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Riforma pensioni, novità ad oggi 14 agosto 2017 su pensioni anticipate, Ape, età pensionabile, pensioni donne

Riforma pensioni, le novità da oggi 14 agosto 2017. Il consueto punto della settimana appena trascorsa viene fatto da Orietta Armiliato, del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social. La Armiliato ogni settimana fa un riepilogo delle principali novità sul fronte pensioni e previdenza, con un occhio sempre attento alle problematiche legate al pensionamento anticipato delle donne. Questo il post dello scorso fine settimana. «Carissime, e anche la prima decade di Agosto se ne é andata fra fuoco, siccità, grandine e notizie di carattere generale poco confortanti anche per ciò che riguarda il nostro futuro pensionistico, notizie che ci sono state veicolate sia da parte della Ragioneria Generale dello Stato sia dall’Inps sia dal Governo. Per quanto invece alla nostra comunità, questa settimana la discussione si è sviluppata a seguito degli annunci che riguarderebbero l’età anagrafica di accesso alla quiescenza.
Abbiamo preso atto di contestazioni da parte di chi ribadisce che l’età “giusta” per chiudere con il mondo del lavoro, per le donne, non debba andare oltre i 60 anni, dando poco peso all’anzianità contributiva».

Pensioni donne, le ultime news di Orietta Armiliato del CODS.

«Purtroppo – sottolinea la Armiliato – per le nostre soggettive valutazioni ci affidiamo spesso alla conoscenza “pratica”, ovvero alle problematiche che sono enunciate o evidenti poiché incluse nel nostro mondo, fra la gente che conosciamo, fra i Gruppi FB che frequentiamo, nel nostro ambiente di lavoro, nella zona dove abitiamo etc. dimenticando che le statistiche a livello nazionale, spesso mostrano un quadro opposto a quello da noi percepito. Infatti, uno dei parametri che incide maggiormente e non consente alle donne di pensionarsi è proprio quello legato agli anni di contribuzione; le carriere discontinue delle quali tanto abbiamo parlato, ci dimostrano che la fragilità sta proprio in quello ancor prima dell’età anagrafica laddove, studi effettuati su scala nazionale, evidenziano che la durata media della carriera di una donna è inferiore ai 25 anni, mentre quella dell’uomo è in media di circa 39 e la teoria dettata dagli studi é stata recentemente confermata in virtù delle domande presentate dal genere femminile per accedere all’Ape Social».

«Paola Profeta, professoressa di Scienze delle Finanze alla Bocconi ed esperta di sistemi di welfare, ha recentemente dichiarato che “Questi divari non si sono ridotti nell’ultimo decennio e la maggior parte delle donne non ha sperimentato nessun miglioramento occupazione o reddituale, soprattutto al Sud”. Ora, considerato che le leggi non si fanno sulla paura o sulle rivalse ma sulla base di ragionamenti e su dati oggettivi, abbandonando logiche surreali, probabilmente si concentreranno maggiormente su questo parametro. In ogni caso nulla ancora è stato sancito e la strada è ancora lunga e non in discesa dobbiamo quindi armarci di pazienza, documentarci e ragionare senza lasciarci attrarre da chi ci vuole vendere qualcosa che ha su di noi un certo “appeal” ma che, in sostanza, è avallato dal nulla». A conclusione la Armiliato ricorda i prossimi incontri: «Prossimi appuntamenti quindi confermati per la fine di Agosto dove si evolveranno i concetti enunciati ad arrivare a comporre proposte sulle quali ragioneremo compiutamente e sulle quali si potranno opporre argomentazioni ed eventualmente esercitare azioni di pressing mirato. Raccogliamo quindi le nostre energie in questi giorni di vacanza, ci saranno utilissime alla ripresa.Un sorriso e buon fine settimana».

Pensioni, le ultime news del viceministro dell’Economia Enrico Morando.

Sul fronte pensioni, Def, cuneo fiscale e misure per i giovani le ultime news vengono fornite dal viceministro dell’Economia, Enrico Morando, per il quale una crescita nel 2017 all’1,3-1,4% “è plausibile”. Ricordando che i numeri saranno certificati a settembre con la nota di aggiornamento al Def il viceministro ha puntualizzato però che “il prodotto interno sta crescendo più di quanto previsto in primavera”. Parlando della legge di bilancio Morando ha poi spiegato che si procederà al taglio del cuneo per i giovani, misura che dovrebbe essere ‘portabile’, cioè legata a chi ne usufruisce.

“Si può fare un intervento strutturale con un taglio del 50% (dei contributi) per i primi 2-3 anni dopo una riduzione strutturale in capo al lavoratore di 3-4,5 punti con piena portabilità in capo al lavoratore. Non è un intervento a favore delle imprese ma un vantaggio per il lavoratore giovane”. Infine le pensioni: “Se si blocca il processo di adeguamento” dell’età della pensione all’aspettativa di vita “le pensioni si riducono. Col calcolo contributivo se si va in pensione prima si riceve una pensione minore”.

Pensioni, età pensionabile, le news di Tito Boeri.

Le news sulle pensioni e l’aspettativa di vita vengono rilasciate anche dal presidente dell’Inps, Tito Boeri che dichiara: ”è pericolossimo toccare il meccanismo dell’adeguamento delle pensioni alle aspettative di vita, perché può avere sia effetti in avanti che all’indietro”. Per Boeri “se uno percepisce la pensione più a lungo perché si vive più a lungo”, “è giusto anche che contribuisca più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere”. Intervenuto al Gr Rai sul tema delle pensioni dopo l’intervento della Ragioneria generale dello Stato Boeri ha spiegato: “Le generazioni che hanno già vissuto questo adeguamento, per esempio con l’aumento dell’età pensionabile di quattro mesi nel 2016, o prima ancora, di tre mesi nel 2013, direbbero: ma perché noi abbiamo dovuto pagare? E poi, guardando ancora più in avanti, avremmo un ulteriore aggravio di spesa pensionistica che noi stimiano in 141 miliardi di euro”.

“Inoltre le pensioni sarebbero più basse, quindi questo stop all’aumento progressivo dell’età pensionabile non è neanche nell’interesse dei lavoratori più deboli; perché se possono andare in pensione prima, sappiamo che saranno i datori di lavoro stessi a spingerli a ritirarsi prima, e a quel punto uscirebbero con delle pensioni più basse, perché col sistema contributivo più si lavora, più i trattamenti aumentano”.

Pensioni, età pensionabile, Ragioneria dello Stato: le news di Cesare Damiano.

Per Damiano, invece, va rallentato l’aumento dell’eta’ della pensione. Commentando con il ‘Corriere della sera’ il monito della Ragioneria generale dello Stato sull’esigenza di non modificare il meccanismo che nel 2019 porterebbe l’eta’ della pensione a 67 anni, cinque mesi in piu’ rispetto ad ora, ha dichiarato: “Mi sembra un intervento a gambina tesa, un altro tentativo per fermare il dibattito sulla revisione di un meccanismo che non e’ piu’ giustificato.

Comunque sempre meglio del precedente intervento, quello era a gambona tesa”, afferma Damiano, riferendosi alle dichiarazioni del presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo cui cancellare l’adeguamento dell’eta’ pensionabile alla speranza di vita costerebbe 141 miliardi di euro. “Peccato che siano numeri campati in aria”, sostiene Damiano, che spiega: “Nessuno ha mai chiesto di cancellare del tutto quel meccanismo. Io e il collega Sacconi abbiamo solo chiesto di studiarne uno nuovo che rallenti l’aumento dell’eta’ della pensione. Gia’ oggi, in questo campo, l’Italia ha il record mondiale. Non esageriamo”. Secondo Damiano, “l’ultimo Documento di economia e finanza del governo ha certificato che con le ultime riforme delle pensioni, tra il 2004 e il 2050 lo Stato risparmiera’ a regime 900 miliardi di euro. Sa quanto vale, rispetto a questa montagna, quel costo aggiuntivo? Lo 0,13%. Nulla. E noi vogliamo fare tutto questo bailamme per lo 0,13%?”. Damiano ricorda poi “un ogni caso l’eta’ della pensione salira’ a 67 a partire dal 2021. E questo per una clausola di salvaguardia richiesta dalla commissione europea e dalla Banca centrale europea. Rallenteremmo di due anni. A me andrebbe benissimo”.

Pensioni anticipate e Ape: le ultime news di Cesare Damiano.

Damiano negli ultimi giorni ha parlato anche di pensioni anticipate e Ape: “Sia l’Ape social che quella volontaria scadono a fine 2018, subito dopo, a partire dal 2019, scatterebbe l’aumento di cinque mesi per l’età di uscita”. “In ogni caso se, come auspico, l’Ape dovesse essere confermata oltre la fase di sperimentazione, la conseguenza sarebbe uno slittamento di cinque mesi” dei requisiti per accedere al pensionamento anticipato: “da 63 anni a 63 anni e 5 mesi”. Per Damiano “tutto questo è altamente contradditorio: tutta la materia andrebbe ridefinita, agendo sull’età pensionabile, con un rallentamento dell’adeguamento all’aspettativa di vita, o dal lato dell’Ape, mantenendo fermi i 63 anni)”.

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