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Riforma pensioni, novità ad oggi 14 agosto 2017 su pensioni anticipate, Ape, età pensionabile, pensioni donne

Riforma pensioni, le news. Sul fronte pensioni, le novità degli ultimi giorni, in particolare la firma dei decreti attuativi dell’Ape Social, hanno visto la soddisfazione anche dell’ex premier Matteo Renzi, che si è così espresso in un tweet:”Ottimo lavoro, presidente! Un’altra promessa mantenuta #passodopopasso”. Il segretario del Pd, su Twitter, commentando la firma, da parte del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dei decreti Ape social e Ape precoci per l’anticipo pensionistico.“Il governo – scrive Renzi su Facebook – ha dato il via libera all’operazione ‘anticipo pensionistico’, il primo passo per mandare prima in pensione alcune categorie di lavoratori. Il parto è stato lungo e faticoso, ma il lavoro è ottimo grazie all’impegno di tutta la struttura di Palazzo Chigi e del Ministero del Lavoro. Complimenti anche a Tommaso Nannicini che ha avuto l’idea e persino inventato il nome (Ape). Certo: non è la soluzione a tutti i problemi della Legge Fornero, ma è un’altra promessa mantenuta. Prossimamente in arrivo la quattordicesima per le pensioni minime, come da risorse stanziate in Legge di Bilancio. Cambiare passo dopo passo non è facile, ma è l’unica alternativa alla protesta e alla rabbia”.

Pensioni anticipate ed Opzione donna. 

Sul fronte pensioni anticipate ed opzione donna, bocciato l’emendamento alla manovra correttiva di Walter Rizzetto, che mirava all’estensione del regime sperimentale Opzione donna fino alla fine del 2019. Il testo del deputato di Fratelli d’Italia è stato giudicato inammissibile. Sulla pagina Facebook del Movimento Opzione donna tanti sono i commenti di malcontento e delusione, ma fuori dal coro c’è anche chi sottolinea che è giunto il momento di guardare avanti, verso nuove forme di pensionamento anticipato per donne, dopo la chiusura del regime Opzione Donna, quello che è anche uno degli obiettivi del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social.

Cumulo gratuito e lavori di cura, il punto di Orietta Armiliato.

Sul fronte pensioni anticipate donne e cumulo gratuito, Orietta Armilato del Comitato Opzione Donna Social, ha fatto il punto in un’intervista rilasciata ieri al sito Blastingnews ha dichiarato in merito al cumulo gratuito: «Un esponente della Commissione Lavoro alla Camera mi ha detto riferendosi alla questione che “questa norma iniqua urla vendetta” e noi auspichiamo di poterla ottenere». Per quel che riguarda la fase due di riforma pensioni, e le aspettative delle donne, si dovrà partire dal riconoscimento dei lavori di cura:”Occorre seriamente implementare – dichiara la Armiliato nell’intervista a Blastingnews -una misura che aiuti le donne che sono da tempo immemore pesantemente penalizzate da una vita che le vede al lavoro continuamente e costantemente in casa e fuori casa, oltre ad aver assistito da spettatrici inermi allo spostamento in avanti del proprio orizzonte pensionistico di almeno sette anni, avvenuto in una infausta notte dell’anno 2011″.

Governo, firmati i decreti attuativi: approvate le nuove regole per andare in pensione con 41 anni di contributi.

Con l’emanazione dei decreti attuativi relativi all’Ape Social, coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni potranno andare in pensione al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati. Lo prevede uno dei decreti attuativi firmati stamattina dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Questa misura riguarda i cosiddetti lavoratori, ovvero le persone che hanno iniziato a lavorare molto giovani, prima dei 19 anni, ma che hanno versato almeno 12 mesi di contributi (non necessariamente) consecutivi, prima di aver compiuto 19 anni. Via libera dal governo anche al cosiddetto Ape social, interamente a carico dello Stato, che si differenzia dall’anticipo pensionistico volontario.

Pensioni, firmati i decreti attuativi: le nuove regole per andare in pensione con 41 anni di contributi.

Quest’ultimo infatti prevede obbligatoriamente la richiesta di un prestito ventennale con tanto d’interessi bancari e premio assicurativo. Nessuno dei due tipi coincide con la pensione vera e propria, perciò è scorretto parlare di pensione anticipata. L’Ape volontario e l’Ape social consistono in realtà in misure di sostegno al reddito per il lavoratore, che può ottenerle fino al giorno in cui scatta il pensionamento di vecchiaia da parte dell’Inps. Per i “lavoratori precoci” il discorso cambia. In questo caso si tratta di fatto di una pensione “anticipata”, poiché vengono ridotti i requisiti per accedere al trattamento previdenziale di vecchiaia. Tuttavia per beneficiare di questa misura è necessario rientrare in almeno una di queste categorie svantaggiate: disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali da almeno tre mesi; invalidi con una riduzione accertata della capacità lavorativa di almeno il 74%; persone che da almeno 6 mesi beneficiano dei permessi previsti dalla legge 104 per assistere il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap; persone che svolgono da almeno sei anni consecutivi uno dei lavori considerati usuranti.

Rivalutazione pensioni, le ultime news. 

L’Inps ha riconosciuto la rivalutazione della pensione, ad un pensionato di Salerno: a stabilirlo il giudice della sezione lavoro del tribunale di Napoli, confermando il decreto proposto dall’avvocato salernitano Antonio Trapanese. A ricevere la rivalutazione monetaria della propria pensione,che è di poco superiore ai 4mila euro, sarà un pensionato salernitano. Come rivelato dal quotidiano Il Mattino, l’avvocato Trapanese si batteva in favore dei pensionati, ai quali venne bloccato dal governo Monti l’aumento automatico per gli anni 2012 e 2013.

La rivalutazione è stata accordata nei giorni scorsi dal giudice della sezione Lavoro del tribunale di Napoli, che ha confermato il decreto ingiuntivo che l’avvocato Antonio Trapanese del Foro di Salerno aveva sollecitato in favore di pensionati ai quali, come a tutti coloro che godevano di una pensione superiore a tre volte il trattamento minimo, fu bloccato dal governo Monti l’aumento automatico per gli anni 2012 e 2013 – cioè l’indicizzazione al costo della vita – e ai quali successivamente il governo Renzi aveva riconosciuto solo un parziale recupero degli aumenti in seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale: l’intervento delle legge Fornero a riguardo era stato dichiarato «non conforme» al dettato costituzionale.

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