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Riforma pensioni, le novità di oggi 30 luglio 2017 su pensioni anticipate, Ape, fase due, età pensionabile

Riforma pensioni, le novità di oggi 31 luglio 2017. Si è svolto da pochi giorni l’incontro tra governo e sindacati sul fronte pensioni. Le news vengono fornite dal segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti, che alla fine dell’incontro dichiara:”Il confronto tra Sindacati e governo sulle pensioni va avanti. Oggi abbiamo definito al Ministero del Lavoro i temi da affrontare e le date dei prossimi incontri che si terranno il 30 agosto e il 7 settembre. L’obiettivo è quello di arrivare alla legge di bilancio a delle misure sulla rivalutazione delle pensioni, sui giovani, sul lavoro di cura delle donne, sull’aspettativa di vita, sulla previdenza complementare e sulla governance dell’Inps. Dopo la pausa estiva bisognerà accelerare, approfondire tutti i temi sul tavolo e soprattutto definire le risorse necessarie”.

Le news sul fronte pensioni vengono fornite anche da Giuliano Poletti, al termine dell’incontro con i leader di Cgil, Cisl e Uil sulle pensioni.”È stato un lavoro positivo e utile. Abbiamo ripercorso tutti gli argomenti esaminati fino ad oggi sia sul lavoro che sulla previdenza e definito un primo calendario operativo. L’obiettivo è arrivare a un documento su cui ci sia la massima condivisione possibile. Lavoriamo in questo senso”. Così Giuliano Poletti, al termine dell’incontro con i leader di Cgil, Cisl e Uil sulle pensioni.

Intanto, non sono arrivate le rassicurazioni che i sindacati chiedevano sull’aumento automatico dell’età pensionabile (legato all’aspettativa di vita) nell’incontro di ieri (27 luglio) tra Cgil, Cisl e Uil e il governo sul nodo previdenza. Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ha ribadito infatti che “nel merito” si potrà discutere “dopo che l’Istat avrà dato gli elementi di valutazione”, ovvero in autunno, tra settembre e ottobre. Per i sindacati però è inaccettabile l’innalzamento dell’età a 67 anni nel 2019, con uno scatto di ben 5 mesi, e per questo continuano a chiedere che l’automatismo venga bloccato. “È importante che ci sia la possibilità di discutere dell’adeguamento, ma le cose sentite dal governo non ci sono sembrate rassicuranti – ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil –, eppure è chiaro che l’automatismo determinerebbe aumenti insopportabili dell’età”.

Per il resto l’incontro è servito soprattutto a tracciare una road map per settembre, quando il confronto dovrebbe riprendere a ritmi più serrati. Per questo sono stati previsti cinque tavoli dal 30 agosto al 7 settembre, in vista della legge di bilancio. I tavoli riguarderanno politiche attive e passive, rappresentanza sindacale e delle imprese, governance dell’Inps, previdenza dei giovani e previdenza complementare, lavoro di cura e Ape social e rivalutazione delle pensioni attuali.

Riforma pensioni e fase due, gli argomenti trattati nell’incontro tra governo e sindacati.

Alcuni dei punti chiave emersi dal tavolo di confronto tra governo e sindacati sulla fase due delle pensioni sono stati: l’assegno di ricollocamento, riduzione del cuneo previdenziale per le assunzioni a tempo indeterminato degli under 35, e ancora, una pensione di garanzia con previsione di reddito minimo e agevolazioni per le donne. “Un incontro positivo nel corso del quale sono stati messi in calendario temi davvero importanti”, ha commentato la leader della Cgil Susanna Camusso al termine del vertice al ministero del lavoro tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e i leader di Cgil Cisl e Uil.

Riforma pensioni, la data dei prossimi incontri. 

L’agenda messa a punto prevede una serie incontri che inizieranno a a fine agosto per arrivare a una sintesi entro settembre. Cinque i tavoli su sui si inizierà a discutere: il 30 agosto toccherà alla previdenza dei giovani e a quella complementare oltre che alle possibili agevolazioni per l’Ape social per le donne impegnate nei lavori di cura e adeguamento. Sul tavolo anche il tema dell’automatismo sulle aspettative di vita e un primo tagliando sull’ape sociale. Il 31 agosto invece si parlerà di politiche attive e passive e di ammortizzatori e garanzia giovani oltre che di rappresentanza dei sindacati e delle imprese e della nuova governance inps. Il 7 settembre infine sarà la volta delle rivalutazione delle pensioni.

Riforma pensioni e Fase due, le ultime news di Domenico Proietti.

“Non stupisce che ci sia un picco di persone che vanno in pensione, si tratta di chi ha maturato i termini dopo essere stato bloccato dalla riforma Fornero, che ha innalzato bruscamente i requisiti, con una serie di tappi. Ora, finalmente escono tutti insieme ma non c’e’ nessun allargamento delle maglie per l’accesso alla pensione”. Cosi’ il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti commenta i dati dell’Inps che registrano per il primo semestre del 2017 un aumento dei nuovi assegni liquidati, specialmente per uscite da anzianità o anticipate.

Intanto i sindacati guardano a domani, ed alla fase due della riforma delle pensioni: “Ci aspettiamo che il governo acceleri, non abbiamo tanto tempo”, dice Proietti, ricordando che tra i temi da affittare ci sono “le pensioni per i giovani, il superamento delle disparita’ che penalizzano le donne, il trattamento fiscale della previdenza complementare tra privato e pubblico, dove non ci sono incentivi”. Resta poi la richiesta di “sterilizzazione dell’adeguamento automatico dell’eta’ di uscita all’aspettativa di vita”, che scatterebbe nel 2019.

Previdenza e assistenza, le ultime news di Domenico Proietti.

“La separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale è uno dei punti previsti nella fase due del confronto sulla previdenza tra Governo e sindacati. Lo studio prodotto dalla UIL evidenzia che nel 2014, semplicemente togliendo la tassazione (66 miliardi di euro, secondo la commissione Europea) ed i TFR/TFS (22,8 miliardi di euro), la spesa per pensioni in Italia è dell’11% rispetto al Pil invece del 16,5% così come rilevato dai dati Eurostat. Una spesa netta per pensioni dell’11% è perfettamente in media con quella degli altri Paesi della UE e, addirittura, 1,4 punti meno della Francia, 1 punto in meno dell’Austria, 0,4 punti in meno della Germania. Va sottolineato, inoltre, che in Italia la spesa netta per pensioni per abitante (2.942 €) è meno della metà di quella del Lussemburgo (7.486 €), oltre 1.000 € inferiore a quella di Francia (4.031 €) e Germania (4.117 €).

Esiste, più in generale, il tema di come si conta la finanza pubblica in Italia ed in Europa. Per la Uil, occorre rivedere i criteri che spesso penalizzano i lavoratori e, più in generale, il nostro Paese.La Uil chiede da anni di procedere alla separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale e, al con-tempo, di rinegoziare con l’Europa i parametri per la rilevazione dei dati che ancora considerano il Tfr e alcune prestazioni assistenziali come spesa pensionistica. Questo è il mo-do per valutare correttamente la sostenibilità del nostro sistema pensionistico ed evitare di portare in Europa un’immagine distorta e distante dalla realtà.”

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