CONDIVIDI
Riforma pensioni, le novità ad oggi su flessibilità, requisiti pensionistici, rivalutazione e potere di acquisto delle pensioni

Riforma pensioni, le ultime novità. Le ultime news sul fronte pensioni ed interventi previdenziali, vengono fornite da Annamaria Furlan, che pochi giorni fa ha rimarcato la necessità di modificare il sistema previdenziale italiano:”Cambiare radicalmente il sistema previdenziale nel segno della equità, della sostenibilità finanziaria e della giustizia sociale, pensare ad una diversa politica fiscale che sostenga i redditi dei pensionati, realizzando la completa equiparazione della no- tax area con i lavoratori dipendenti, far sentire la voce di tanti lavoratori, pensionati, donne e giovani che chiedono maggiore rispetto ed un futuro più dignitoso: sono queste le ragioni della nostra mobilitazione sindacale di domani”.

Pensioni e riforma legge Fornero, le ultime dichiarazioni di Annamaria Furlan.

La Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un editoriale su ‘Conquiste del Lavoro‘, il quotidiano della Cisl riafferma l’esigenza, avvertita da migliaia di lavoratori e pensionati, di procedere alla modifica delle regole pensionistiche e ad un ricambio generazionale:”Cambiare la legge Fornero sulle pensioni è oggi una priorità se vogliamo davvero dare lavoro ai giovani ed aprire una prospettiva nuova nel paese. Per questo occorre uscire da un dibattito astratto, fatto di annunci e promesse di intervento, aprendo un tavolo serio di confronto tra il Governo e le parti sociali, proprio per evitare che questo tema così delicato diventi terreno di populismi e strumentalizzazioni politiche”.

Pensioni anticipate e flessibilità, esigenza importante in particolare per le donne.

“E’ indispensabile ripristinare – riafferma la Furlan – una flessibilità nell’accesso alla pensione, a partire dall’età minima di 62 anni, oppure attraverso la possibilità di combinare età e contributi. Si tratta di una esigenza urgente che riguarda soprattutto chi fa un lavoro usurante e faticoso, con una aspettativa di vita purtroppo differente rispetto ad altre professioni. Se pensiamo poi alle donne, sono state profondamente penalizzate dalla riforma, sia nel settore pubblico che in quello privato, visto che non si è tenuto in minimo conto il lavoro di cura e di assistenza anche ai familiari disabili che tante donne nel nostro paese svolgono nell’arco della loro vita. I lavori non sono tutti uguali. Questo è stato l’errore grave della riforma Monti-Fornero che con un colpo di accetta ha azzerato il futuro di tanti lavoratori e pensionati. Noi conosciamo la situazione difficile dei conti pubblici. Tuttavia non è vero che non ci sono le risorse per ristabilire i criteri di equità, solidarietà e flessibilità. Nel periodo che va dal 2013 al 2020 circa 80 miliardi di euro entreranno nelle casse dello Stato. Una cifra enorme che è stata, di fatto, prelevata dalle tasche dei contribuenti senza alcuna giustificazione visto che il sistema previdenziale italiano era stato giudicato sostenibile da tutte le istituzioni nazionali ed internazionali.

Perché allora mantenere tutta questa rigidità? Perché questo accanimento contro i lavoratori? Si potrebbe utilizzare una parte di queste risorse per consentire il pensionamento anticipato a chi ha tanti contributi, senza penalizzazioni o collegamenti con l’attesa di vita. Ma dobbiamo anche chiudere le salvaguardie per i lavoratori “esodati” con una soluzione strutturale che garantisca a quei lavoratori il diritto pensione. Così come bisogna assicurare un trattamento pensionistico adeguato e dignitoso ai giovani, a chi svolge lavori saltuari, precari o discontinui, con retribuzioni, tra l’altro, basse. Anche la gestione separata Inps va ripensata perché accorda tutele diverse e minori agli iscritti, rispetto alla generalità dei lavoratori. L’Italia è il paese con il più alto tasso di disoccupazione giovanile ed al contempo quello con il sistema pensionistico più rigido. E’ un cane che si morde la coda”.

Rivalutazione e potere di acquisto delle pensioni, le ultime dichiarazioni di Annamaria Furlan.

Importante sul fronte delle pensioni per la Furlan ripristinare il potere di acquisto delle pensioni, attraverso una rivalutazione almeno annuale:”Per questo noi proponiamo che sia incentivato anche il part- time fra i lavoratori anziani negli ultimi anni della carriera lavorativa, collegandolo all’assunzione dei giovani preparati all’uso delle nuove tecnologie, per un necessario turn -over nelle aziende e nella Pubblica Amministrazione. E’ inaccettabile anche la penalizzazione che si è fatta della previdenza integrativa e dei fondi pensione che invece andrebbero sostenuti ed estesi anche nel settore pubblico. Per questo bisognerebbe riportare ‪all’11‬ per cento l’imposta sostitutiva che oggi è al 20 per cento per una malintesa idea di equiparazione con le rendite finanziarie. Il nostro paese è di fronte ad un bivio: come difendere il potere d’acquisto delle pensioni visto che su esse grava una tassazione doppia rispetto alla media europea. Come si può salvaguardare il valore degli assegni pensionistici, senza una rivalutazione annuale? Questi sono i nodi da affrontare, trovando le soluzioni giuste, perchè è in gioco il destino di tante famiglie italiane”.

Lavoro, ammortizzatori sociali, pensioni, le ultime dichiarazioni di Cesare Damiano.

Le ultime dichiarazioni sul fronte pensioni, lavoro ed ammortizzatori sociali vengono rilasciate da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, che dihiara: “Fa bene Poletti a dire che il Governo intende sostituire le politiche passive (cioè gli ammortizzatori sociali) con quelle attive (cioè il riaccompagnamento al lavoro): ma, nell’immediato, la crisi perdura e incide negativamente sull’occupazione e occorrono interventi mirati e urgenti”. “Come ignorare il fatto – prosegue Damiano – che ci sono quasi 200.000 lavoratori nelle liste di mobilità, la gran parte dei quali lontani dalla pensione e vicini al licenziamento? Sugli ammortizzatori sociali è stato sbagliato aver mantenuto la cancellazione, dal primo gennaio di quest’anno, della indennità di mobilità e della cassa integrazione in deroga voluta dal Governo Monti, che riduce notevolmente il periodo di tutela dalla disoccupazione e aumenta il rischio di povertà”. “La durata della NASpI è troppo breve – spiega Damiano – proponiamo di reintrodurre, almeno fino al 2018, l’indennità di mobilità triennale per far fronte alle tante emergenze esistenti e per favorire la ricollocazione dei lavoratori”. “Stanziare risorse per la lotta alla povertà, come è stato fatto, va bene se si aumentano, contemporaneamente, le tutele sociali di chi da lavoratore diventa disoccupato e, successivamente, un nuovo e potenziale povero”. Inoltre, dopo la firma da parte di Gentiloni del Decreto attuativo dell’APE sociale, Damiano si augura che tutto il pacchetto pensionistico, compreso il cumulo gratuito dei contributi e la pensione a 41 anni per i lavoratori ‘precoci’ che svolgono lavori gravosi, trovi una piena e rapida attuazione.

Lavoro, politiche sociali, le ultime news dell’onorevole Anna Giacobbe.

Le ultime news sul fronte lavoro, politiche sociali, pensioni e previdenza vengono fornite dell’onorevole Anna Giacobbe, che sul suo blog ha dichiarato pochi giorni fa: “Con Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, abbiamo incontrato  lavoratori delle aziende dell’area di crisi industriale e rappresentanti delle organizzazioni sindacali, nell’ambito delle iniziative in Liguria per la campagna a sostegno di Andrea Orlando segretario del Pd, in vista delle primarie del 30 aprile.

Costruire un Pd più adeguato alle esigenze della società italiana, ricucire gli strappi e le fratture che si sono prodotte tra le istituzioni, i partiti, e i cittadini, ridare speranza in un cambiamento positivo delle condizioni delle persone e delle comunità: sono obiettivi che si perseguono incontrando e ascoltando direttamente chi vive insinuazioni di difficoltà. E che si batte per superarle: è ciò che stanno facendo i lavoratori e le oro organizzazioni nella provincia di Savona, colpita in questi anni da una crisi più acuta che in altre zone della Liguria e del Paese.. Gli effetti di quella crisi durano ancora: agli strumenti per incentivare l’insediamento e la crescita di aziende, previsti per l’Area di Crisi Industriale Complessa, vanno associati interventi più decisi di politica attiva del lavoro, di sostegno al reddito per coloro che esauriscono gli ammortizzatori sociali e spesso non hanno più una azienda che possa chiedere una proroga”.

E ha aggiunto: “Per i lavoratori e le lavoratrici è necessario pensare ancora anche a sostegno al reddito e vie d’uscita verso la pensione per chi ci è arrivato vicino, ma ora deve aspettare un tempo troppo lungo, senza lavoro e senza ammortizzatori. E vanno definiti strumenti per i più giovani (reali opportunità di alternanza scuola lavoro, adeguata formazione professionale, ecc.) perché possano avvicinarsi alle occasioni di lavoro che si creeranno. Il Governo nazionale, anche su spinta del Parlamento, ha seguito con attenzione le vicende savonesi: pesano  la distrazione e il poco impegno della Regione Liguria nel gestire questa fase della procedura di Area di Crisi Complessa, e nel seguire la materia che le compete per ruolo, quella delle politiche del lavoro. Lavoro, uguaglianza, redistribuzione della ricchezza, sono parole che Andrea Orlando ha declinato con molta forza nel suo programma per le primarie del Pd del 30 aprile, come elementi fondanti del progetto politico del Pd”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONDIVIDI