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Riforma pensioni, le novità di oggi 10 agosto 2017: pensioni anticipate, opzione donna, età pensionabile

Riforma pensioni, le novità di oggi 10 agosto 2017: pensioni anticipate, opzione donna, età pensionabile. Novità in arrivo per i fondi pensione con le misure introdotte dalla legge sulla concorrenza, che mercoledì, dopo un travagliato iter parlamentare, ha ottenuto il via libera definitivo. Viene modificata la disciplina delle forme pensionistiche complementari, in particolare viene sancito il diritto all’anticipo della prestazione nel caso di cessazione dell’attività lavorativa (anche per l’inoccupazione per 24 mesi), dei riscatti della posizione individuale maturata e del relativo regime tributario.

Le forme pensionistiche complementari prevedono che “in caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a ventiquattro mesi, le prestazioni pensionistiche o parti di esse siano, su richiesta dell’aderente, consentite con un anticipo di cinque anni rispetto ai requisiti per l’accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza e che in tal caso possano essere erogate, su richiesta dell’aderente, in forma di rendita temporanea, fino al conseguimento dei requisiti di accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio”. C’è però un’opportunità in più dal momento che “gli statuti e i regolamenti delle forme pensionistiche complementari possono innalzare l’anticipo di cui al periodo precedente fino a un massimo di dieci anni”. In precedenza invece l’anticipo veniva concesso fino a un massimo di cinque anni e solo dopo un periodo di inoccupazione superiore a quarantotto mesi.

Dopo l’entrata in vigore della legge, sarà convocato un tavolo al fine di avviare un processo di riforma delle forme pensionistiche complementari collettive per aumentarne l’efficienza e per favorire l’educazione finanziaria e previdenziale. Ecco le linee guida per il riordino del settore: 1) “revisione dei requisiti per l’esercizio dell’attività dei fondi pensione, fondata su criteri ispirati alle migliori pratiche nazionali e internazionali”; 2) “fissazione di soglie patrimoniali di rilevanza minima”; 3) “Individuazione di procedure di aggregazione finalizzate ad aumentare il livello medio delle consistenze e ridurre i costi di gestione e i rischi”; 4) “individuazione di forme di informazione mirata all’accrescimento dell’educazione finanziaria e previdenziale dei cittadini”.

Riforma pensioni, oggi 10 agosto 2017: le news di Orietta Armiliato.

Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite da Orietta Armiliato, del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social, che in un post ha fatto il punto sulle ultime novità in fatto di pensioni e previdenza. Ha così esordito la Armiliato:«Vi giro queste importanti informazioni che, se le dovessi titolarle, non avrei dubbi nel dire “tutto aperto per ferie”, infatti continuiamo a ricevere news, aggiornamenti e dichiarazioni da parte della politica e dei vari addetti ai lavori che, a conferma di quanto dicevamo qualche giorno fa, ha un suo moto perpetuo. Dunque: dopo aver letto attentamente l’interrogazione n.5-11535 a prima firma dell’on. Maria Luisa Gnecchi – Capogruppo PD Commissione Lavoro alla Camera, (trovate il testo integrale pubblicato sulla pagina) ho avuto molti dubbi circa l’interpretazione che i media ci hanno riportato.

Mi sono quindi immediatamente attivata per fugarli e, come sempre, ho trovato nella disponibilità dell’On. Davide Baruffi (PD-Comm.Lavoro) la spiegazione che cercavo ovvero, ha chiarito la questione dicendomi testualmente: “Si é chiesto in sostanza perché siano esclusi dal meccanismo dell’isopensione istituti quali cumulo e OD”. Quindi, come avevo inteso leggendo il testo ufficiale, l’interrogazione era mirata a quella fattispecie e NON già generalizzata al CUMULO CONTRIBUTIVO per poter accedere ad Opzione Donna piuttosto che per chi esodato abbia necessita di veder cumulati i contributi residenti nelle diverse casse.
Il capitolo dunque é ancora apertissimo ed auspichiamo ad una sua risoluzione che ponga fine a questa ingiustizia legislativa continuando a sostenere chi sta operando in questo senso.

Riforma pensioni, oggi 10 agosto 2017: Ape, pensioni anticipate, Opzione donna, Ape donna.

«Stamani, inoltre, mi giunge la segnalazione di un’amica che é iscritta anche ad altri gruppi pubblici che trattano la questione della Proroga dell’Opzione Donna che, contattato da parte di un membro del gruppo cui anche lei appartiene, il Prof. Tommaso Nannicini che dallo scorso maggio ricopre il ruolo di consigliere economico e membro della Segreteria nazionale del Partito democratico, così ha risposto alla domanda posta circa le sorti di Opzione Donna: “Io mi batto da tempo per un’opzione donna social che la estenda strutturalmente a chi è in difficoltà perché ha perso il lavoro. Detto questo, contraddicendo qualsiasi precetto evangelico, chi le fa credere che ci siano già le risorse per rendere strutturale opzione donna per tutte, mente sapendo di mentire. Purtroppo, a legislazione vigente (internazionale) sulle regole di bilancio, è una misura che impegna molte risorse pubbliche.”
In sintesi ma, in maniera esplicita, Nannicini ha ribadito quanto (purtroppo…) da tempo abbiamo capito e che, nonostante tutte le contestazioni ed opposizioni a questo consolidato concetto, sia per onestà intellettuale sia per oggettiva constatazione, corre l’obbligo di continuare a sottolineare affinché NON siano reiteratamente alimentate false aspettative su un possibile futuro della misura. Rimane il fatto che ognuna ha la sua convinzione ed il conseguente sacrosanto diritto di continuare a sostenerla come meglio ritiene anche illudendosi ma, personalmente, ribadirò ogni volta che sarà necessario che non si può e non si deve ingannare nessuno vendendo vane speranze, nessuno, specialmente le donne!»

Pensioni, riscatto del servizio civile: le news ad oggi 10 agosto 2017.

A fini pensionistici si può riscattare il periodo di servizio civile universale. A chiarirlo è una circolare dell’Inps “Istituzione e disciplina del servizio civile universale, a norma dell’articolo 8 della legge 6 giugno 2016, n. 106”. Possono richiedere il riscatto a fini pensionistici i volontari iscritti al fondo pensioni lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria e alla gestione separata. E ancora, il periodo di servizio civile non deve essere già coperto da contribuzione. La presentazione della domanda per il riscatto non è soggetta a scadenza ed è facoltativa e potrà essere limitata anche ad un solo periodo del servizio civile. Infine, la domanda può essere presentata solo in via telematica e ad essa è necessario allegare la documentazione che attesti il periodo di servizio effettuato, il possesso dei requisiti richiesti, il progetto di servizio civile approvato, l’ente presso cui è stata svolta l’attività di servizio civile.

Riforma pensioni, le news della Ragioneria dello Stato.

Sul fronte pensioni ed aspettativa di vita le ultime news vengono fornite dalla Ragioneria Generale dello Stato. “Interventi legislativi diretti non tanto a sopprimere esplicitamente gli adeguamenti automatici previsti dalla normativa vigente, ma a limitarli, differirli o dilazionarli, determinerebbero comunque un sostanziale indebolimento della complessiva strumentazione del sistema pensionistico italiano volta a contrastare gli effetti dell’invecchiamento della popolazione, in quanto verrebbe messa in discussione l’automaticità e l’endogeneità degli adeguamenti stessi, per ritornare nella sfera della discrezionalità politica con conseguente peggioramento della valutazione del rischio Paese”. E’ quanto rileva la Ragioneria generale dello Stato nel rapporto 2017 sulle “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario”.

La presenza di questi automatismi costituisce uno dei “fondamentali parametri” di valutazione dei sistemi pensionistici, “specie per i Paesi con alto debito pubblico come l’Italia”. E’ quanto sottolinea la Ragioneria generale dello Stato nel rapporto 2017 sulle “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario”. “Ciò – aggiunge – non solo perché la previsione di requisiti minimi, coerenti con le esigenze di equilibrio finanziario del sistema pensionistico, costituisce una condizione irrinunciabile ai fini del perseguimento della sostenibilità, ma anche perché costituisce la misura più efficace per sostenere il livello delle prestazioni, in un contesto di invecchiamento della popolazione”.

Pensioni, Età pensionabile, aspettativa di vita, le news della Ragioneria Generale dello Stato.

Anche in presenza del blocco del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita, il requisito per le pensioni di vecchiaia “verrebbe comunque adeguato a 67 anni nel 2021, in applicazione della specifica clausola di salvaguardia, introdotta nell’ordinamento su specifica richiesta della commissione e della Bce e successivamente mantenuto costante a tale livello”. E’ quanto sottolinea la Ragioneria generale dello Stato nel rapporto 2017 sulle “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario”.

La ragioneria spiega che l’Italia è interessata da “un processo di invecchiamento della popolazione tra i più accentuati in Europa e nei Paesi sviluppati. Al fine di contenere l’impatto dell’allungamento della vita media sulla sostenibilità del sistema pensionistico e, conseguentemente, delle finanze pubbliche”, l’Italia “ha perseguito una doppia linea di interventi riformatori, in coerenza con le indicazioni e le raccomandazioni definite a livello europeo. La prima ha riguardato l’introduzione del sistema di calcolo contributivo, basato sull’equivalenza attuariale fra prestazioni e contributi. La seconda, articolata su una pluralità di interventi successivi, ha provveduto a innalzare i requisiti minimi di età (e/o contribuzione) per il pensionamento di vecchiaia ordinario e anticipato, in tutti i regimi pensionistici (sistema retributivo, contributivo e misto), portandoli a livelli compatibili con le condizioni di sostenibilità strutturale del sistema”. In questo ambito, la revisione triennale (biennale a partire dal 2021) dei coefficienti di trasformazione, in funzione delle aspettative di vita costituisce un “importante automatismo volto a preservare le condizioni di equilibrio finanziario del sistema pensionistico”. Accanto a questo automatismo, l’adeguamento automatico dei requisiti minimi per l’accesso al pensionamento, rispetto alle variazioni della speranza di vita costituisce un “ulteriore importante miglioramento” sotto il profilo finanziario e dell’adeguatezza delle prestazioni.

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