CONDIVIDI
Riforma pensioni, le novità di oggi 10 agosto 2017: pensioni anticipate, opzione donna, età pensionabile

Riforma pensioni, le novità. Le news sul fronte pensioni, vedranno, dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi dell’Ape social, l’arrivo della quattordicesima per molti pensionati. A ribadirlo anche ed in prima linea la sottosegretaria Maria Elena Boschi, in un messaggio pubblicato su Facebook:”Questa settimana abbiamo lavorato senza sosta su alcuni provvedimenti che vengono dai MilleGiorni, e che adesso il governo sta attuando. Ne elenco alcuni rapidamente: “Il provvedimento che permetterà ad alcune categorie di anticipare la pensione, superando i vincoli della Fornero, è finalmente pronto. Sia la cosiddetta Ape Social che l’Ape Precoce. La prima vera risposta ai pensionati dopo anni. E a luglio arriverà la quattordicesima, assicurata dall’ultima legge di bilancio”, commenta la Boschi.

Pensioni, precoci, quota 41: le ultime novità.

Le ultime novità sul fronte pensioni, vedono in primissimo piano le rivendicazioni dei lavoratori precoci, che nel fine settimana in alcune piazze italiane hanno raccolto le firme a sostegno della petizione per rilanciare la proposta riforma di Cesare Damiano sul pensionamento anticipato. La proposta in questione prevedeva la quota 41 per tutti e la possibilità di accedere alla pensione già a 62 anni, a fronte di una penalizzazione. L’adesione online sulla piattaforma di Change.org proseguirà fino alla fine del mese di giugno. In seguito sarà possibile aderire in forma cartacea.

Pensioni anticipate ed Ape social, le news di Franco Turri.

Grande affluenza di lavoratori dell’edilizia nelle manifestazioni interregionali che si sono svolte in occasione della mobilitazione nazionale proclamata dai sindacati delle costruzioni FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.  Al primo posto della mobilitazione è la richiesta al governo di intervenire per correggere i requisiti per l’accesso all’Ape agevolata, che per i sindacati penalizzano proprio gli edili, caratterizzati dalla discontinuità lavorativa. Una ingiustizia che genera drammi, secondo il sindacato. Come ha ricordato il segretario generale Filca-Cisl, Franco Turri, dal palco di Roma, ”Oltre una certa età non è possibile lavorare sulle impalcature, nelle cave, nelle cementerie”. Ed ha aggiunto:”Bisogna allargare i criteri dell’Ape sociale, consentendo a un numero maggiore di lavoratori edili di andare in pensione prima e senza penalizzazioni“.

Pensioni anticipate, Ape Donna, opzione donna.

L’amministratrice del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social, Orietta Armiliato, in un post di ieri, ha cercato di spiegare in cosa differisce l’Ape donna rispetto all’Opzione Donna. “Rispetto a quanto stiamo immaginando come possibile soluzione per raggiungere anticipatamente la quiescenza, è importante chiarire (visto che continuano a paragonare le due misure) che questa proposta ha davvero poco a che vedere con Opzione Donna salvo che anche questa sarebbe una scelta (Opzione) esclusivamente rivolta alla platea femminile (Donna). Infatti, mentre il calcolo pensionistico per accedere ad OD è effettuato applicato il metodo totalmente contributivo questa proposta, ricalcando la formula Ape attualmente in vigore, sarebbe basata sull’applicazione del calcolo pieno, si realizzerebbe senza la necessità di trascrivere atti notarili e/o ipoteche, non necessiterebbe di alcun impegno burocratico una volta istruita e formalizzata la pratica poiché gestirebbe il tutto INPS e dunque si percepirebbe la pensione mensilmente già al netto dell’anticipo dell’importo che si è scelto di farsi anticipare, in più tutto quanto garantito da una assicurazione (già inclusa nel pacchetto quindi non con una polizza accesa e da gestire singolarmente) che coprirebbe la premorienza del contraente manlevando e facendo salvi gli eredi”.

Pensioni, la ricongiunzione e la totalizzazione dei contributi.

Il sistema previdenziale italiano è basato su molti trattamenti pensionistici gestiti da diversi enti, casse e fondi che si rivolgono alle specifiche categorie di assicurati. Può capitare infatti di essere stati iscritti a due o più enti previdenziali e in tal caso sono due le soluzioni possibili per ricongiungere i contributi: la ricongiunzione o la totalizzazione.

La prima soluzione può essere onerosa, se gli anni in cui si è versato solo il 20% si ricongiungono a una gestione che prevede una contribuzione pari al 33% del reddito, come ad esempio nel caso dei lavoratori autonomi a dipendenti. In tal caso il lavoratore potrà versare la differenza. Ma la ricongiunzione può essere anche gratuita, se si ricongiungono periodi con le stesse percentuali di contribuzione. Possono usufruire di questa modalità tutti i dipendenti pubblici e gli iscritti ai fondi speciali Inps. Non possono invece effettuare la ricongiunzione sotto il regime generale Inps gli artigiani, i commercianti e i coltivatori diretti.

La seconda opzione è la totalizzazione, che consiste nel sommare i periodi di contribuzione per raggiungere i 40 anni di contribuzione. Possono bastare anche 20 anni se la pensione matura dopo i 65 anni. Se ad esempio si è stati iscritti a tre enti diversi, i due enti verseranno al terzo e ultimo ente a cui è iscritto il lavoratore la loro quota di pensione. La somma totale costituirà la pensione finale totalizzata. La totalizzazione è sempre gratuita e si può ottenere presentando l’apposita domanda all’ente presso cui il lavoratore interessato è stato iscritto. Il calcolo del trattamento pensionistico viene effettuato applicando esclusivamente il criterio contributivo. Il versamento della pensione ‘totalizzata’ è effettuato dall’Inps in tutti i casi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONDIVIDI