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Riforma pensioni, novità ad oggi 22 giugno 2017 su pensioni anticipate, Ape, opzione donna, età pensionabile

Pensioni, diritti e previdenza donne: le ultime news. L’onorevole Anna Giacobbe, in un’interessante disamina sul suo blog, ha parlato dei diritti e del rafforzamento delle politiche di tutela delle lavoratrici, e del riconoscimento e valorizzazione dei lavori di cura. «Certo è importante – sottolinea la Giacobbe – la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura. Da un lato c’è il sostegno a maternità e paternità, con qualche risultato raggiunto: da valorizzare e rafforzare. Dall’altra il ritorno del carico di lavoro di cura, soprattutto sulle donne, per carenze di supporto alla non autosufficienza: il tema non è tanto e solo la “conciliazione”, ma una politica per il sostegno alle condizioni di non autosufficienza e il riconoscimento del lavoro di cura a fini previdenziali.

Nella relazione della Commissione Europea sulla condizione dei singoli paesi, si mette in evidenza come la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia strettamente dipendente dai costi dei servizi per l’infanzia e si dice chiaramente che la disponibilità di servizi di assistenza abbordabili per i bambini e per gli anziani contribuisce ad accrescere l’occupazione femminile in misura maggiore rispetto all’erogazione di prestazioni in denaro. Inoltre, nei servizi di assistenza per bambini e anziani, nelle scuole per l’infanzia e nelle scuole elementari sono normalmente occupate più donne che uomini e il potenziamento degli orari del tempo pieno e tempo prolungato nelle scuole comporterebbe maggiore occupazione femminile e, pertanto, l’investimento in tali settori implicherebbe naturalmente anche un aumento dell’occupazione femminile, con benefici effetti sulla dinamica economica e sui livelli di contribuzione. Pure in questo caso, possiamo superare la logica dei bonus e tornare ad investire sui servizi non solo a gestione pubblica? Anche, ma mettendosi in condizione di verificare qualità ed efficacia. Molto ci sarebbe da dire su questo punto», ha concluso l’onorevole Anna Giacobbe.

Riforma pensioni, le ultime dichiarazioni di Cesare Damiano.

Le ultime news sul fronte riforma pensioni ed età pensionabile vengono fornite da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, che dichiara: “Fonti (governative?) non meglio precisate ‘vicine al dossier’, avrebbero stimato in 1,2 miliardi di euro il costo di una normativa di legge che eviti di far salire l’età pensionabile di pari passo con l’innalzamento dell’aspettativa di vita, come proposto dal sottoscritto insieme a Sacconi. Quando si parla di previdenza siamo abituati a sentire stime di ogni genere, il più delle volte infondate”. “Per valutare un costo – ha continuato Damiano – bisogna, in primo luogo, conoscere una proposta. Quello che abbiamo suggerito con il collega Sacconi, non è la cancellazione della norma, ma un suo robusto rallentamento.

In ogni caso, se anche si trattasse di 1,2 miliardi di euro, sarebbero risorse ben spese, soprattutto a vantaggio dei giovani e delle donne”. “Quello che non bisogna dimenticare – continua Damiano – è il Documento di Economia e Finanza del 2017, che indica con chiarezza i risparmi cumulativi che si produrranno con le varie riforme pensionistiche dal 2004 al 2050: si tratta di 60 punti di PIL, per un valore di circa 900 miliardi di euro”. “Basta fare un calcolo: 1,2 miliardi, che pure costituiscono una valutazione del tutto arbitraria, rappresentano lo 0,13% di 900 miliardi. Si può fare, perché è giunto il momento di restituire qualcosa alle pensioni”, ha concluso il presidente della commissione Lavoro alla Camera.

Pensioni, Opzione donna, Ape, età pensionabile, le ultime news di Patrizia Maestri.

Anche la deputata Pd Patrizia Maestri, componente della Commissione Lavoro della Camera ha manifestato la sua Adesione alla proposta dei Presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato sul blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile. “L’iniziativa dei Presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano (PD) e Maurizio Sacconi (Epi), per il “rinvio strutturale” dell’adeguamento dell’età della pensione all’aspettativa di vita è più che opportuna e trova il mio convinto sostegno perché si inserisce nel percorso di revisione complessiva della legge Fornero che abbiamo portato avanti in questi anni risolvendo la questione esodati ed introducendo importanti elementi di flessibilità per l’uscita dal lavoro”, ha sottolineato la deputata Pd Patrizia Maestri.

“Sulla base del sistema di adeguamento automatico all’aspettativa di vita, introdotto nel 2010 da Berlusconi e Tremonti al governo insieme alla Lega Nord, a gennaio 2019 l’età per la pensione di vecchiaia salirebbe da 66 anni e 7 mesi a 67 anni, per poi passare a 67 anni e 3 mesi nel 2021, a 68 anni e 1 mese nel 2031, 68 anni e 11 mesi nel 2041, 69 anni e 9 mesi nel 2051” – ha ricordato Patrizia Maestri – “Così facendo il nostro Paese, in Europa, risulterebbe quello che avrebbe nello stesso momento la più alta età di pensionamento e il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Una contraddizione in termini che dobbiamo affrontare e risolvere”.

“L’impegno per la flessibilità in uscita, ottenuta in questi anni con l’APE, Opzione Donna e i benefici per i lavoratori precoci e gli addetti ai lavori usuranti e gravosi, rischia veramente di essere vanificata da un innalzamento indiscriminato dell’età pensionabile di cui, principalmente, subirebbero gli effetti le donne e i giovani che a causa delle carriere spesso discontinue si vedrebbero condannati ad una pensione di vecchiaia irraggiungibile. Quella di rinviare in modo definitivo questo incremento anagrafico è una battaglia bipartisan e di buon senso che Governo e Parlamento non potranno ignorare”.

Riforma pensioni, le novità ad oggi.

Sul fronte pensioni e previdenza, il consueto punto del venerdí viene fatto con puntualità e precisione da Orietta Armiliato, del Comitato Opzione Donna Social, che riepiloga i fatti essenziali della settimana appena trascorsa. «Carissime – esordisce la Armiliato – settimana densa di appuntamenti importanti …siamo dunque in fase di avvio di quella che é l’attività contemplata dalla FASE2 che, senza dubbio, é uno dei passaggi cruciali dell’esercizio negoziale, essendo questo il momento dove si formalizzano le diverse richieste che saranno poi oggetto di discussione ai tavoli siano essi tecnici o politici. In questi giorni dunque, abbiamo appreso la volontà da parte del Governo di proporre un’ipotesi che permetterebbe di inserire sconti contributivi riservati alle donne nell’ambito della valorizzazione dei lavori di cura e, altro argomento che oramai da tempo il nostro Comitato sta caldeggiando, utilizzando l’innovativo veicolo dell’ APE, mezzo enunciato anche nella nostra lettera aperta inviata agli organismi competenti, un paio di mesi or sono».

Riforma pensioni, Ape donna, fase due, le ultime news ad oggi.

«Nonostante i “mille mal di testa” che molte di voi si sono già fatte venire, attualmente non abbiamo regole concrete e note sulle quali discutere o riflettere, ancora non sono stati enunciati parametri e requisiti necessari mentre abbiamo preso atto di alcune idee ed abbiamo ascoltato e letto indiscrezioni ed ipotesi ma, nulla più. Per quanto alle nostre attività, continuiamo a tessere e a mantenere relazioni con i diversi soggetti coinvolti e, a tal proposito, vi riporto il commento del prof. Tommaso Nannicini di qualche giorno fa nell’ambito di uno scambio che abbiamo avuto circa la possibilità di veder concretizzata l’idea da noi battezzata #opzioneAPEdonna e che copio testualmente ” Sì, è senz’altro un tema da riprendere in vista della “fase due”. Andiamo avanti dunque sostenendo questo importante tema anche se abbiamo incredibilmente e sorprendentemente scoperto che per un certo numero di donne il riconoscimento dei lavori di cura é argomento che ha una percentuale di interesse pari allo zero.

Voglio credere che sia solo la presa di posizione di una micro-massa di donne che purtroppo fa tendenza polemizzando su qualsiasi proposta tanto per “andare contro” sempre e comunque, calpestando il concetto del #lavorarePerlavorareCon, che a noi invece è molto caro e che è una delle nostre linee guida.
Concludo ricordando le parole dell’On. MariaLuisa Gnecchi – Capogruppo PD in Commissione Lavoro alla Camera, pronunciate nell’occasione della festa della mamma:”Finché non ci sarà una eguaglianza sostanziale nei carichi di lavoro, non è tollerabile che il doppio, triplo, quadruplo lavoro sia svolto gratis dalle donne!” e ancora “le riforme previdenziali ed in particolare la manovra Fornero sono state fatte sulle loro spalle”, conclude la Armiliato.

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