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Riforma pensioni, le novità di oggi 19 aprile 2017 su pensioni anticipate, flessibilità, vitalizi, pensioni d'oro

Riforma pensioni, ultime news. Le proposte di legge intorno al tema pensioni, in particolare in merito alle pensioni anticipate, sono varie. L’ultima in ordine temporale prevede l’uscita dal lavoro in anticipo a 64 anni in deroga alla riforma Fornero. E’, infatti, in corso di esame, presso la Commissione Lavoro, il ddl n°4196 (qui il testo integrale) che propone la modifica dell’articolo 24 del decreto legge 201 del 2011, affinché venga estesa anche ai dipendenti del settore privato la possibilità di accedere alla pensione a 64 anni in deroga alla legge Fornero.Entrando più nel dettaglio, la proposta di legge – che vede come primo firmatario l’On. Gnecchi, con i colleghi Albanella, Baruffi, Boccuzzi, Casellato, Damiano, Di Salvo, Giacobbe, Gribaudo, Incerti, Patrizia Maestri, Miccoli, Miotto, Paris, Giorgio Piccolo, Polverini, Rotta, Zappulla – chiede la sostituzione del comma 15-bis dell’articolo 24 con il seguente:

“15-bis. In via eccezionale, per gli assicurati le cui pensioni sono liquidate a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima:a) i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva, comprensiva di contributi da riscatto e figurativi, di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 e che, senza l’applicazione delle modifiche al regime di accesso al trattamento pensionistico introdotte dal presente decreto, avrebbero maturato entro la medesima data i requisiti per il trattamento pensionistico ai sensi della tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un’età non inferiore a 64 anni;b)le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia, oltre che, se più favorevole, ai sensi del comma 6, lettera a):1)con un’età non inferiore a 64 anni, qualora abbiano maturato entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni, comprensiva di contributi da riscatto e figurativi;2) con 15 anni di contributi, qualora si tratti di lavoratrici rientranti nelle deroghe previste dall’articolo 2, comma 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, che alla medesima data del 31 dicembre 2012 abbiano compiuto un’età non inferiore a 60 anni;c) nei casi di cui alle lettere a) e b), il trattamento pensionistico decorre dal mese successivo al compimento del sessantaquattresimo anno di età anche qualora la domanda di pensione sia stata presentata successivamente”.

Pensioni anticipate ed Ape Social, le ultime news.

Intanto, sul fronte pensioni anticipate, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato ieri il decreto Ape Social. Lo ha annunciato palazzo Chigi sul suo account Twitter, pubblicando anche la foto del decreto sull’anticipo pensionistico. Ricordiamo che si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 intesa ad agevolare la transizione verso il pensionamento per soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio ed è soggetta a limiti di spesa. L’indennità di natura assistenziale a carico dello Stato viene erogata dall’Inps a soggetti in stato di bisogno che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta. Viene corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata.

Spetta ai lavoratori, dipendenti pubblici e privati, autonomi e ai lavoratori iscritti alla Gestione separata che si trovano in una delle seguenti condizioni: disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. Lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604);soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave (articolo 3, comma 3, legge 5 febbraio 1992, n. 104);invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%.

Dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso all’interno delle seguenti professioni considerate tali(operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti).

Per ottenere l’indennità è necessario avere, al momento della richiesta, almeno 63 anni di età; almeno 30 anni di anzianità contributiva. Solo per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni; maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; non essere titolari di alcuna pensione diretta.

Riforma pensioni, vitalizi, le ultime news di Luigi Di Maio.

Intanto, Luigi Di Maio (M5s), vicepresidente della Camera, in un video pubblicato sul suo profilo Facebook e sul blog di Beppe Grillo è tornato parlare di vitalizi e pensioni d’oro. “Renzi – ricorda Di Maio – a Otto e mezzo ha detto che Davide Casaleggio prende in giro gli italiani. Qui l’unico che prende in giro gli italiani è Matteo Renzi. Uno che ha governato per 3 anni questo Paese, e finge di non conoscere le coperture del nostro reddito di cittadinanza, parlando di cifre che vanno da 20 a 96 miliardi, facendo disinformazione con cifre a caso. Eppure questi sono atti depositati, sono atti depositati al Parlamento della Repubblica, e le coperture del reddito di cittadinanza sono approvate dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle costa 14,9 miliardi di euro, non lo diciamo noi, lo dice l’Istat. A quei 14,9 miliardi di euro si aggiungono 2 miliardi di euro per la riforma dei Centri per l’Impiego, che servono a far trovare lavoro a chi prende il reddito di cittadinanza. Renzi finge di non conoscere queste cose, e tra l’altro continua a difendere i privilegi della casta quando dice che con le pensioni d’oro non si può coprire il reddito di cittadinanza. Noi abbiamo individuato 25 voci di spesa che mettono insieme 17 miliardi di euro per erogare questa misura, tra queste ci sono anche le pensioni d’oro. Lui usa la retorica per continuare a difendere i privilegi della casta che durante il suo governo non ha mai voluto tagliare ma che noi taglieremo col primo decreto che istituirà il reddito di cittadinanza in Italia”.

Pensioni ed ultimissimi dati, le news ad oggi.

Gli ultimi dati sulle pensioni evidenziano come in Sardegna ogni 100 anziani quasi 9 non hanno un reddito sufficiente a far fronte ai bisogni essenziali, e di questi il 60% sono donne. È uno dei dati emersi dal terzo report statistico realizzato dall’Ufficio studi della Cisl Sardegna e dalla Federazione regionali pensionati, presentato a Olbia durante la giornata conclusiva dei lavori del X congresso di categoria. L’importo medio delle pensioni sarde (considerate tutte le categorie: vecchiaia, invalidità, superstite, pensioni e assegni sociali) è pari a 715 euro. E gli anziani sono sempre di più. Anagraficamente a star peggio sono sempre Oristano (età media 46,7 con indice di vecchia pari a 234,10%), Carbonia-Iglesias (46,7 anni età media e indice di vecchiaia 233,90%) e Medio Campidano (rispettivamente 46 anni e 213,70%).

In Sardegna gli over 65 rappresentano ormai il 22,10% della popolazione (43,80 maschi, 56,20 femmine) e mensilmente vengono erogate 576.226 pensioni, di cui 99.578 Inps ex Inpdap, 475.925 Inps e 782 Inps ex Enpals. Secondo i dati Istat la spesa pensionistica è pari al 22,49 % del Pil regionale, e solo Olbia-Tempio ha un tasso di crescita positivo (2,6%). I territori che vanno male demograficamente sono Nuoro (tasso di crescita -8,5%), Medio Campidano (-8,2%), Oristano (-6,4%) e Carbonia-Iglesias (-6,2%).Il Medio Campidano è il territorio col reddito più basso nel 2016 (dichiarazione 2015), seguito da Ogliastra, Nuoro e Carbonia-Iglesias. “La Sardegna di oggi necessita – dicono i segretari generali della Cisl, Ignazio Ganga, e Fnp, Piero Agus – di un nuovo progetto di sviluppo e del continuo adeguamento delle politiche e degli strumenti che dovranno offrire risposte alle necessità delle Comunità e dei singoli”.

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