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Riforma pensioni, novità ad oggi 14 agosto 2017 su pensioni anticipate, Ape, età pensionabile, pensioni donne

Pensioni e classi sociali, i nuovi dati Istat. La nuova classificazione fatta dall’Istat nel Rapporto Annuale 2017 racconta in modo nuovo la società italiana. Secondo l’Istat, le famiglie italiane sono da oggi suddivise in 9 gruppi sociali. I più corposi sono quelli delle famiglie di impiegati e di operai in pensione. Le persone a rischio di povertà o esclusione sociale sono il 28,7% nel 2015. Tra coloro che vivono in famiglie con almeno un cittadino straniero la quota e’ quasi doppia (49,5%) rispetto a chi vive in famiglie di soli italiani (26,3%). La crisi – si legge ancora – ha aumentato la diseguaglianza nella maggior parte dei paesi europei ma se altrove “l’intensificarsi dell’azione redistributiva pubblica ha mitigato l’incremento della diseguaglianza dei redditi disponibili” in Italia questa azione “è tra le più basse in Europa e nel corso della recessione è aumentata meno che altrove mostrando la difficoltà del sistema welfare nel contrapporsi alle forze di mercato”.

L’Istat evidenzia il ruolo cruciale in questa redistribuzione alle pensioni, che “nel caso di pensionati senza altra fonte di reddito, assicurano un reddito disponibile a persone con un reddito di mercato nullo, mentre un ruolo modesto è ricoperto” da interventi come “assegni al nucleo familiare o sussidi di disoccupazione”. L’Italia è prima in Europa per invecchiamento della popolazione: al primo gennaio 2017 le persone over 65 erano il 22% del totale, cioè 13,5 milioni, il valore più alto dell’Ue. Il dato emerge dal Rapporto Istat 2017. A fronte di questo, il fenomeno dell’immigrazione, che aveva finora compensato l’invecchiamento degli italiani, da una parte rallenta a causa della crisi e delle minori prospettive occupazionali del nostro Paese rispetto ad altri, dall’altra mostra a sua volta un aumento dell’eta’ media che passa da 31,1 a 34,2 anni tra 2008 e 2017. La categoria degli over 65, in particolare i pensionati, è quella ad aver subito meno di tutte i contraccolpi della crisi.

Riforma pensioni, le novità di oggi 22 maggio 2017, le ultime dichiarazioni di Domenico Proietti.

“Il Rapporto Istat fotografa un Paese duramente provato da 10 anni di crisi, durante i quali si sono diffuse le povertà e le disuguaglianze. Anni nei quali è cambiata anche la struttura sociale del paese. Il Rapporto individua anche le ragioni della ripresa iniziata nel 2016. Ripresa dovuta prevalentemente al rilancio della domanda interna grazie a provvedimenti che hanno dato più reddito a milioni di persone”. Ad affermarlo in una nota è il segretario confederale della UIL, Domenico Proietti commentando il rapporto Istat .Per la UIL, sostiene il sindacalista, “occorre percorrere con forza e determinazione questa strada attraverso un robusto taglio di tasse a lavoratori dipendenti e pensionati. Questo è il modo più efficace per dare una spinta più significativa alla crescita dei consumi”. Contemporaneamente, conclude, “occorre dispiegare un piano di investimenti pubblici in grado di sostenere la ripresa produttiva nelle aree più svantaggiate del Paese”.

Riforma pensioni, oggi 22 maggio 2017: tutte le ultime novità e le news di Cesare Damiano.

Le ultime news sul fronte pensioni, vengono fornite da Cesare Damiano, che commenta gli ultimi provvedimenti dell’esecutivo, in merito all’anticipo pensionistico, in particolare l’Ape social, che presidente della Commissione Lavoro alla Camera, si augura possa diventare strutturale. Dichiara Damiano:”In questi giorni lavoro e Stato sociale tornano sulla scena: è di oggi l’annuncio che il governo ha finalmente varato il provvedimento relativo all’Ape sociale e ai lavoratori precoci, per il quale ci siamo battuti per anni in Parlamento. Dopo le 8 salvaguardie e Opzione Donna, si tratta di un primo provvedimento di modifica di ‘impianto’ del sistema pensionistico che dovrà, a mio avviso, essere reso strutturale”.

Le principali proposte di modifica all’articolo 53 della manovra bis vengono segnalate dai gruppi parlamentari in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, e nei prossimi giorni saranno poste in votazione. Le proposte emendative sono targate PD con alcuni emendamenti a prima firma proprio di Cesare Damiano. Tra le modifiche proposte quelle di ridurre il requisito contributivo da 36 a 30 anni per l’accesso all’ape sociale, l’indennità di accompagnamento alla pensione per coloro che abbiano più di 63 anni, ad alcuni delle undici categorie di lavoratori addetti a mansioni gravose ed estendere l’ape sociale ed il pensionamento con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci anche a coloro che, in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento, non hanno potuto accedere agli ammortizzatori sociali per mancanza dei requisiti e per i lavoratori agricoli in condizione di non occupazione da almeno tre mesi.

Pensioni anticipate ed Ape social, le news di Gabriella Di Michele.

Sul fronte pensioni anticipate, in particolare sull’Ape social e l’ape volontaria è intervenuta il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, nell’ambito delForum lavoro 2017, la quindicesima edizione dell’appuntamento promosso dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e dalla Fondazione studi dei professionisti. “Stiamo collaborando -ha spiegato- con la presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministero del Lavoro in attesa di questo emanando di dpcm sull’Ape. Noi stiamo costruendo in parallelo procedure informatiche e istruzioni operative che potranno avere una struttura definitiva solo quando definitivamente si conoscerà la norma applicativa della legge”.

Sui numeri la Di Michele spiega che “si parla 60-70mila per l’Ape social, mentre per quanto riguarda l’Ape volontaria c’è una previsione più aleatoria che dipende dalla risposta delle aziende, che usufruiranno di questo strumento di ‘flessibilizzazione’ in uscita per rinnovare il mondo del lavoro, sostituendo quindi persone che andranno in pensione anticipatamente con dei giovani. Si parla di 300mila persone per il 2017, ma credo personalmente che siano numeri un po’ alti. Ma dipenderà dalla necessità che il mondo economico avrà di rinnovare il proprio comparto occupazionale”.

Riforma pensioni, pensioni anticipate e lavori di cura: le novità in discussione.

Sul fronte pensioni anticipate e riconoscimento a fini previdenziali dei lavori di cura, Orietta Armiliato, del Comitato Opzione Donna Social, nel suo punto settimanale, ci aggiorna sulle dichiarazioni di rilievo degli esponenti della Commissione Lavoro alla Camera, che si sta occupando di tali materie: «Per quanto attiene invece l’operatività la settimana appena trascorsa, ha visto in primo piano le dichiarazioni di alcuni autorevoli esponenti della politica sul tema dei lavori di cura e mi piace ricordare le parole dell’On. MariaLuisa Gnecchi – Capogruppo PD in Commissione Lavoro alla Camera che nell’occasione della festa della mamma ha detto “Finché non ci sarà una eguaglianza sostanziale nei carichi di lavoro, non è tollerabile che il doppio, triplo, quadruplo lavoro sia svolto gratis dalle donne!” e ancora “le riforme previdenziali ed in particolare la manovra Fornero sono state fatte sulle loro spalle.”

Ed è per questo importante che l’intento sottoscritto nel verbale tra le organizzazioni sindacali e il governo sulla previdenza, sia presto formalizzato con una proposta che possa almeno in parte redimere il danno che le donne hanno subito. Noi continuiamo a promuovere e a sostenere questo importante tema, con la certezza che i contorni che si sono tracciati anche grazie alla nostra sensibilizzazione, si potranno riempire presto di contenuti, contenuti che si debbono necessariamente concretizzare in un sistema che possa aiutare le donne a raggiungere la quiescenza anticipatamente rispetto alle regole vigenti».

Riforma pensioni, cumulo gratuito, opzione donna, le news della settimana.

La Armiliato tratta anche il tema del cumulo gratuito, in particolare della sua estensione a coloro che vogliano accedere al regime Opzione Donna:”Abbiamo anche chiesto ad alcuni parlamentari ed avuto positiva conferma che la questione del cumulo in regime di gratuità dei contributi anche per le donne che desiderano scegliere l’istituto dell’opzione donna, ovviamente con i requisiti richiesti dalla legge 243/2004, non è “scivolato” in nessun cassetto ne é stato archiviato: anzi, ci aspettiamo dunque che anche questo importante argomento previdenziale che potrà portare il vantaggio dell’uscita dal lavoro di un ulteriore contingente di donne, possa alla fine risolversi positivamente. Doveroso comunicarvi che, anche se abbiamo fatto slittare un po’ i tempi per dare modo ai nostri destinatari di poter accogliere con la giusta attenzione le nostre istanze essendo al momento concentrati sulla cosiddetta “manovrina”, siamo pronti ad inoltrare la nostra lettera aperta come annunciato».

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