilità, pensioni anticipate, garanzia giovani

Riforma pensioni, le novità ad oggi 21 luglio 2017. Il 15 luglio scorso è terminata la prima fase per la presentazione delle domande all’Inps di Ape sociale e pensionamento anticipato per lavoratori precoci. L’Istituto di previdenza ha comunicato ufficialmente che, nelle quattro settimane intercorrenti dal 17 giugno, giorno del rilascio della procedura online, al 15 luglio, termine di chiusura della prima fase, le domande complessivamente presentate risultano essere 66.409, di cui 39.777 per Ape sociale e 26.632 per la pensione anticipata dei lavoratori precoci. L’Inps ha reso noto ieri che sono state 39.777 le domande di certificazione delle condizioni di accesso al beneficio arrivate entro la scadenza del 15 luglio, che era quella prevista per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2017.

Si apre ora una fase molto delicata, che durerà fino ad ottobre, nella quale l’Inps, coordinandosi con le altre istituzioni pubbliche (Inail, Direzioni territoriali del lavoro, Centri per l’impiego ecc.), vaglierà tutte le domande per poi comunicare agli interessati se sono in possesso di tutte le condizioni previste e se rientrano nel budget di spesa previsto dalla legge di bilancio 2017. In considerazione dell’avvenuto superamento delle previsioni quantitative del governo di circa 60 mila lavoratori, una parte di coloro che hanno inoltrato la domanda potrebbe vedersi respinta la richiesta perché privo di qualche requisito oggettivo o soggettivo, oppure perché le risorse economiche risultano insufficienti per accoglierle tutte.

Riforma pensioni e Ape, le ultime news di Cesare Damiano.

Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.“La discussione sulle pensioni si sta surriscaldando: oggi sono intervenuti Renzi e Poletti per denunciare la mancanza di gradualità nel sistema pensionistico targato Monti-Fornero. Queste prese di posizione aiutano la scelta di chi, come noi, si batte da anni per passare da un sistema pensionistico rigido a uno flessibile”. Damiano prosegue: “L’APE va in questa direzione e sta avendo successo, oltre i numeri previsti: per questo andrà garantito a tutti coloro che hanno fatto domanda e hanno i giusti requisiti, con un apposito finanziamento nella legge di Bilancio, di poter accedere al pensionamento anticipato. Così come andrà affrontato il tema dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019: decisione che andrà rivista anche alla luce dell’inaspettato calo della speranza di vita, per uomini e donne, registrata dall’ISTAT nel corso del 2015”, conclude.

Riforma delle pensioni, la proposta di Stefano Patriarca: per i giovani spunta l’assegno minimo da 650 euro.

Tra le proposte emerse negli ultimi giorni sul fronte riforma delle pensioni, spicca quella avanzata da Stefano Patriarca, consigliere economico della presidenza del Consiglio, che ha illustrato l’ipotesi di una pensione contributiva minima di 650 euro mensili per chi ha 20 anni di contributi. Secondo il consigliere di Palazzo Chigi si potrebbe “introdurre anche nel sistema contributivo l’integrazione ad un minimo presidenziale come c’è attualmente nel sistema retributivo”.

Per Patriarca, la struttura “potrebbe essere pari all’attuale minimo complessivo dell’assegno sociale, pari a 650 euro mensili per 20 anni di contributi e potrebbe essere legata in modo parziale alla presenza sul mercato del lavoro. “I 650 euro mensili possono aumentare di 30 euro al mese per ogni anno di contribuzione superiore al 20esimo anno – ha rimarcato Patriarca – fino a un massimo di mille euro” e l’assegno potrebbe valere anche per gli anticipi. L’introduzione dell’integrazione a un minimo previdenziale come nel retributivo, inoltre, determinerebbe un tasso di sostituzione per una carriera piena (40 anni di contributi) pari al 65% della retribuzione media netta.

La pensione di garanzia scatterebbe per chi ha raggiunge i requisiti di età, ma si dovrebbe intervenire anche sugli anticipi, dice Patriarca, sganciando il legame con l’importo che oggi limita le uscite. E ancora, bisognerebbe immaginare “un sistema di redditi ponte” attraverso l’Ape sociale, quella volontaria e la previdenza integrativa. Sarebbe questo l’unico modo “gestire l’innalzamento dell’età”, che vista la crescita dell’aspettativa di vita sembra “ineluttabile”. Certo bisogna mettere mano al portafoglio, Patriarca pensa a “un fondo di solidarietà per il sostegno alle basse contribuzioni”.

Riforma pensioni e garanzia giovani, le ultime news di Giuliano Poletti.

Poletti si è espresso in questi giorni anche sulla situazione dei giovani con carriere discontinue: “Chi come i giovani ha una condizione di lavoro discontinua, ha un grado di penalizzazione piuttosto alto” nella definizione della propria condizione previdenziale: per questo “anche se abbiamo del tempo davanti, è un tema che non possiamo rinviare” per trovare uno strumento “che si può chiamare pensione di garanzia o come vogliamo”. Poletti ha poi evidenziato la necessità di ridurre le penalizzazioni di cui sono vittime anche le donne come mostrano le difficoltà emerse sull’Ape social a “raggiungere 30 o 36 anni di contributi”. Resta invece ancora da sciogliere il nodo sulla speranza di vita che dal 2019 porterebbe a 67 anni l’età di uscita di vecchiaia.

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